Caricamento in corso

Bambino Monaldi, il team di esperti dice no ad un nuovo trapianto

“Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto” è la conclusione cui è giunto il consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico, tutti riuniti all’Azienda ospedaliera dei Colli. I luminari della cardiochirurgia italiana – Carlo Pace Napoleone dell’ospedale Regina Margherita di Torino, Giuseppe Toscano dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, Amedeo Terzi dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma e Guido Oppido dell’ospedale Monaldi di Napoli, il cardiochirurgo che ha effettuato il primo trapianto sul bambino e che si era reso disponibile ad effettuare l’ulteriore intervento – hanno dato via ad “un confronto collegiale che ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile”.

E “alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali”, si legge nella nota ufficiale diffusa al termine della riunione, è stato stabilito che non ci sono le condizioni per tentare un ulteriore trapianto. La direzione strategica ha così “provveduto ad informare il Centro nazionale Trapianti esprimendo la più sincera vicinanza alla famiglia, prontamente informata, in questo momento così difficile”.

Purtroppo il piccolo a cui fu trapiantato nei giorni di Natale scorso, un cuore difettoso, non potrà sottoporsi ad un nuovo trapianto. I medici a quanto pare non lo considerano più possibile alla luce dell’attuale situazione del piccolo.

“E’ una vicenda molto dolorosa e c’è il rispetto delle istituzioni, prima di tutto verso il bambino e verso la famiglia“, commenta il presidente della Campania Roberto Fico, che nel pomeriggio si è recato in visita all’ospedale per incontrare la mamma del bambino: le ha chiesto scusa a nome dell’istituzione e annunciato che sarà fatta giustizia. Il governatore ha “subito attivato i massimi poteri di vigilanza, controllo e ispettivi della Regione.

Ho avuto una relazione di 290 pagine – annuncia – che ho mandato al ministro Schillaci con cui ho avuto anche un incontro che era già programmato e chiaramente abbiamo parlato del Monaldi. Il pomeriggio stesso ho mandato la nota per la leale collaborazione tra istituzioni. Oggi ci sono anche gli ispettori del ministero, vedremo anche loro poi che cosa diranno. Però il pensiero è prima di tutto al bambino e alla famiglia. Poi verrà tutto il resto. E l’istituzione deve essere sempre rispettosa e lavorare per l’interesse del pubblico, in questo caso per l’ interesse anche della famiglia”.

Il piccolo resta ora ricoverato in ospedale, attaccato a un macchinario per la respirazione extracorporea. Sono passati quasi 60 giorni. Una situazione innaturale ma che rappresenta il filo sottilissimo che lo lega alla vita. La mamma ha sperato e pregato. Ora invece, riferisce il suo avvocato, si è rassegnata all’idea che suo figlio non ce la farà: il verdetto dei luminari della cardiochirurgia lo accetta, ci mancherebbe. Restano il suo dolore e un fiume inutile di parole e polemiche.

Si auspica che ora venga fatta giustizia.

Stampa o condividi questo contenuto sui social anche tramite il bottone copia link (giallo):

Commento all'articolo