Arrestato ex Prefetto di Palermo

Arrestato ex Prefetto di Palermo per depistaggio nelle indagini riguardanti l’omicidio di Piersanti Mattarella. Arresti non riferito comunque agli eventi di 45 anni fa, tutti prescritti, a meno che non si voglia contestare il concorso in omicidio che è l’unico reato che non può essere prescritto. La contestazione si riferisce ad una audizione in Procura di circa un anno fa, dove secondo gli inquirenti l’ex funzionario della Squadra Mobile all’epoca del delitto depistò le indagini circa un guanto ritrovato sulla scena del delitto ora definita scena del Crimine.
In ballo in questa storia ci sono corsi e ricorsi storici attraverso la necessaria rievocazione di fantasmi dell’Opera non tanto occultati in sotterranei ma sempre vivi nel ricordo di una storia non tanto lontana come Bruno Contrada e capo della Squadra Mobile e Piero Grasso PM che indagava sulla morte dell’esponente democristiano. L’uno massacrato giudiziariamente per anni e poi riabilitato per così dire, e l’altro divenuto alta carica dello Stato che nega di avere ricevuto il ‘”guanto” della discordia da Piritore ora agli arresti domiciliari.
Il carico investigativo è notevole come pure di tanto peso sono gli alvei che potrebbero essere ridisegnanti oppure in quanto occultati portati alla luce, soprattutto riguardo al riesame di archiviazioni processuali che possono essere sempre rivisitate non avendo il valore di una Sentenza passata in giudicato. Sul campo ci sono i rapporti tra la Squadra Mobile dell’epoca e la Procura di quell’epoca, nella quale avevano peso come dimostreranno altre indagini definite sia i servizi segreti che ufficiali di polizia giudiziaria che agivano non sempre in linee con le deleghe ricevute. Una ferita riaperta per il Capo dello Stato che da sempre porta nel cuore il desiderio di una verità processuale riguardo la morte di Piersanti. Lo Storia e’ obbligata a farlo, ed anche ogni italiano.
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