Caricamento in corso

Gli strumenti a mantice nell’evoluzione della musica popolare.
Spesse volte la nostra musica popolare è accompagnata da strumenti musicali che per origine e tradizione non sono autoctoni. È il caso degli strumenti a mantice come gli organetti la fisarmonica ed altri di vario nome, forme e dimensioni. Oggi la Musicaccia cercherà di dare quante più notizie storiche di questi straordinari strumenti musicali.

strumenti a mantice

Gli strumenti a mantice raccontano la storia della musica popolare italiana, dalle origini europee all’ingegno artigianale di Paolo Soprani.

Il primo strumento a mantice di cui si hanno notizie certe, risale al 1829, nasce in Austria, grazie al costruttore di organi e pianoforti Cyrillus Demian ed ottiene il brevetto a Vienna.5c4ca65e-e10b-4772-b27a-563251eb6b7d-670x800 Gli strumenti a mantice nell'evoluzione della musica popolare.

Al principio lo strumento prende il nome di Accordeon, è costituito da un mantice, da una cassettina contenete le ance libere (riprese dal “Cheng”, un antico strumento cinese inventato ben 4500 anni fa), e da una tastiera con cinque tasti.

L’accordeon riscuote successo ed interesse nelle varie capitali europee, ed è proprio a partire dal prototipo austriaco che i diversi artigiani si cimentano nella sperimentazione di nuovi modelli; vedremo così che nel 1831, a Parigi, Pichenot pubblica il primo metodo per Accordeon; nel 1840 aprono i battenti le prime fabbriche in Russia. Sempre più l’Accordeon e mantici affini diventano sinonimo di strumenti della musica popolare.

Nella prima metà dell’Ottocento, attraverso vari esperimenti di Buschmann a Berlino, Demian a Vienna e Wheatstone a Londra, lo strumento ha una sua evoluzione e cambia nome in Organetto, in Italia viene prodotto a livello industriale dal 1863 da Paolo Soprani e negli anni successivi arriva in Sardegna.cb38e16d-d13a-4aa6-85ac-5f61f2a873b7 Gli strumenti a mantice nell'evoluzione della musica popolare.

Lo strumento viene continuamente modificato, viene ampliata la tastiera di destra (fino a 14 tasti su una sola fila, poi fino a 27 su due file) e, per eseguire brani melodici, si sostituiscono gli accordi completi con singole note, inoltre viene aggiunta un’apposita valvola di presa d’aria.

Tra i vari tipi di organetto, quelli più utilizzati nella musica tradizionale italiana sono l’organetto a 2 bassi e l’organetto a 8 bassi, pur essendo diffusi anche i tipi a 4 e a 12 bassi. I primi esemplari di fisarmoniche diatoniche furono costruiti intorno agli inizi del XIX sec.

La storia italiana della fisarmonica inizia nel 1863 a Castelfidardo in provincia di Ancona, grazie allo straordinario ingegno di Paolo Soprani considerato il padre di questo strumento in Italia.Il Signor Soprani ha 18 anni quando, con 4 arnesi recuperati di fortuna, costruisce il primo organetto.be97d336-b1cd-40ed-88c1-4fa35880c168 Gli strumenti a mantice nell'evoluzione della musica popolare.

C’è una leggenda che narra di un pellegrino austriaco che di ritorno dal santuario di Loreto chiese ospitalità per la notte presso il casolare di Antonio Soprani, nelle campagne di Castelfidardo. Il pellegrino aveva con sé un organetto che destò la curiosità di Paolo Soprani, figlio maggiore di Antonio. Il giovane Paolo scompone lo strumento, studia il funzionamento intuendone subito la possibilità di costruirne altri ed ecco che di lì a poco sarebbe nata l’industria italiana della Fisarmonica.

Oggi possiamo dire che l’organetto è lo strumento protagonista nelle numerose rassegne dove i musicisti di ogni età si esibiscono in piazza con brani virtuosi e melodici di musica moderna o popolare, riscuotendo sempre approvazione da parte del pubblico.

Molto diffuso nel centro-sud, nei paesi dell’Appennino tra Lazio e Abruzzo, nella cultura popolare agro-pastorale, ancora oggi accompagna i cantori a braccio di Amatrice, o il saltarello, anche in Abruzzo (dove la versione con soli due bassi è chiamata ddù botte), in Molise (per l’esecuzione di quasi tutte le musiche tradizionali), in Lucania e in Calabria (dove è utilizzata per le tarantelle).

Concludiamo dicendo che questo straordinario strumento musicale che ancora oggi ci allieta con la sua meravigliosa musica facendo il giro di tutta l’Europa e molto probabilmente del mondo dona quel tocco in più al folklore di ogni dove .

Stampa o condividi questo contenuto sui social anche tramite il bottone copia link (giallo):

1 commento

comments user
Rosaria Curto

Bellissimo articolo, come sempre 👏👏 Questo strumento, la fisarmonica, mi è molto familiare, perché nella mia famiglia siciliana la tradizione voleva che si studiasse musica e si imparasse a suonare questo strumento. All’epoca, questo valeva solo per i ragazzi, i miei fratelli, per noi ragazze, invece, no, non imparavamo musica. Erano altri tempi. Comunque sia, sono ricordi meravigliosi delle feste di famiglia accompagnate dal suono allegro della fisarmonica. Grazie al maestro Lello Traisci 🙏 per averci fatto viaggiare attraverso la storia della musica, la storia dello strumento che ha saputo darle corpo e, a volte, come nel mio caso, per avermi fatto viaggiare attraverso la mia storia personale, facendo ballare la mia memoria con tarantella, valzer, paso doble e tango al ritmo “de l’accordéon” 🪗 ps : molto interessante lo strumento cinese “cheng” e la sua storia che non conoscevo. Grazie Lello, ringraziamenti all’inviatonews per questa rubrica.

Commento all'articolo