Arresto Zannini e il caso Campania
Un’analisi sulle indagini che coinvolgono Giovanni Zannini e sul quadro politico che ne emerge.
Il dibattito sull’arresto Zannini scuote il Consiglio Regionale della Campania,
riportando al centro dell’attenzione indagini, dinamiche politiche e un sistema di potere che la Procura osservava da tempo.
Consiglio Regionale della Campania – Era nell’aria ma nessuno osava pronunciare la frase ” arresto per Giovanni Zannini “. Grande vecchio della residualita’ concettuale di un progetto politico inesistente quale forza Italia e’ al momento. Indagine meticolosa svolta della Procura di Santa Maria Capua Vetere diretta dal PM Pier Paolo Bruni che ha chiesto l’arresto di Giovanni Zannini deputato Regionale ed il divieto di dimora per due imprenditori di Castelvolturno.
Candidatura dell’esponente di Forza Italia strutturata da una enclave di personaggi poco politici ma molto partitici corsi e coalizzati intorno ad un nome eccellente ,al di là di sé stesso senza nessun programma politico reale ,ma solo finalizzato alla raccolta di voti legati alla sua presenza da feudatario e dei suoi presenti sul territorio come portatori di acqua all’alveo principale .
Sotto lente d’gradimento ,da tempo, della Procura che sapientemente per non essere definita “ad orologeria” ha aspettato la decantazione elettorale , che sfumato l’abito di Festa, dopo la mezzanotte ha riproposto versioni rivedute e corrette della politica stile Nicola Cosentino che irretiva masse, poi sempre deluse dalle picconate delle Procura.
Nello specifico comunque viene contestato a Giovanni Zannini il resto di corruzione e concussione in concorso con i fratelli Paolo e Luigi Griffo. Applicazione del decreto Nordio che ha introdotto nell’ordinamento l’interrogatorio obbligatorio di verifica probatoria da parte del GIP ,preventivo appunto alla richiesta di arresto formulata dal PM; a cui si e’ dovuto e voluto sottoporre l’onorevole mister trentamila voti .
Va detto nelle more che proprio ieri la Corte di Cassazione ha bocciato questa norma che avvisa l’indagato del prossimo arresto consentendogli di difendersi di anzi al GIP che poi dovrà decidere se applicare la Richiesta di misura cautelare .
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