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Guerra e crisi nello Stretto di Hormuz: effetti su Borse e mercati
Le Borse e gli altri mercati soffrono in una settimana contrassegnata dalla guerra e dalla crisi petrolifera. Mercato azionari ed obbligazionario in crisi, scende l'oro, Brent alle stelle.

Stretto di Hormuz

La situazione geopolitica nello Stretto di Hormuz resta critica: il fine settimana ha visto nuovi attacchi

Situazione geopolitica ed eventi bellici: Scenario di guerra invariato nel fine settimana 14/15 marzo. I cieli del Medio Oriente sono stati attraversati da missili e droni che hanno continuato a colpire l’Iran da un lato ed in risposta varie postazioni o basi logistiche Usa nei paesi arabi. Si aggravano ovviamente le condizioni della popolazione civile, specie quella libanese dove gli sfollati già sono arrivati a parecchie centinaia di migliaia. Il nodo dello Stretto di Hormuz è ora alla base di tutte le problematiche economiche internazionali. Delle conseguenza del mancato transito delle petroliere abbiamo già parlato, ma ora si accentua anche il problema per le produzioni agricole. La massima parte dei fertilizzanti utilizzati sui campi di mezzo mondo sono a base di urea agricola, questa sostanza per il 40% viene prodotta nei paesi del Golfo Persico. Anche questi sono prodotti normalmente trasportati via mare attraverso Hormuz. Le attenzioni di Trump si stanno infine concentrando anche sull’isola di Kharg, una piccola isola a largo della costa iraniana nella parte Nord del Golfo Persico di fronte al Kuwait. Questa isola è in realtà un hub petrolifero, tra stoccaggio, infrastrutture petrolifere ed oleodotti sottomarini collegati al continente, su questo lembo di terra prima della guerra partivano 1 milione e settecentomila barili al giorno. I missili Usa hanno già colpito obiettivi militari su quest’isola e l’amministrazione americana conta che la pressione su Kharg possa convincere gli iraniani ad allentare la stretta su Hormuz.

Lunedì: per uno di quei motivi difficili da spiegare, nonostante le guerre, la crisi petrolifera alle porte, un rischio inflazione, le borse sono resilienti ed anche questa mattina i mercati asiatici limitano le perdite. Alcune piazze sono addirittura positive come Hong-Kong +1,45%. In Giappone il Topix perde lo 0,50% ed il Nikkei limita ad un -0,13%. In Europa a metà seduta le borse sono positive, tranne Milano e Zurigo che girano intorno alla parità. In Piazza Affari salgono Stmicroelectronics +2,73%, A2A +1,50%, forte ribasso per Amplifon -6,58%. Stabili oggi i titoli bancari. Relativamente stabile il mercato dei cambi, Dollaro e Yen mantengono il recupero della scorsa settimana sull’ Euro (€/$ 1,1483€/Yen 182,58). Il prezzo dell’oro oggi ha mostrato una certa volatilità. Ha ceduto anche il supporto dei 5000$ ed il prezzo è sceso fino a 4980. A metà seduta dopo un rimbalzo gli scambi avvengono in area 5020$ oncia. Comportamento opposto per il petrolio sempre al rialzo, la punta massima (106$ a barile) il Brent lo ha toccato proprio ad inizio seduta per poi ripiegare fino a 102$ prezzo registrato alle 14,00. In leggero miglioramento oggi il settore obbligazionario, sia per lo spread che scende a 78 punti e per rendimenti al 3,72%. Tutti al rialzo i prezzi dei Btp. Con questo andamento arriviamo alla chiusura di giornata che vede tutte le borse europee al rialzo, anche se sui minimi di seduta in quanto anche a Wall Street gli indici riducevano i guadagni. La migliore è Londra con +0,55% ultima Milano sulla parità +0,07%. Anche il crollo del titolo Amplifon -14% presente dell’indice FtseMib ha contribuito a ridurre il guadagno. Nel settore valutario il pomeriggio ha visto l’Euro prendere forza su tutte le valute ed alle 18,00 i cross sono €/$ 1,15; €/Yen 183,06; €/Chf 0,9056. In calo il prezzo dell’oro che passa di mano a 4987$ l’oncia. Stabile il Brent sui 102$ a barile. Il bilancio finale sul mercato domestico obbligazionario vede i prezzi chiudere al rialzo, lo spread a 77 punti e i rendimenti al 3,71%.

