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Il suo coraggio o la sua fede?
Raffaele Nogaro: il misticismo dell'azione

Nogaro

Doveroso scriverne, doveroso parlarne, doveroso gioire per il Natale al Cielo del Vescovo Nogaro che ha rappresentato il senso di una Chiesa militante che dal pulpito scende poi in Strada.

Oltre le Parole i cuori.

Siamo nel Pontificato di Giovanni Paolo Secondo. Tutti hanno paura di una possibile deriva proletaria del Vescovo di Cracovia.

Tutt’altro.

Karol dopo un primo “Sturm un drang” contro gli Stati Uniti a Medellin – “…..non pagate i debiti agli americani” -, dovrà ridimensionarsi. Troppo pericoloso.

L’attentato ed il Teologo Ratzinger lo riportano nel “mistico”, mentre Leonardo Boff dovrà essere censurato dal futuro Benedetto Tredicesimo, insieme alla Teologia della Liberazione di Gutierrez.

Nogaro osserva, ed allora, da impavido comincia una rivoluzione silente che lo porterà in discussione, ma mai in contraddizione con il potere, con i potenti. Incontra operai, partecipa a sit in fuori le fabbriche, e si esprime contro la guerra e contro ogni sfruttamento.

Attacca non la mafia, ma la cultura mafiosa, senza scorta, a parte gli Angeli del Signore. E’ in controtendenza, ma sa il fatto suo. Sconcerta perché responsabilizza i Cristiani. Non condanna il peccatore ma il peccato che ti allontana dall’altro. Sostiene i migranti e bacchetta i politici favorevoli all’intervento in Afghanistan. Media tra i Sindacati ed i padroni. Intuisce il problema inclusivo dei migranti e chiede di accogliere. Non muro contro muro, ma muro contro il malaffare, con fermezza contro la prevaricazione, di ogni tipo e genere.

Dignità del lavoro e dignità legislativa sono un suo connubio inscindibile. Il  tutto, sempre in linea con la dimensione Spirituale della sua Chiesa così come nelle encicliche Rerum Novarum e Laborem Exercens. Difensore non dei lavoratori ma del lavoro intravede le nuove frontiere della criminalità organizzata nostrana in sinergia con i mercanti di schiavi. Delicatamente condanna l’Apartaid in Sudafrica e quella di casa nostra che sostiene il caporalato, a volte, in forma velata. Avvia una riforma della Caritas non trovando terreno fertile Crede nello Spirituale che è impegno e missione contro il cultuale che e” parassitismo ideologico e culturale.

Francesco anni dopo quando parlerà di periferie e troverà strada spianata a Caserta.

Grazie Raffaele, da tutti noi, per averci reso vivo Gesù, sempre.

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