Caricamento in corso

IL FALLIMENTO DEL PNRR E LE IMMENSE RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO ITALIANO.

fallimento

Il fallimento epocale della destra in Italia è rappresentato dalla totale incapacità di saper spendere del 209 miliardi di euro che faticosamente Giuseppe Conte aveva ottenuto durante il covid. Al di là delle fandonie ,infarcite a bugie e menzogne, oramai luogo comune dei “ destri “ italiani, il dato reale è l’inconsistenza del piano prodotto , l’inutilità di molte iniziative, l’inesistenza di uno sviluppo reale del paese . Chi spende 209 miliardi di euro dovrebbe ottenere un incremento del PIL a due cifre, invece, l’Italia rasenta la deflazione a dimostrazione dell’inutilità di chi ha governato questo passaggio di moneta che per anni terrà occupato tanti Tribunali in Italia ed anche in Europa.
il Pnrr ha cambiando l’Italia? Ha ridotto il divario Nord- Sud? Ha creato competenze, costruito servizi, migliorato il rapporto donne mondo del lavoro? la risposta è pacificamente una: NO.
Il tradimento, di quello che doveva essere il più grande piano di modernizzazione finanziato dall’Europa nella storia repubblicana, appare evidente dai risultati, dalla pochezza dei fini raggiunti, dalla inconsistenza di molti progetti . Ovvio che quando metti il “ nulla “ al comando, spesso capita che la montagna partorisca solo un topolino ,come anche in questo caso emblematico .
Nonostante l’afflusso di risorse siamo al palo, siamo la peggiore economia in termini di pil , abbiamo una occupazione per pochi spicci mensili, tanti giovani disoccupati, o meglio, per dirlo come fa l’istat per coprire le responsabilità dei “ destri “, inoccupati, cioè persone che non lavorano, ma che non vengono inseriti nella percentuale dei disoccupati.
Insomma si continua con le menzogne a fregare gli italiani, mentre gli stessi , “ pecoroni” schiavizzati da dominazioni ataviche sonnecchiano beatamente.
Ma c’è un’altra gravissima sconfitta : il Pnrr è sparito dal dibattito pubblico. Nessuno ne parla, nessuno esamina i risultati concreti , i fini che si poneva, la realizzazione degli stessi, i “ nominati del nulla” parlano di tutto ma non del PNRR anche perché materia tecnica ed ostica per tanti ,compresi i “ bau bau “ e gli illetterati di una certa parte di quelli mandati al parlamento.
Eppure, originariamente , le tre priorità dovevano essere – donne, giovani, Mezzogiorno – ma alla verifica dei fatti sono finite ai margini. Doveva essere il piano per ridurre i divari di genere, territoriali e generazionali ,ma ciò non è vero .Non solo, i bandi prevedevano una quota del 30 per cento di assunzioni riservata a giovani e donne, ma anche questo è rimasto un miraggio, insomma il PNRR fotografa un paese che proclama obiettivi trasformativi e poi costruisce subito le scorciatoie per non rispettarli, anche nascondendo i fatti ed alterando i dati .
Altro fallimento riguarda le politiche attive del lavoro,quello che veniva indicato come garanzia ,occupabilità lavoratori e cioè prendere in carico i disoccupati, formarli, orientarli, collegarli alle imprese, accompagnarli verso lavori veri, soprattutto se fragili, lontani dal mercato, over 55, giovani Neet, donne svantaggiate, persone con disabilità, disoccupati di lunga durata, working poor. ,ma cò è rimasto solo sulla carte . Era il momento per eliminare migliaia di enti inutili pubblici che mangiano soldi della comunità ma non realizzano sviluppo, era il momento di cancellare consorzi pubblici con debiti astronomici per ripartire su basi nuove e lavori veri, invece, i “ destri “ si sono assopiti non avendo la capacità tecnica di produrre vere novità e ritenendo più semplice “ abboffare” il popolo ex sovrano di amenità e passerelle oppure “ scemità” ad ogni piè sospinto .
Nessuno apre il quadro del fallimento dei centri per l’impiego,che pure dovevano essere rilanciati ma siamo ancora alla fase pre PNRR . Il Pnrr doveva insegnarci a programmare. Ci ha mostrato quanto siamo fragili nel farlo e quanto siamo incapaci .Non abbiamo saputo organizzare un fine utile alla nazione, allo sviluppo ,al progresso ,abbiamo cercato di spendere per spendere senza realizzare qualcosa di veramente utile .
Il divario territoriale non è stato colmato, ma era difficile se spendi la maggior parte dei soldi al Nord e non al Sud, e si è anche accertato che i territori più deboli sono anche quelli meno capaci di intercettare le risorse.
Giuseppe Conte ha fatto il suo per ottenere il finanziamento di 209 miliardi di euro ; chi ha gestito la spesa non è stato in grado di organizzare un percorso virtuoso per ottenere sviluppo e superamento del divario territoriale; non hanno saputo creare veri posti di lavoro per donne e giovani; non hanno superato le difficoltà strutturali della nazione . L’anno prossimo teniamo conto di questi fatti per votare scientemente contro quelli che ci hanno tradito .

Stampa o condividi questo contenuto sui social anche tramite il bottone copia link (giallo):

Commento all'articolo