Martedì: Borsa americana positiva durante la seduta di ieri, e chiusura con guadagni oltre un punto percentuale sia per il Nasdaq che per lo S&P500. Nella notte piazze asiatiche positive ad eccezione della Cina in controtendenza. Tokio ha visto il Topix chiudere con un +0,45%, lieve ribasso del Nikkei -0,09%. Positive anche le borse europee, già dall’apertura l’andamento rialzista ha coinvolto tutte le piazze. Intorno alle 12,00 gli indici guadagnano mediamente lo 0,50%. Milano con +0,70% deve ringraziare i rialzi di Stellantis, Eni, Enel e Nexi che portano su l’indice FtseMib. Continua la discesa del titolo Amplifon -7,50%. Il mercato valutario è stabile in linea con l’andamento di ieri pomeriggio, pertanto i cambi principali sono: €/$ 1,1507 ed €/Yen 183,069. Per le materie prime, l’oro si scambia intorno a 5000$, mentre il petrolio Brent questa mattina sale ed il barile quota 103$. Anche il settore obbligazionario questa mattina è in leggero miglioramento, i rendimenti scendono anche se di poco 3,68%; lo spread segna 75 punti ed i prezzi dei Btp sono al rialzo. Le borse europee incrementano il rialzo, la giornata procede all’insegna dell’ottimismo su tutte le piazze del Vecchio Continente e le chiusure sono tutte positive. La migliore è Milano con +1,22%, si confermano i rialzi di Telecom ed Eni con oltre il +3%. Amplifon conferma il crollo per il secondo giorno e perde oltre il 10%. I guadagni delle altre borse europee vanno dal +0,93% di Madrid al +0,50% di Parigi. Il settore dei cambi da metà seduta ha visto l’Euro in ripresa su tutte le altre valute ed i valori registrati in tarda serata sono ancora saliti se confrontati con i fixing in tabella (€/$ 1,1542; €/Yen 183,52). Prezzo dell’oro stabile, uno degli ultimi prezzi rilevato è 5003$ l’oncia. Anche il petrolio ha mantenuto il prezzo stabile ma sempre bel saldo sopra quota 103 $ a barile. Infine il mercato obbligazionario domestico oggi ha confermato il buon andamento dalle prime ore della giornata, ed in chiusura i valori di riferimento sono rimasti in linea con quanto già segnalato. I prezzi dei Btp hanno chiuso al rialzo. La borsa americana ha chiuso positiva, ma la seduta contrariamente a quanto avvenuto nelle piazze europee, è partita molto forte per poi con il passare delle ore andare a perdere vigore fino alla chiusura.

