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Flash Finanza: resoconto dei mercati finanziari dal 25 al 29 agosto
Il resoconto dei mercati finanziari dal 25 agosto al 29 agosto

Flash Finanza mercati finanziari

Economia: Se le parole pronunciate da J. Powell alla conferenza annuale dei banchieri centrali tenutasi in America a Jackson Hole hanno dato una buona spinta agli indici Usa sulla chiusura di venerdì, quelle pronunciate sabato dalla C. Lagarde potrebbero darle questa mattina per l’inizio delle contrattazioni nelle piazze europee. La presidente della Banca Centrale Europea nel suo intervento ha evidenziato come l’Eurozona stia traversando un momento felice da un punto di vista economico affermando due punti fondamentali solidi: inflazione bassa e lavoro forte con occupazione in crescita nell’area euro e resilienza del sistema nei confronti di un modello che prevedeva invece una sofferenza a causa di una stretta monetaria. Tutto ciò fa presagire che non ci sarà in autunno un calo dei tassi. Si spera che questo non venga visto come unico elemento di valutazione da parte degli operatori per l’inizio delle negoziazioni.

Lunedì: I mercati asiatici chiudono al rialzo, non è da meno anche Tokyo con un + 0,40%, ancora in linea con gli entusiasmi delle piazze americane di venerdì dopo le parole di Jerome Powell alla conferenza annuale dei banchieri centrali. Le piazze europee aprono piatte o al ribasso senza subire nessuna influenza dalle parole pronunciate nella riunione dei banchieri centrali che sono state oramai archiviate.

Gli operatori restano cauti perché quello che focalizza i mercati sembrano essere diventati ora i dati sull’inflazione negli Usa che però verranno comunicati venerdì.

La giornata in Europa vede per tutta la seduta i mercati stabili o con leggera tendenza ribassista, solo piazza affari si mantiene leggermente sopra la parità grazie al rialzo di quei titoli bancari impegnati nei vari risiko.

Le valute vedono un Euro sempre forte contro Dollaro (1,1702). Mentre per le materie prime assistiamo ad una ripresa del prezzo del petrolio (oltre 68 $ barile), ed ad un valore stabile per l’oro (3363 $ oncia).

Il mercato obbligazionario domestico vede oggi i corsi dei titoli tutti o quali al ribasso con uno spread ad 85 punti base.

Niente da fare la chiusura in perdita è confermata per tutte le piazze europee, spicca il – 1,60% di Parigi, noi in Piazza Affari limitiamo il danno con un -0,20%.

In evidenza invece intorno alle 18,00 un ulteriore ripresa del prezzo del petrolio Brent 68,85 $ al barile. Anche l’oro è in recupero nei confronti dei prezzi della mattina 3372 $ oncia. Qualche spunto anche del Dollaro sulla valuta europea si registra sempre in tardo pomeriggio: 1,1668 è il cambio alle 18,10.

Concludiamo confermando i prezzi in discesa dei corsi dei titoli obbligazionari con uno spread a 85,34 che prosegue il rialzo iniziato negli ultimi giorni.

Martedì: Ieri sera la piazza americana ha chiuso al ribasso, e lo stesso è avvenuto questa mattina per la chiusura di Tokyo. Una delle cause di tali flessioni degli indici può essere stata innescata proprio da Donald Trump, il quale con le sue decisioni improvvise vuole licenziare la Governatrice Fed Lisa Cook creando un nuovo effetto incertezza sulla prossima politica monetaria Usa.

Negative anche tutte le piazze europee, La più pesante Parigi (-1,70%) alle 11,00; purtroppo però il motivo è abbastanza serio e riguarda il governo francese che improvvisamente mostra segnali di crisi, con conseguente ripercussione sulla sua economia e sulla capacità di portare avanti il piano di riduzione del deficit. Essendo la Francia un pilastro dell’eurozona è facile immaginare l’incertezza sui mercati.

Osserviamo inoltre una leggera ripresa del dollaro sull’euro (1,1628); stabile il prezzo dell’oro, mentre subisce una flessione il petrolio che torna a 67,52 $ a barile.

Concludiamo la panoramica di metà mattino osservando un mercato del reddito fisso con prezzi in leggero rialzo ed uno spread ancora in salita 87,72 punti, i rendimenti dei titoli decennali si attestano all’incirca al 3,60%.

