il Comune di Caserta schiva il terzo dissesto ma i conti restano blindati
Dopo oltre un anno di gestione commissariale seguito allo scioglimento dell’Ente, i documenti contabili appena approvati svelano finalmente la reale condizione delle casse comunali del capoluogo di provincia.
La risposta del bilancio di previsione è apparsa da subito duplice: da un lato il Comune è riuscito a ed evitare lo spettro del terzo dissesto finanziario della sua storia; dall’altro, l’analisi economica ha restituito l’immagine di un ente costretto a muoversi su un equilibrio precario, pesantemente ipotecato dai debiti accumulati nel passato.
La manovra finanziaria programma entrate per 129,43 milioni di euro a fronte di uscite per 122,17 milioni, di questi fondi, la fetta più consistente (85,21 milioni) servirà a coprire la gestione corrente della macchina amministrativa, mentre 36,95 milioni sosterranno gli investimenti sul territorio, finanziati in larga parte dai programmi del Pnrr.
A prima vista sembrerebbe che, il tesoretto iniziale di 80,17 milioni di cassa e il risultato di amministrazione da 143,21 milioni possano in qualche modo certificare una fioritura economica.
Ed è qui, invece, come avrebbe detto una famosa maschera napoletano che “casca l’asino”!
Si tratta infatti di un’abbondanza solo apparente: ben 93,4 milioni di euro sono già blindati in fondi di accantonamento per coprire i rischi legati ai crediti di dubbia esigibilità e ai contenziosi legali pendenti.
Il vero nodo strategico riguarda i debiti fuori bilancio, che toccano la cifra complessiva di 5,1 milioni di euro.
Di conseguenza, per salvare i conti senza dichiarare un nuovo fallimento finanziario, la Commissione straordinaria ha scelto di spalmare questa massa debitoria su più anni, scommettendo sulla possibilità di stringere accordi di rateizzazione con i creditori.
Èd è proprio su questo crinale delicato che si inserisce il parere del Collegio dei revisori dei conti, l’organismo di controllo ha concesso il semaforo verde al bilancio, ma lo ha vincolato a prescrizioni tassative: fino a quando i piani di rientro con i creditori non saranno firmati e formalizzati, il Comune dovrà congelare ogni spesa superflua, limitando le uscite alle sole funzioni obbligatorie e indifferibili per garantire i servizi essenziali ai cittadini. La firma definitiva del bilancio libererà l’ente dal rigido regime di spesa provvisoria in dodicesimi, ma la vera prova del nove inizierà nei prossimi mesi, quando si capirà se la complessa mediazione con i creditori andrà in porto o se il Comune sarà costretto a ridiscutere l’intera tenuta dei propri conti.
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