Mercoledì: Borse asiatiche in forte rialzo questa mattina in chiusura, l’indice coreano addirittura guadagna il 5%, la borsa nipponica guadagna il 2,50% con il Topix ed il 2,87%. In Europa la giornata inizia all’insegna dell’ottimismo, tutte le borse sono positive, dopo un ora di scambi le migliori sono Madrid +1,10% e Milano +0,84%. Solo Zurigo è in controtendenza e perde -0,23%. A Milano vanno bene i titoli bancari (mediamente guadagnano 1,70%), bene il settore del lusso Cucinelli +4%, e Monclair, sale anche Danieli +3,35%. Il settore valute premia il Dollaro che stamattina è in recupero, di poco, sull’Euro. Alle 10,15 il cambio è 1,1531. Idem lo Yen con cross a 183,39. Per le materie prime registriamo il prezzo dell’oro in leggero ribasso a 4987$ l’oncia ed il Brent a 102,73$ quindi stabile come ieri sera. Il mercato del reddito fisso domestico ha iniziato mostrando timidi segnali positivi con lo spread intorno a 73 punti ed i rendimenti al 3,65%. Tutto però è destinato a cambiare nel corso della giornata, e dal primo pomeriggio tutti i settori finanziari iniziano a dimostrare segnali di cedimento. Si arriva così alla chiusura delle borse europee che terminano quasi tutte al ribasso, la peggiore è Zurigo che è l’unica piazza che è stata negativa per tutta la giornata (Smi -1,52%). Milano limita le perdite ed l’FtseMib termina con -0,33%. Si conferma il guadagno di Danieli e Cucinelli e di alcuni titoli bancari, al ribasso i titoli del settore energia Enel -3,30%, Hera -3,24%, crolla Acea -11,60%. Correzione sul mercato valutario con il Dollaro in recupero. La chiusura ufficiale (vedi tabella) ha registrato in tabella il momento in cui il cambio è stato particolarmente favorevole per la valuta Usa. Ma è nel settore delle materie prime che le variazioni di prezzo sono state più evidenti: impennata del petrolio Brent che è arrivato a quotare oltre 108$ a barile, e discesa del prezzo dell’oro tornato in area 4880$ oncia. Situazione che peggiora anche in chiusura per il mercato obbligazionario, lo spread vede salire ad 80 punti base l’ultimo rilevamento con i rendimenti al 3,75%, scendono i prezzi dei Btp. A metà seduta la borsa americana vede tutti e tre i principali indici al ribasso.

Giovedì: la seduta di ieri sera per la borsa Usa è terminata con un deciso ribasso, tutti e tre gli indici hanno chiuso con una perdita superiore all’1%. Lo stesso andamento hanno avuto nella notte le piazze asiatiche che hanno terminato con pesanti perdite, Tokio è stata una delle peggiori, il Nikkei ha perso il 3,38% ed il Topix il 2,90%. Già dall’apertura delle contrattazioni le borse europee hanno improntato subito un andamento al ribasso che è stato costante e pesante per tutta la giornata. Si arriva a fine seduta infatti dove in chiusura tutti gli indici terminano con oltre il 2% di perdita. Milano -2,32% registra il grosso delle perdite sui titoli bancari ed industriali, salgono invece i titoli legati all’energia Eni +3,92%, Saipem +0,80%. Il mercato valutario ha visto una certa volatilità nei cambi odierni, nella prima parte della seduta l’Euro si è dimostrato debole verso il Dollaro e lo Yen. Questo è dimostrato dai valori del fixing registrati in tabella. Ma nel pomeriggio un’inversione di tendenza nel rapporto €/$ ha riportato il cross ad 1,1529. Non così per la valuta nipponica che ha mantenuto la forza acquistata in mattinata il cambio infatti è rimasto a 182,30 (ore 17,45). Sulle materie prime oggi abbiamo assistito ad un’inversione di tendenza forte per l’oro il cui prezzo è sceso repentinamente di anche 500$ meno di ieri. Già da inizio seduta la tendenza era decisamente ribassista e dopo avere toccato quel minimo una piccola risalita ha portato le quotazioni in area 4600$ oncia. Anche l’argento ha subito una forte flessione ed oggi è quotato 70$ l’oncia. Andamento diametralmente opposto per il petrolio Brent in forte rialzo dalle prime battute mattutine. Il greggio ha toccato addirittura una punta massima di 118$ a barile per poi ritracciare di qualche dollaro e restare in area 110/115$ per buona parte del pomeriggio. Anche il mercato obbligazionario domestico risente negativamente di tutta la situazione economico internazionale ed i valori sono in peggioramento. Lo spread sale a 83 punti, i rendimenti al 3,79%, i prezzi dei Btp tranne qualche eccezione tutti al ribasso.

