Chieti, Avanzi della ragione

Chieti, Avanzi della ragione
Tre bambini tolti dal Tribunale dei Minorenni di Chieti a genitori, rei secondo gli estensori del provvedimento fondato sull’assunto apodittico di Assistenti sociali che di operare una desocializzazione dei bimbi, perché comunità familiare ecosostenibile lontano dal rumor network dei social localizzata nei boschi. Condanna di normalità quindi e gogna Giudiziaria per volere fare vivere i propri figli ed essi stessi in sintonia con la natura al di là di ogni imposizione sistemica. Fa spavento il termine usato: collocamento in una “struttura rieducativa”, come se il contatto con la natura e la pretesa di vivere al di là delle regole suggestive ed stordenti dei videogame fosse un delitto di lesa maestà. Bambini strappati dal potere per impedire che si crei creare un precedente: volontà del potere che deve divenire un argine da non superare: si può essere liberi di sintonizzarsi con qualsiasi credo politico calcistico algoritmico ma non pensare di potere rinunziare al consumismo, agli stereotipi di massa.
Troppo pericoloso. Patria protesta’ interrotta da Magistrati da cartelline con numeri che nella loro mente non corrispondono a persone attraverso che inviano cinque pattuglie di poliziotti per strappare bambini dai prati perché non diventino figli dei fiori, rinunciando ad essere “figli del game” che t’insegna ad uccidere al momento virtualmente, ma solo al momento.
A quei fiori una famiglia non può e non deve rinunciare anche se sono fiori del male.
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