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Il Mare Mediterraneo il più grande cimitero di migranti
Riemergono dal mare i corpi dei migranti morti nei tanti naufragi

Il maltempo di queste settimane culminato con lo scatenarsi dell’uragano Harry che si è abbattuto sul Mediterraneo ha confermato l’esistenza del più allucinante dei drammi.

Un cimitero in fondo al mare

Il nostro Mare Nostrum è un vasto cimitero dove spesso trovano la morte centinaia di disperati che tentano la traversata di fortuna dalle coste africane fino alla nostra penisola.

I naufragi di cui non si sa nulla

Le mareggiate di rara violenza che sono state provocate dal ciclone Harry, e le continue forti perturbazioni atmosferiche hanno confermato questa tristissima realtà. Sono tanti i naufragi di imbarcazioni di fortuna cariche di migranti che non riescono ad approdare sulle coste italiane e di cui non si sa nulla. Barche fantasma che partono da qualche spiaggia libica, algerina o tunisina e che dall’altra sponda non arrivano mai. Sono infatti i corpi di questi poveri disperati alla ricerca di una vita migliore quelli che il mare in burrasca sta restituendo in questi giorni.

Personalmente da varie fonti di informazione avevo appreso di tre o quattro salme trasportate dal mare sulla costa calabra. Ma un’autorevole fonte giornalistica, “Il Corriere della Sera”, in un articolo pubblicato nell’edizione del 18 febbraio 26 parla addirittura di quindici salme che il mare ha restituito. Ben quindici i corpi di migranti che il mare ha spinto a terra ed arenatisi sulle spiagge calabresi e siciliane.

Il finale peggiore, il più drammatico che a questi poveri migranti possa capitare

Non basta che dal cuore dell’Africa hanno traversato il deserto; non basta che sono stati trattati come merce scambiata tra bande di trafficanti. Sicuramente prima di imbarcarsi sono stati anche trattenuti come detenuti aspettando il loro turno per partire sempre dopo aver pagato fior di quattrini alle organizzazioni di scafisti per acquistare il diritto a salire su un natante arrugginito o un gommone mezzo sgonfio.

Una volta in mare, partiti indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, non sanno se devono temere di più l’essere abbandonati in mare dagli scafisti, un’ avaria al motore o peggio fare naufragio.

In tanti sono salvati dalle navi delle ONG

Penso sempre che i più fortunati sono quelli che incrociano una nave di qualche organizzazione umanitaria che li recupera e li prenda a bordo.

Di questi soccorsi in mare le immagini più belle, viste in tv, sono quelle di questi uomini tutti bardati che allungano le loro forti braccia alle quali si aggrappano donne e bambini. Speriamo di continuare ancora a vedere questi salvataggi, in quanto molti governi, compreso il nostro, tendono a emanare provvedimenti sempre più restrittivi verso l’immigrazione.

Pertanto disperati che fuggono da fame miserie e guerre, spesso etichettati come immigrati clandestini diventano tutti indistintamente poco graditi e considerati anche pericolosi.

Purtroppo però non sempre è così, i quindici morti spiaggiati in questi giorni ed i loro compagni di viaggio di cui non sapremo più nulla, che si lasciavano alle spalle chissà quali drammi, non hanno trovato nessuna nave a salvarli.

Inghiottiti per sempre nel grande cimitero Mediterraneo.

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