La giornata si conclude confermando l’andamento negativo durato tutto il giorno e su tutte le piazze europee. Le parole di Trump, la possibilità di rimuovere un membro della Fed o addirittura il suo presidente, fa perdere l’idea dell’indipendenza di un ente così importante. L’altra notizia relativa a quanto già detto sulla Francia ha contribuito in eguale misura a raffreddare gli entusiasmi degli operatori che hanno effettuato abbondanti realizzi sui listini. D’altro canto molte borse avevano toccato nuovi massimi proprio nei giorni centrali di agosto che, al contrario delle aspettative ha visto i mercati vivaci ed in crescita.

A trascinare al ribasso i listini hanno contribuito molto sia a Milano che a Parigi i titoli dei comparti bancari e finanziari per ovvi motivi legati anche al tipo di notizie diffuse stamani.

La vera rivincita di oggi però è stata quella delle valute, tutte quelle da noi monitorate hanno recuperato nei confronti dell’Euro. In particolare nel prosieguo pomeridiano post fixing il Dollaro e lo Yen hanno ulteriormente recuperato valore.

Bene anche l’oro che oggi tra le materie prime è stato sempre oggetto di acquisto facendo rivedere i prezzi di tre settimane fa. Il classico bene rifugio il cui movimento legato al dollaro ed alle manovre sui tassi di interesse in momenti di incertezza fa sempre la sua parte.

Per concludere registriamo uno spread Btp/Bund sceso di poco più di un punto nei confronti di questa mattina (86,49), con prezzi dei corsi delle obbligazioni che confermano una risalita per un rendimento valutato 3,56%.

Mercoledì: Lo scenario economico europeo è condizionato sicuramente dalla seria crisi economica francese con la tenuta dello stesso governo transalpino in bilico che vedrà il ministro sottoposto a voto di fiducia la prossima settimana. Nonostante ciò però la piazza parigina è l’unica che vede in mattinata un segno positivo del suo indice, stiamo quindi in pieno rimbalzo tecnico.

Piazza Affari sembra invece la più penalizzata, trascinata al ribasso dai titoli bancari. Anche qui possiamo trovare una spiegazione: sembra infatti che il nostro governo stia effettuando un sondaggio tra le banche nostrane per valutare un loro apporto a sostegno della finanza pubblica. La risposta la vediamo dal mercato: Intesa Sanpaolo e B.ca Monte Paschi -2%; Mediobanca -1,60%; Bper Banca -2,20%; banca Mediolanum -1,80%.

Il mercato valutario vede oggi una buona ripresa del Dollaro (1,1598) sull’Euro questo non ci meraviglia in considerazione delle notizie di cui sopra provenienti al di la delle Alpi. La moneta unica si indebolisce anche nei confronti della Sterlina e del Franco Svizzero.

L’oro resta abbastanza stabile in linea con i prezzi di ieri tardo pomeriggio sera. Lo stesso vale per il petrolio Brent che ha visto scendere il prezzo in mattinata per poi ritornare sui 67 $ nel pomeriggio.

Il mercato obbligazionario domestico oggi segna ancora ribassi per i prezzi dei titoli con uno spread contro bund in netto rialzo 90 punti base (ore 15,30) ed un rendimento dei decennali di 3,62%.

Confermando quanto avvenuto durante la seduta, le piazze europee chiudono contrastate. Parigi conferma un leggero recupero, meno di mezzo punto percentuale, così come Zurigo. Invariata o quasi Londra mentre segnano dei ribassi Francoforte e Milano.

Il mercato del reddito fisso conferma un andamento al rialzo dello spread che chiude a 91 punti base contro bund. I rendimenti si attestano a 3,60%. In sofferenza ovviamente il comparto dei titoli obbligazionari francesi. L’ Euro che si indebolisce è un ulteriore conferma della situazione che si è venuta a creare con le notizie provenienti dalla Francia.

Materie prime con prezzi di oro e petrolio abbastanza stabili.

