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CAMORRA E PETROLIO: Le mani del Clan Mazzarella sul contrabbando di carburanti. 3 arresti e frode da milioni di euro
Operazione della DDA e della Guardia di Finanza di Caserta: sgominata rete di contrabbando energetico legata ai Mazzarella. Sequestri per milioni di euro e un arresto in Grecia

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REGIONALE (Lucia Sforza)- Il business illecito dei prodotti energetici torna al centro delle inchieste della magistratura antimafia. Un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Caserta ha portato all’esecuzione di tre provvedimenti restrittivi, resi definitivi dalla Corte di Cassazione.

L’operazione ha smantellato una cellula dedita al contrabbando di carburanti collegata agli interessi criminali del potente clan camorristico dei Mazzarella.

I provvedimenti e la cattura del latitante

La scure della giustizia si è abbattuta su tre indagati, le cui difese hanno visto respinti i ricorsi dalla Suprema Corte:

  • Due persone sono state raggiunte dalla custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di prodotti energetici, con l’aggravante mafiosa.

  • Una terza persona è invece indagata per associazione di tipo camorristico.

Tra i nomi di spicco figura Salvatore Fido (detto ‘o chiò, considerato in passato al vertice del clan). Resosi irreperibile e rifugiatosi in Grecia, Fido è stato raggiunto da un Mandato di Arresto Europeo: dopo un mese di latitanza, si è spontaneamente costituito lo scorso 25 agosto nel carcere di Secondigliano. Gli altri due soggetti coinvolti nel procedimento sono Giuseppe Savino e Gabriele Amodio.

I numeri della frode milionaria: 10 milioni di litri di carburante illecito

Le indagini economiche condotte dalle Fiamme Gialle hanno svelato una struttura criminale estremamente organizzata, capace di tessere contatti con fornitori comunitari e nazionali per l’approvvigionamento illegale di carburante. Il prodotto veniva poi immesso in consumo sul territorio campano sfruttando depositi commerciali e distributori compiacenti.

I dati quantificano la portata mastodontica della frode fiscale e commerciale:

  • 133.796 litri di prodotti energetici materialmente sequestrati nel corso delle indagini.

  • 10.162.053 litri di carburante sottratti all’accertamento e consumati in frode.

  • 4.911.414,55 euro di accise e imposte di consumo evase.

  • 2.906.660,62 euro di IVA evasa.

  • 6.027.956,00 euro di crediti fiscali fittizi creati e successivamente ceduti grazie a dichiarazioni IVA fraudolente.

 Il contrabbando hi-tech delle mafie moderne

Il contrabbando di carburanti non ha più l’aspetto romantico e artigianale delle vecchie “lanterne” o delle taniche nascoste nelle auto truccate. Oggi è una holding finanziaria criminale, un sistema industriale a tutti gli effetti che muove milioni di litri attraverso fatture false, crediti IVA inesistenti e depositi compiacenti.

L’inchiesta che tocca i Mazzarella dimostra come la camorra contemporanea sappia muoversi con agilità nei meandri dell’economia legale, sfruttando le falle fiscali per drenare ricchezze colossali. Non si tratta più solo di estorsioni o spaccio di quartiere, ma di una concorrenza sleale spietata che inquina il mercato pulito, danneggiando gli imprenditori onesti e sottraendo risorse vitali allo Stato. Quando il crimine organizzato si veste da commercialista infedele, il danno per la collettività diventa esponenziale.

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