Venerdì: chiusura con ribassi contenuti ieri sera alla borsa newyorkese, entro lo 0,50%, per tutti e tre gli indici principali. Questo andamento forse ha orientato anche le piazze asiatiche che stamattina hanno contenuto le perdite, mediamente intorno allo 0,70%, fa peggio Shanghai -1,24%. La borsa di Tokio oggi è chiusa per una festività. Le borse europee aprono rimbalzando e mediamente dopo la prima ora di scambi recuperano circa lo 0,90%. In Piazza Affari recuperano i titoli bancari in testa Banca M.te Paschi +3%, intorno all’1% le altre banche principali ed alcuni titoli industriali. Euro in ripresa sul mercato valutario sul dollaro e Yen, 1,1566 e 183,38. Oro in ripresa a 4700 e petrolio sempre alto 108$. Spread a 79 punti e rendimenti al 3,75% ore 10,30. Ma la seduta è destinata a farci avere più di una sorpresa. Già intorno alle 11,30 una decisa inversione di tendenza porta tutti gli indici intorno alla parità o in territorio negativo. Con il passare delle ore leggero tentativo di recupero, e Piazza Affari intorno alle 12,00 ritorna con il segno positivo. Inesorabilmente però dalle 15,00 circa tutti gli indici europei hanno iniziato decisamente a scendere ed i ribassi sono aumentati fino a quando non si è arrivati alla chiusura. Si replica quindi la seduta della vigilia, la peggiore oggi è di nuovo Milano con -1,97% seguita a ruota da Francoforte -1,94%, fino a Zurigo -1,11%. Sul nostro listino si salvano la coppia di bancari Monte Paschi e Mediobanca. Rimbalzo per Amplifon +4,21%, dopo i recenti crolli. Positivi anche Tenaris e Cementir entrambe +1% circa. Chiudono al ribasso gli altri titoli del settore credito e gli industriali. Sul mercato valutario si è rafforzato l’Euro sia nei confronti del Dollaro che dello Yen. I cambi del tardo pomeriggio: €/$ 1,1561 ed €/Yen 184,08. Scende ancora il prezzo dell’oro e dell’argento, mentre riprende a salire il prezzo del barile di petrolio. Alle 19,00 il metallo giallo si scambiava a 4561$ l’oncia ed il petrolio oramai di nuovo a 110,90$. Anche dal mercato obbligazionario domestico raccogliamo pessime notizie, lo spread ha ricevuto una brusca impennata ed ha terminato la sessione a 90 punti base per non parlare dei rendimenti vertiginosamente saliti al 3,93%. I prezzi dei Btp hanno subito pesanti ribassi. La borsa Usa termina anche essa al ribasso il Nasdaq è trainato giù dai principali titoli tecnologici.

Borse mondiali ed europee: in questa settimana tutti i mercati azionari hanno veramente risentito degli effetti della crisi economica dovuta a questa dannata guerra scatenata senza motivo oramai da più di venti giorni. Nei primi tre giorni del periodo gli operatori sono stati in attesa di segnali più rassicuranti sulla durata possibilmente breve del conflitto, e di qualche manovra che avrebbe potuto raffreddare il prezzo del petrolio. Questo comportamento si è espresso con timidi acquisti o pause di attesa e di riflesso quasi tutti gli indici hanno bene o male tenuto. Tranne il Nikkei, sia gli indici europei che americani hanno goduto martedì di una giornata positiva, unica della settimana, l’inversione di tendenza di metà periodo ha aperto le porte alle ultime due giornate della settimana veramente pesanti. Dal fronte bellico non arrivano segnali di schiarite, anzi le ostilità aumentano di intensità e vilenza. La crisi petrolifera si aggrava, tutto ruota anche intorno al famoso Stretto di Hormuz punto nevralgico del commercio di greggio, giustamente usato come mezzo di ritorsione da parte dell’Iran verso gli invasori e di conseguenza anche degli altri paesi occidentali. A completare il quadro già abbastanza fosco, in questa settimana tutte le principali Banche Centrali si sono espresse in tema di tassi di interesse. E’ facile intuire che con uno scenario economico mondiale a rischio inflazione i banchieri centrali abbiano lasciato i tassi invariati. Anzi, c’è già la Banca Centrale Australiana che il 17 marzo ha ritoccato dello 0,25% il tasso di interesse. tutto ciò non ha fatto altro che contribuire alla discesa delle borse.

