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Giallo sulla Nola-Villa Literno: Aggredito l’Ex Sindaco di Teverola, Auto Ritrovata in Fiamme

rapina notturna

Proseguono a ritmo serrato le indagini sul grave episodio che ha coinvolto l’ex sindaco di Teverola e attuale consigliere comunale, Dario Di Matteo, l’imprenditore Giuseppe Marciano e le rispettive mogli.

Le quattro vittime sono cadute nella trappola di una violenta aggressione e rapina consumata lungo la superstrada Nola-Villa Literno, mentre rientravano a casa dopo aver partecipato a un banchetto festivo.

Gli investigatori dell’Arma dei Carabinieri stanno esaminando ogni singolo dettaglio emerso nelle ultime ore, nel tentativo di ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e chiarire la reale natura dell’accaduto.

Ciò che inizialmente poteva apparire come un brutale episodio di microcriminalità predatoria sta assumendo, con il passare delle ore, i contorni di un vero e proprio giallo, ad insospettire gli inquirenti della Procura di Santa Maria Capua Vetere sono alcuni elementi ritenuti decisamente anomali per una normale rapina d’auto. Il dettaglio più inquietante riguarda il successivo ritrovamento della vettura delle vittime, rinvenuta completamente distrutta da un incendio all’interno del territorio comunale di Teverola, la scelta dei malviventi di distruggere un veicolo di grande valore commerciale, per giunta appiccando il fuoco proprio nel paese di residenza dei quattro aggrediti, suggerisce un modus operandi che non appartiene ai classici schemi dei ladri d’auto.

È proprio questa singolare circostanza a spingere chi indaga a non escludere piste alternative e ben più complesse, prima tra tutte quella di un’intimidazione legata alla sfera politica o personale.

Secondo quanto ricostruito finora, i criminali hanno agito con estrema spregiudicatezza, hanno prima provocato un tamponamento artificiale per costringere l’auto con a bordo l’ex primo cittadino a fermarsi lungo la carreggiata. Successivamente, armi in pugno, hanno minacciato e colpito violentemente i passeggeri prima di impossessarsi del mezzo e fuggire nel buio.

Al momento, l’attenzione dei militari è concentrata sull’analisi accurata dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, dislocati sia nei pressi del luogo dell’agguato che nella zona in cui l’auto è stata data alle fiamme. Le indagini proseguono a tutto campo per fare piena luce su una vicenda che ha scosso profondamente l’intera comunità dell’agro aversano.

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