E’ morto Bruno Contrada
E’ morto Bruno Contrada, una delle vittime eccellenti dell’orgia giustizialista che lo imprigionò e che “uomini di Stato”, e poi uomini dello stato con cariche parlamentari abbandonarono al proprio destino. Esiste in Francia, digressione necessaria, la legione straniera che e’ un esercito privato di mercenari al soldi dei governi di tutto il mondo ma soprattutto di quello francese, che prima d’inviare le sue truppe ufficiali con tanto di divise e parate, “manda” i legionari a compiere il lavoro “sporco”, quello di cui vergognarsi ma necessario, che non sarebbe compreso dai puristi della politica, come di ogni altro ambito sociale. I Legionari non hanno regole precise d’ingaggio, non fanno troppe domande. Eseguono il contratto di appalto e passano alla cassa.
Ritornando a Palermo, quella Palermo di Falcone e Borsellino, ma soprattutto quella del primo Magistrato che incontrava all’ “Addaura” il Giudice Carla de Ponte che indagava sui conti occulti dei Partiti poi transitati in Forza Italia ; di Legionari all’opera ve ne sono molti, di tutte le estrazioni “democratiche”. Della Polizia dei Carabinieri e dei Servizi segreti che controllano gli uni e gli altri. La partita e’ quella definitiva. Il risultato della guerra tra le bande politiche inventeranno gli zotici assassini Riina e Provenzano guidati da Pietro Aglieri e supervisionati da Nitto Santa Paola. Contrada esegue ordini, lavora alacremente sotto legida della Procura che conosce il suo lavoro, lo spessore dei suoi incarichi e la drammaticità delle sue scoperte. Contrada indaga ,incontra e soprattutto intuisce che vi e’ in atto una trattativa stato mafia della quale lui non sa nulla. Lui e’ un servitore dello Stato ma di quelli di stampo vero.Non presunto. Ha un interlocutore in Procura che sa tutto di lui e del suo lavoro.Lui lavora allo scoperto ,
commettendo però’ un errore fatale. Rivela che i Carabinieri hanno sono più avanti. Redige fascicolo riservato e lo invia al suo interlocutore. Troppo pericoloso . D’obbligo uno stratagemma nella Procura dei “curvi” da Roma e dei “corvi” all’opera: concorso esterno in associazione mafiosa ! Contrada non si scompone , sa bene che il suo DOSSIER inviato al suo referente in Procura chiarirà tutto. Ma il tempo passa e non si hanno notizie sia dell’uno che dell’altro . Comprende allora la sua svendita anche perché il dossier consegnato non ha cartolina di ritorno. Poi gli eventi smentiranno questa sua convinzione clamorosamente: Lo Stato decide di non pagare il suo legionario , come sempre.
Due eventi per comprendere questa esecuzione “democratica”. Quando Bruno Contrada si trovava ristretto nel Carcere militare di Santa Maria Capua Vetere , un giorno ricevette la tentata visita dal Presidente del Senato Piero Grasso che venne cacciato letteralmente dal “funzionario” che disse dalla sua cella “vattene via quando dovevi venire ti non sei venuto “, non volendolo incontrare .
La Corte Europea scrisse poi in favore del riconosciuto perseguitato dalla Giustizia Italiana :
“il reato non era sufficientemente chiaro, né prevedibile da lui. Contrada non avrebbe potuto conoscere le pene in cui sarebbe incorso”.
Riposa in pace Bruno in Virginia alla Scuola dell’FBI non vi e’ un tuo busto come per Giovanni Falcone. Forse e’ un onore .
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