Il ritrovo al braciere
Era una pratica sociale per stare raccolti
Il ritrovo al braciere, era una pratica sociale per stare raccolti; il tempo intorno a quei carboni ardenti trascorreva piacevolmente.
Le storie esistono per essere raccontate e il tempo intorno al braciere trascorre piacevolmente.
Verso sera, quasi tutte le sere, le vecchiette, tra cui mia nonna, si sedavano vicine, intorno al braciere, e mentre il crepitio del legno e delle fiamme bruciava, d’incanto qualcuno iniziava a raccontare aneddoti intriganti, che per ascoltarli bisognava stare in silenzio.
Questa è una regola non scritta di ciò che avviene attorno a ogni braciere.
Da sempre, per raccontare storie piuttosto che fatti accaduti, le persone scelgono modalità espressive, linguaggi, forme differenti.
Le adattano di volta in volta ai cambiamenti culturali e sociali, seguendo nuovi interessi, facendole viaggiare di bocca in bocca, magari con lo scopo iniziale di farle arrivare al destinatario a mo’ di richiamo.
Il braciere è sicuramente uno dei componenti, intorno a cui, si raccontano storie fantasticate o malignate su scenari il cui esito è ancora da scrivere.
E’ dunque interessante che proprio intorno al braciere, nell’ambito di incontri improvvisati avvengono conversazioni in grado di avviare quei processi mentali tra le donne di varie età, che permettono ad alcune storie di essere raccontate.
Il ritrovo al braciere diventava, sebbene oggi un po’ meno, un appuntamento quotidiano capace di riunire diverse figure: la nonna ultranovantenne, le mamme sessantenni, qualche giovane madre, ragazze, signorine e persino qualche ragazzo che, pur di restare in compagnia della sua amata, accettava di far parte della comitiva.
All’interno di questo insieme, ognuno aveva un suo ruolo, il braciere trasmetteva quella sintonia per discutere pacatamente su fatti accaduti dall’ultimo incontro, quasi fosse un aggiornamento, attenti a non tralasciare nulla, compreso le sensazioni.
Talvolta anche intervenendo sul futuro di alcune ragazze e ragazzi, inconsci di piacere all’altro.
Il braciere diventava il summit delle donne che senza saperlo indirizzavano la volontà di decisioni verso soluzioni, che spesso venivano confermate in famiglia.
Infatti alcune donne, c.d. matriosche, proponevano una o due soluzione alle amiche in difficoltà.
Ogni stradina, vicolo o piazzetta aveva il proprio braciere con un focus su fatti di vita, che vedeva protagonisti gli abitanti del posto.
Ogni braciere aveva una sua gerarchia e delle regole, all’interno della quale non si tolleravano comportamenti che ledevano l’onorabilità degli altri.
Proprio come un’istituzione, dove esistono ruoli e responsabilità e le azioni sono guidate, con la differenza che le norme non sono mai state scritte, ma che tutti conoscono.
L’oltraggio maggiore è abbandonare un braciere per un altro.
Non sia mai, era una condanna per chi lo faceva e per la sua famiglia.
Ogni gruppo-braciere aveva un suo modo di commentare le storie, all’interno se occorreva non avevano mezze misure, ma nei confronti degli altri gelosamente proteggevano i contenuti.
Gli incontri con gli altri bracieri avvenivano esclusivamente tra le donne riconosciute piu capaci nel gruppo di rappresentare l’argomento da trattare.
Andavano accompagnate da almeno due sostenitrici, che prendevano parte al braciere di zona, sedendosi nel secondo anello, senza diritto alla parola.
Quindi il gruppo che componeva il braciere di zona poteva cambiare secondo l’argomento.
Il braciere “più acceso”, riguardava situazioni tra famiglie, litigi di vicini, fidanzati, ed era composto da donne agguerrite, che sapevano tenere testa alle loro pari.
Alle origini, quando la scrittura non era ancora una pratica convenzionale, le storie venivano raccontate intorno al fuoco ed erano tramandate in forma orale di focolare in focolare.
Trasformandosi nei miti e nelle leggende che hanno influenzato la nostra cultura fino ai giorni nostri.
Sfatando la credenza che dimostrava che l’azione intrinseca della lettura sia puramente individuale e solitaria.
Il braciere era una pratica sociale, considerato un momento introspettivo, un ritaglio di spazio che le vecchiette si prendevano per stare raccolte, rilassandosi raccontando fatti, fattacci e fattarelli.
Il braciere era un potente generatore di atmosfere.
Aveva la straordinaria capacità di creare momenti di pace e condivisione ovunque veniva acceso, sia esso un ambiente selvaggio o nel cuore pulsante di una grande città.
Le mie vecchiette possedevano una stima, una sensibilità e una comprensione della vita che le riempiva di compassione, gentilezza e amore profondo.
Un dono immenso che, lo riconosco con gratitudine, mi hanno trasmesso.
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