Mercato obbligazionario domestico e spread: Brutte notizie anche dal mercato obbligazionario. Il settore assimila tutto il rischio inflazione che lo scenario internazionale sta esprimendo in questo periodo. Tutto ciò si tramuta in una violenta risalita dello spread e dei rendimenti, mentre sul listino si è vista una forte discesa dei prezzi dei Titoli di Stato. Questa settimana in particolare in due o tre sedute è andato in fumo tutto il recupero che i due valori di riferimento avevano conquistato dagli ultimi mesi dello scorso anno. Minimi e massimi di settimana: spread 72/92 punti; rendimenti 3,65%-3,95%.

Mercato Valutario: nei cinque giorni appena trascorsi il rapporto della Moneta Unica Europea con il Dollaro e lo Yen ha mostrato un’ampia volatilità. Come un prosieguo di quanto già visto la scorsa settimana il mercato valutario ha ovviamente assorbito tutte le tensioni del difficile momento che gli equilibri mondiali stanno vivendo. Stabile il rapporto di cambio tra Euro e Sterlina, meno con il Franco Svizzero che ha perso forza specie giovedì per rientrare il giorno successivo. Le oscillazioni della valuta americana si intrecciano ovviamente anche con l’andamento del prezzo dell’oro, che in questi giorni è stato particolarmente al ribasso.

Petrolio Brent: il prezzo del barile per tutta la settimana non è mai sceso sotto i 100$. Anzi l’andamento del greggio è stato costantemente rialzista. I prezzi più “bassi” li abbiamo visti solo lunedì. Il picco massimo è stato toccato giovedì quando si è raggiunti i 118$, rientrato solo in parte nel pomeriggio e nella giornata di venerdì dimostrando che oramai il barile ha conquistato senza mollare la soglia dei 110$. In concomitanza le borse hanno avuto il cedimento maggiore, questo aiuta anche a capire come i timori di una crisi energetica sono oggi la principale causa dei ribassi. Minimi e massimi di settimana: 102/118 dollari a barile.

Oro: scende anche il prezzo del metallo giallo, ed in questi cinque giorni lo storno è stato abbastanza corposo e concentrato nella giornata di giovedì. Già il primo giorno si erano visti alcuni segnali di cedimento di quota 5000; ma la ripresa il giorno successivo aveva fatto pensare ad una tenuta del supporto. Da metà settimana invece la perdita è stata costante e giovedì si è toccato il minimo di periodo. L’ultimo giorno gli scambi sono rimasti ristretti in questa fascia di prezzo, e tutto fa presagire che trascinati dall’attuale situazione la correzione di prezzo sia in pieno svolgimento. Minimi e massimi: 4500/5010 dollari oncia.

Date 16/03/26 17/03/26 18/03/26 19/03/26 20/03/26
FtseMib 44348 44888 44741 43701 42841
Dax(D) 23566 23731 23528 22852 22397
Cac40(Fr) 7936 7974 7970 7808 7666
Ftse100(Gb) 10318 10404 10305 10064 9918
Smi(Ch) 12882 12962 12765 12460 12321
Ibex35(E) 17089 17249 17299 16906 16714
Dow Jones 46946 46993 46225 46021 45577
Nasdaq100 24655 24780 24425 24355 23898
S&P500 6699 6716 6624 6606 6506
Nikkei225 53751 53700 55239 53372 chiusa
Eur/Usd 1,1478 1,1531 1,15 1,1489 1,1555
Eur/Gbp 0,864 0,8643 0,8639 0,8638 0,8643
Eur/Chf 0,9041 0,9068 0,9073 0,9121 0,9096
Eur/Yen 182,66 183,29 183,49 182,46 183,46
Petrolio Brent 102,71 103,1 108,45 110,8 108,45
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4987 5006 4882 4608 4587
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