Il ‘600 letterario napoletano, con Davide Brandi al Vomero
Sapete che il napoletano è una lingua? No, è un dialetto, dichiarerà qualcuno contrariato.
Sapete che il napoletano è una lingua?
No, è un dialetto, dichiarerà qualcuno contrariato.
No, non voglio in questa sede disquisire sulla differenza tra dialetto lingua e nemmeno voglio avventurarmi in una dotta discussione filologica sul napoletano (non sarei in grado, sigh!), tuttavia abuserò della pazienza dei lettori ponendo loro un secondo quesito: sapete che il napoletano ha una propria letteratura?
No, nemmeno sto parlando di Geolier, ma di quel barocco napoletano di cui Giovan Battista Marino fu caposcuola; oppure della Posilicheata di Pompeo Sarnelli (1649-1724). Vorrei parlarvi di quel Filippo Sgruttendio di Scafati che scrisse un canzoniere dialettale prevalentemente burlesco “La tiorba a taccone”, pubblicato da Camillo Cavallo, tipografo napoletano nel 1646. E ancora Giovan Battista Basile con il suo celeberrimo LO CUNTO DE LI CUNTI….
Rarità che purtroppo la cultura scolastica spesso sottovaluta o persino nega.
Ergo per saperne di più c’è solo un modo, non dimenticare l’appuntamento a cui Davide Brandi, pietra miliare nella diffusione della lingua e cultura napoletana, richiama ogni partenopeo il 20 giugno, ore 18:00, presso la Libreria Raffaello, in Via Kerbaker, 35, invitando ad un “piacevole e leggero” viaggio nella letteratura in lingua napoletana, tra gli autori, le opere, la vita popolare, la cucina, le tradizioni e soprattutto la LINGUA NAPOLETANA
Jammo Jà!
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