Giovedì: chiusura in leggero rialzo ieri sera per la piazza americana. Anche Tokyo questa mattina termina le contrattazioni con gli indici al rialzo (Nikkei + 0,73%). Piazze europee: le prime battute sono tutte positive. Stabili i cambi, in leggero rialzo l’oro, cede qualche punto il petrolio. Ora le attese degli addetti ai settori sono tutte puntate sui dati relativi all’inflazione Usa in uscita domani. Durante tutta la mattina si vede un diffuso recupero dei listini europei. Chi più chi meno (Londra) si avviano a terminare la seduta con chiusure al rialzo. Tornando al nostro listino l’Ftse Mib oggi vede i rialzi guidati dai titoli del lusso: Moncler +3%, della meccanica: Fincantieri +3%, e tecnologici: Digital Value +6%, Sesa +5,50%. Degna di nota la forte discesa del prezzo di Tim -9% che può essere attribuito certamente al mancato accordo con il gruppo francese Illiad che rinuncia ad una proposta di fusione.

Il mercato obbligazionario odierno vede i corsi dei Titoli di Stato in diffuso rialzo. Lo spread, dopo lo strappo di ieri cede qualche punto ed oggi segna 87 punti base contro Bund. Il rendimento si attesta a 3,57%.

Nel settore valutario osserviamo una ripresa dell’Euro, quanto meno sul Dollaro il cui cambio per tutta la giornata ha viaggiato sopra quota 1,16. Più stabile invece il cambio con lo Yen.

Oro oggi in netta ripresa, il prezzo supera in mattinata quota 3400 $ oncia e ci fa rivedere i prezzi di circa un mese fa. Il rialzo si giustifica per un dollaro di nuovo più debole e per le aspettative sui dati dell’inflazione americana che potrebbero, a seconda del risultato, orientare verso un successivo abbassamento dei tassi. E’ ciò che stimano gli operatori, e che potrebbe accadere il prossimo mese. L’ altra materia prima che monitoriamo quotidianamente in questi ultimi tempi continua a vivere un periodo di prezzi alquanto stabili. Anche oggi il Brent si scambia a 67,00 $.

Venerdì: Chiusura al rialzo per le piazze cinesi, mentre perde uno 0,25% la piazza nipponica. Classica partenza prudente ed incolore per le piazze europee che attendono, come dicevamo, i dati macroeconomici americani redditi e spese delle famiglie per il mese di luglio, e dati inflazione. Sono elementi che vengono utilizzati dalla Fed per valutare le successive azioni da intraprendere a livello di politica economica nazionale. Da noi Piazza Affari vede i titoli bancari al ribasso a metà mattinata, mentre salgono Leonardo, Finmeccanica, Fincantieri.

Il mercato valutario odierno mostra una certa stabilità nei cambi. Lo stesso vale per le materie prime, i prezzi rispecchiano quelli di ieri pomeriggio.

Il mercato obbligazionario vede i prezzi dei titoli in discesa con lo spread a 88 punti ed rendimento attuale dei decennali a 3,59%.

Nel pomeriggio vengono comunicati i dati tanto attesi sull’inflazione che sono in linea con le previsioni e quelli sulle spese delle famiglie che risultano aumentate lo scorso mese dello 0,5%. Le borse mondiali non subiscono nessuna particolare reazione e in Europa le negoziazioni chiudendo tutte al ribasso.

Non così per l’oro, beneficiando delle notizie dei dati inflazione parte al rialzo in quanto si rafforzano le prospettive di un taglio dei tassi. Il metallo prezioso che ci mostra una curva grafica abbastanza lineare durante tutta la mattinata subisce una forte impennata nel pomeriggio, e mentre scriviamo (ore 18,00) vediamo i massimi prezzi di giornata (3445 $ oncia).

Il prezzo del petrolio termina la seduta e la settimana tendenzialmente stabile.

I cambi confermano una stabilità nella giornata odierna.

Il reddito fisso domestico conferma in chiusura di giornata l’andamento tenuto per tutta la seduta con corsi dei titoli al ribasso, confermato il valore dello spread ed il rendimento.

Borse Mondiali ed Europee: tutta la prima parte della settimana appena trascorsa ha visto i mercati mondiali condizionati dalle due notizie diffusesi tra domenica e lunedì, prima le minacce di licenziamento da parte di Trump della governatrice della Fed Lisa Cook, fatto questo che può essere letto come un’ingerenza diretta del presidente Usa, quindi mancanza di autonomia dell’Autorità Monetaria americana. Poi la crisi economica francese con la mozione di fiducia che si voterà e che fa vacillare il governo transalpino.

