Il dolore degli italiani per le giovani vittime del rogo di Crans-Montana avvenuto a Capodanno si infrange contro la legge svizzera
Scarcerato su cauzione Jacques Moretti, un benefattore suo amico versa la cauzione di 200 mila franchi svizzeri per farlo uscire dal carcere. Torna a casa il principale indagato del rogo di Crans-Montana
La tragedia del rogo di Crans-Montana che ha visto tante giovani vite spezzarsi in modo terribile durante i festeggiamenti di Capodanno ha lasciato tutti noi attoniti, affranti e rattristati.
Ha destato molto scalpore tra noi italiani, scoprire che i soggetti coinvolti in questa triste storia, i coniugi Moretti proprietari del locale “Le Constellation”, andato a fuoco, non sono proprio quelli che ci si aspettasse di trovare da un cittadino svizzero.
Nel nostro immaginario quando si parla di Svizzera la mente corre subito ad identificarlo come il Paese perfetto: ordine e disciplina in tutte le cose, pulizia, educazione, poco traffico e ben disciplinato, puntualità ed efficienza delle Istituzioni ecc. Insomma il paese dei sogni.
La località turistica di Crans-Montana nel Cantone Vallese, che chi scrive ben ricorda per le belle sciate fatte negli inverni degli anni 80, è un poco come la nostra Cortina D’Ampezzo. Luogo di vacanza abbastanza elitario dove ci si ritrova solo per lo svago e per praticare gli sport invernali sfruttando un vasto comprensorio montano molto ben attrezzato.
Nessuno si sarebbe mai immaginato che in questo luogo dove tutto è perfetto, almeno apparentemente, dalla natura alle opere costruite dall’uomo, i due coniugi francesi, i Moretti, gestissero questo locale con la disinvoltura e il disprezzo delle regole degne dei peggiori delinquenti.
Fino a qui tutto chiaro, tutta realtà. I problemi iniziano ora nel momento in cui ascoltiamo i nostri mass media. Molti canali Tv e radio, nonchè testate giornalistiche, hanno ancora inviati presenti a Crans dal giorno della tragedia, il tutto per fare analisi ed indagini ipotizzando se e come sono state adottate tutte le norme e le disposizioni di sicurezza in questo locale. Sento ragionare tutti come se i fatti fossero avvenuti sul nostro territorio. E come se si adottasse di conseguenza la nostra normativa in materia di sicurezza nei pubblici esercizi, ed in nostro Codice Penale nei confronti dei responsabili del disastro.
Le norme italiane in tema di sicurezza nei locali pubblici potrebbero essere sicuramente anche più rigide di quelle svizzere, se non conosciamo quelle elvetiche non possiamo fare paragoni. Ciò non toglie che ne “Le Constellation” sembra mancassero proprio i minimi strumenti di sicurezza, tipo gli estintori, così come i soffitti erano tappezzati di questi pannelli di spugna infiammabili. Certo atti criminali come restringere una scala interna che dal sottoterra porta verso il primo piano per fare entrare più tavoli, o fare entrare avventori oltre la capienza per incrementare gli incassi, o la peggiore di tutte mettere in salvo se stessi e la cassa prima di aiutare i ragazzi a fuggire, sono atti da delinquente e basta.
Ma quali sono le norme svizzere relative alla sicurezza nei locali? Non mi sembra che siamo riusciti a conoscerle per raffrontarle con quelle adottate dal nostro paese.
Anche i controlli sulla corretta applicazione delle stesse, a chi spettano? Forse al Comune di Crans-Montana? Sembra, ma anche qui non è stato chiarito. Vogliamo parlare di soccorsi? La notte del disastro la squadra di vigili del fuoco intervenuta certo anche prontamente e con la massima buona volontà, ma composta sembra da pochissime unità. Vogliamo parlare della protezione civile? Che forse lì neanche esiste, in una località come Crans-Montana ci saremmo aspettati flotte di elicotteri per il trasporto dei feriti. I velivoli son arrivati dall’Italia.
Per non parlare dell’intervento delle autorità inquirenti che si sono mosse con molta calma e con i piedi di piombo, dimostrando comunque poca determinazione nel prendere delle decisioni nei confronti dei due coniugi proprietari del locale. Poi forse spinti più dalla pressione che si sentivano addosso delle autorità straniere (considerando che le vittime sono di varie nazionalità) che non da un senso di giustizia nei confronti delle giovani vite morte e ferite la notte dell’1 gennaio, hanno provveduto ad una specie di fermo per lei ed un arresto per lui.
Noi italiani che facciamo fin troppa autocritica possiamo invece contare su forze dell’ordine e magistratura molto più efficienti e rapide, con norme ben più severe che avrebbero agito immediatamente contro i responsabili di un simile disastro.
E’ di questa mattina, sabato 24 gennaio, la notizia che Jacques Moretti è stato scarcerato su cauzione. Questo fatto ha destato molto scalpore nei nostri politici che hanno addirittura richiamato a Roma il nostro ambasciatore. Parole di sdegno per questo fatto sono state pronunciate dal Ministro degli Esteri Tajani e dal capo del Governo Meloni. A mio modestissimo parere, fermo restando l’offesa morale, non vedo cosa contestare se, evidentemente il diritto penale elvetico prevede la scarcerazione su cauzione.
L’ambiente locale sembra essere rimasto più colpito dal clamore mediatico e dalle conseguenze negative che questa tragedia può avere sui risvolti del business legato alla stagione turistica in corso. Non voglio che leggiate del cinismo in quello che dico, ma anche se sono trascorsi tantissimi anni da quando ci andavo in vacanza, ricordo ancora questo luogo come il paese dei balocchi, creato per praticare sport invernali dove tutto era programmato per lo svago ed il divertimento. Ti sentivi immerso in un mondo ovattato quasi fuori della realtà, che nella notte del Capodanno 2026 si è svegliato dal sogno conoscendo l’aspetto più crudo e doloroso che l’avidità umana possa avere determinato.
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