Elezioni Comunali 2026: la Campania al voto. Fari puntati sul ritorno di De Luca a Salerno e sul duello di Avellino
Domenica 24 e lunedì 25 maggio 2026 le urne si aprono in 88 Comuni campani. Sotto i riflettori le sfide nei due capoluoghi, il sorpasso demografico di Giugliano e i laboratori politici tra campo largo e centrodestra.
È il weekend della verità per la politica campana: saranno 88 i Comuni chiamati al voto per eleggere il sindaco e rinnovare i consigli comunali, in una tornata elettorale che rappresenta un test cruciale sia per i partiti tradizionali che per le coalizioni civiche. Tra questi, sono 26 i centri con oltre 15mila abitanti dove l’elezione del primo cittadino potrebbe richiedere il secondo turno del ballottaggio (previsto per il 7 e 8 giugno) nel caso in cui nessuno dei candidati superi la soglia del 50% più uno dei voti
Il focus politico regionale è inevitabilmente concentrato sui due capoluoghi di provincia al voto, Salerno e Avellino, ma la sfida è caldissima anche nelle province di Caserta, Benevento e nella Città Metropolitana di Napoli.
Gli occhi di tutta la regione sono puntati su Salerno, dove si consuma uno dei ritorni più clamorosi della politica locale. Dopo dieci anni alla guida della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha deciso di ricandidarsi alla guida di Palazzo Guerra per quello che sarebbe il suo quinto mandato da sindaco. Sostenuto da una corazzata di sette liste civiche e dal Partito Democratico (che ha scelto però di correre senza il proprio simbolo ufficiale), De Luca deve blindare la sua storica roccaforte.La sfida non sarà una passeggiata: a contendergli la poltrona ci sono ben altri sette aspiranti sindaci. Il centrodestra si presenta unito attorno al nome di Gherardo Maria Marenghi (Fdi, Lega, Fi e Noi Moderati), mentre il Movimento 5 Stelle schiera Franco Massimo Lanocita.
In corsa anche l’ex presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Armando Zambrano con le sue civiche, oltre ad Alessandro Turchi (Salerno Migliore), Mimmo Ventura (Dimensione Bandecchi), Elisabetta Barone (Semplice Salerno) e Pio Antonio De Felice (Potere al Popolo).
In Irpinia si vota nel capoluogo e in altri 12 centri minori: ad Avellino la partita è a tre e si preannuncia un vero e proprio scontro fratricida nel campo del centrodestra, a contendersi Palazzo di Città ci sono infatti due ex sindaci: Gianluca Festa, sostenuto da Lega e Udc, e Laura Nargi, appoggiata ufficialmente dall’asse Fratelli d’Italia – Forza Italia. Di questa spaccatura punta ad approfittare Nello Pizza, il candidato del centrosinistra che è riuscito nell’impresa di compattare l’intero perimetro del “campo largo”.
Subito dopo il capoluogo, fari accesi su Ariano Irpino, dove la sfida è a tre tra Carmine Grasso (Campo largo), Roberto Cardinale (centrosinistra civico) e Mario Ferrante, che unisce la coalizione Fdi-Fi al partito Azione di Carlo Calenda.
Nella Città Metropolitana di Napoli le urne si apriranno in 26 Comuni (17 dei quali sopra i 15mila abitanti) nei tre centri principali della fascia vesuviana: San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano si vota in anticipo a causa delle dimissioni dei sindaci uscenti, eletti lo scorso anno in Consiglio Regionale. A San Giorgio è corsa a sei (con Michele Carbone per il centrosinistra e Patrizia Nola per il M5s); a Portici la sfida è a tre tra Teodonno (centrosinistra), Ciaramella (centrodestra) e Farroni (M5s); a Ercolano si contendono la fascia Antonietta Garzia (campo largo) e Luciano Schifone (Fdi). Torna al voto anche Melito di Napoli dopo un lungo commissariamento, mentre a Lacco Ameno (unico comune al voto a Ischia) la partita è un testa a testa tra Domenico De Sanio e Giacomo Pascale.
Nel Casertano infine si vota in 18 Comuni: tutta l’attenzione è su Marcianise, cuore industriale della provincia, dove il giornalista ed ex sindaco Antonello Velardi (sostenuto da civiche e pezzi di centrodestra) sfida Maria Luigia Iodice (campo largo). Scontro tutto al femminile, invece, a San Nicola la Strada tra Maria Natale (campo largo), Eligia Santucci (civiche) e Antonia Mazzarella (Avs e progressisti).Il Sannio al voto unicoScenario diametralmente opposto in provincia di Benevento: si vota in 10 Comuni (tra cui Guardia Sanframondi, Sant’Agata de’ Goti e Telese Terme), ma nessuno di questi supera i 15mila abitanti. Qui non esisterà il paracadute del ballottaggio: lunedì sera, al termine dello spoglio, il candidato che avrà ottenuto anche un solo voto in più dei rivali diventerà immediatamente sindaco.
Sotto la lente di ingrandimento dei laboratori politici locali c’è però anche il voto a Casagiove, comune strategico confinante con il capoluogo della Reggia. Essendo una realtà sotto i 15.000 abitanti, l’elezione si deciderà al turno unico senza ballottaggio. La partita si è polarizzata in una corsa a due molto netta: da un lato il blocco dell’amministrazione uscente guidato da Vozza, dall’altro il gruppo compatto delle opposizioni che sostiene la candidatura a sindaco di Francesco Moscatiello. Un confronto ravvicinato in cui ogni singola preferenza risulterà decisiva.
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