Questo concentrarsi di fattori impattanti per i listini, uniti al fatto che molti di essi avevano toccato i massimi ha innescato una serie di vendite generalizzate su tanti diversi comparti. A queste

poi vanno aggiunte situazioni specifiche relative ad una piazza o a determinati singoli titoli.

Giovedì si assiste ad un inversione di tendenza, le borse tornano ad essere più ottimiste e si rivedono i segni positivi in chiusura. Si resta in attesa dei dati sull’inflazione americana. Tale attesa ha mantenuto al ribasso tutte le piazze europee nella giornata di venerdì. La settimana termina comunque con gli indici negativi per i mercati del Vecchio Continente. Milano forse una di quelle più penalizzate vede il suo principale indice allontanarsi già da lunedì da quota 43000 per tornare a livelli pre ferragostani. Hanno inciso parecchio a determinare ciò i titoli bancari che per vari motivi sono stati sotto pressione. Paradossalmente ha perso di meno in settimana l’indice della Borsa di Parigi nonostante quanto già abbondantemente descritto.

Mercato obbligazionario domestico ed andamento spread: salta immediatamente all’occhio questa settimana la risalita dello spread Btp/Bund con un aumento dei rendimenti dei nostri titoli decennali. Il picco massimo è stato registrato mercoledì, per poi ridimensionarsi e tornare in una forbice di oscillazione più ristretta. D’altro canto sia a livello europeo (vedi situazione Francia), sia a livello oltre oceano (attesa dati inflazione Usa) gli argomenti che possono andare a stuzzicare la volatilità dei titoli che esprimono il debito pubblico certo non sono mancati.

Abbiamo visto quindi in questi cinque giorni uno spread minimo a 85 e massimo a 91 punti, con rendimenti del decennale minimi a 3,56% e massimi a 3,62%.

Mercato valutario nonostante lo scossone politico economico avvenuto in Francia la moneta unica si è mantenuta abbastanza stabile ed il Dollaro non ha certo approfittato per recuperare in maniera duratura almeno quota 1,15. Ad onore del vero occorre anche dire che le parole del presidente Usa spesso non aiutano, ma anzi contribuiscono a rendere più difficile la vita del biglietto verde.

Petrolio sempre stretta la banda di oscillazione dei prezzi del petrolio, anche questa settimana l’oro nero non è stato oggetto di nessuna particolare notizia che possa avere spinto in un verso o nell’altro il suo valore.

Oro durante la prima parte della settimana il prezzo è rimasto abbastanza stabile, mercoledì si è cominciato a rivedere un certo interesse all’acquisto, infatti specie a fine serata le ultime contrattazioni si svolgevano intorno a 3395 $ oncia. Da giovedì però il prezzo ha ripreso slancio, i motivi sono certamente dovuti a quanto già esposto (leggi report di giovedì), ma anche ad un fatto tecnico operativo come quella di un supporto grafico intorno ai minimi recenti (3350 $). Venerdì pomeriggio il metallo prezioso continua a salire anche sulla base dei risultati dei dati americani relativi all’inflazione e si conferma così il mitico bene rifugio.

Auguriamo ai lettori una buona ripresa delle proprie attività lavorative dopo le ferie.

Date 25/08/25 26/08/25 27/08/25 28/08/25 29/08/25
Ftse Mib 43228 42655 42349 42447 42196
Dax (D) 24262 24153 24054 24044 23920
Cac 40 (Fr) 7843 7710 7744 7763 7741
Ftse10 (Gb) Chiusa 9266 9256 9217 9187
Smi (Ch) 12206 12161 12207 12219 12188
Dow Jones 45282 45418 45565 45637 45544
Nasdaq 100 23426 23525 23566 23703 23415
S&P 500 6439 6466 6481 6501 6460
Nikkei 225 42808 42394 42520 42829 42718
Eur/Usd 1,1697 1,1656 1,1593 1,1676 1,1658
Eur/Gbp 0,8659 0,8642 0,8626 0,8637 0,8668
Eur/Chf 0,9385 0,9376 0,935 0,9353 0,9364
Eur/Yen 172,36 171,77 171,63 171,48 171,72
Petrolio Brent 68,89 67,29 67,6 67,5 68,13
in Usd a barile
Oro 3374 3383 3387 3409 3446
in Usd Oncia
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