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Dalle radici antiche alle scuole di liuto napoletane: il viaggio culturale del mandolino attraverso secoli e continenti.
La Musicaccia ci racconta la storia del mandolino dalle origini antiche alle scuole di liuto napoletane: evoluzione, varianti e musicisti che ne hanno definito il mito.

mandolino

Gran parte della musica napoletana e possiamo aggiungere di tutto il sud Italia è caratterizzata dal suono del mandolino, in molti sono convinti che questo straordinario e particolare strumento musicale sia nato proprio nella meravigliosa Napoli, con questo articolo vi mostreremo la vera storia, le origini e aneddoti di questo iconico strumento musicale.

Come abbiamo già detto nell’immaginario collettivo il mandolino è associato alla città e cultura di Napoli, ma non tutti sanno che la sua storia parte da terre lontane ed in epoche antichissime, anche se c’è da riconoscere che solo a Napoli ebbe la sua più grande notorietà e divulgazione, che col tempo lo esportò in tutto il mondo.

La nascita del mandolino ha origini babilonesi, quando strumenti simili al liuto già facevano parte della scena musicale del tempo.

Un’altra tesi ci riporta che, il mandolino sia il discendente l’oud arabo e il barbat, che risalgono al IX  –  X secolo a.C., mentre il suo utilizzo era già comune tra i romani.

Ma non finisce qui, c’è chi afferma che il mandolino è derivato dalla mandola nel XVIII secolo con dimensioni ancora minori ed il manico più stretto.

Una cosa è certa che in tempi remoti ed in altri luoghi già si conosceva questo piccolo strumento a corde che ha fatto in modo di diventare caratteristico in ogni dove, difatti vedremo che col tempo come tanti altri strumenti ha ricevuto modifiche, diventando simbolo di molti luoghi e musiche etnopopolari rappresentando culture e folklore dei luoghi che lo hanno costruito .

Come già detto esistono vari tipi di mandolino che, grazie all’inventiva di abili liutai, hanno le loro caratteristiche e peculiarità.827824da-369d-4c52-90f6-0fb908e3901c-612x800 Dalle radici antiche alle scuole di liuto napoletane: il viaggio culturale del mandolino attraverso secoli e continenti.

Il mandolino napoletano ha origine nella prima metà del XVII secolo grazie alla famiglia Vinaccia, celebri liutai napoletani che iniziarono ad utilizzare corde di acciaio in sostituzione di quelle in ottone, anticamente in budello.

Col tempo ha subito altre mutazioni, arrivando alla forma attuale grazie al lavoro dei Calace (liutai napoletani), che nel XIX secolo lo hanno portato a notevoli risultati qualitativi, di estetica e di suono.

Il mandolino napoletano è caratterizzato da un corpo a goccia, costituito da doghe che si congiungono al vertice in corrispondenza col manico, la parte posteriore della cassa armonica è particolarmente robusta, grazie alla presenza di una fascia che circonda la tavola armonica, in quello che si configura come un guscio, la testa del mandolino napoletano è piatta, particolarità esclusiva della tradizione dei liutai partenopei.

Nella sua forma classica ha 4 corde doppie Sol – Re – La – Mi .

Dal grande fermento musicale e brioso che il suono del mandolino napoletano ha saputo esportare in ogni dove vediamo che anche in altri luoghi alcuni liutai crearono il loro tipo di mandolino con delle varianti.1df1e62c-d3f4-4acd-b2a3-19246f9a94ea-1-509x800 Dalle radici antiche alle scuole di liuto napoletane: il viaggio culturale del mandolino attraverso secoli e continenti.

Il Mandolino nordico italiano brianzolo ha un disegno pressoché identico a quello napoletano, ma con il fondo piatto anziché bombato. Mandolino milanese a 6 corde singole, (Sol – Si – Mi – La – Re – Sol) .

Oltre alle varianti sviluppatesi in Italia, grazie ai nostri lavoratori che emigrarono in America e in altri Paesi d’oltreoceano portando con sé lo strumento, il mandolino venne apprezzato anche in quelle terre e, come accade per ogni tradizione, fu riprodotto introducendo modifiche e adattamenti locali.

Il mandolino americano nel 1898 Orville Gibson, residente a Kalamazoo, in Michigan, proprietario di una piccola liuteria ottenne il primo brevetto per un Mandolino. Nel 1902 fondò la Gibson Mandolin-Guitar Manufacturing Company, oggi nota come la Gibson Brands Inc.,  producendo i migliori mandolini semiacustici del mercato.

Anche in Portogallo c’è la variante del mandolino chiamato bandolim, o mandolino portoghese, ha la forma della cassa decisamente più larga dei modelli classici ed assume una sagoma piriforme.7a960f7b-f37a-448b-a6c4-ff92e319e7cf-527x800 Dalle radici antiche alle scuole di liuto napoletane: il viaggio culturale del mandolino attraverso secoli e continenti.

Ma ora dopo una breve sintesi della storia e delle varie tipologie dello strumento, è giunto il momento di parlare dei compositori e dei musicisti che hanno fatto, grazie alle loro abilità artistiche, diventare famoso questo particolare gioiellino della musica.

Tra i più grandi compositori di musica colta troviamo Antonio Vivaldi (1678 – 1741) con le sue opere :  Concerto per mandolino in Do maggiore Op.3 n.6 e due concerti per due mandolini ed orchestra. Giuseppe Verdi (1813 – 1901) inserisce il mandolino nell’Otello. Giovanni Paisiello (1740 – 1816) nell’opera Il barbiere di Siviglia. Ludwig van Beethoven (1770 – 1827) ha scritto quattro sonatine per mandolino tra cui cui : Adagio per mandolino e pianoforte in do minore WoO 43a  e Adagio per mandolino e clavicembalo WoO 43b. Wolfgan Amadeus Mozart    (1756 – 1791) inserisce il mandolino nell’opra Don Giovanni. Georg Friedrich Handel (1685 – 1759) adopera il mandolino nell’opera a 3 atti Alexander Balus.

I musicisti che hanno portato all’ eccellenza musicale il mandolino sono in molti, ma quelli che veramente hanno dato lustro a questo strumento nei primi del 900 sono:

Raffaele Calace (compositore, esecutore e liutaio),  Michele Salvatore Ciociano (compositore e mandolinista virtuoso),  Giuseppe Anedda ( concertista e docente della prima cattedra di conservatorio italiana di mandolino).

Oggi i virtuosi del mandolino sono:

Doriana Frati, Mauro Squillante, Carlo Aonzo, Ugo Orlandi,  Duili Galfetti.

Ma oltre a questi grandi musicisti italiani vi sono anche altri mandolinisti come lo statunitense David Grisman,  il compositore tedesco Johann Kaspar Mertz,  Ricky Skaggs, e il britannico Chris Thile.

Oggi il mandolino è uno strumento presente in vari generi musicali, dalla musica popolare al jazz, dal classico al pop, tanto che agli inizi degli anni 2000 grazie all’estro artistico di un grande musicista come Piero Gallo e dall’abilità del liutaio Umberto Amato nasce la Mandolina, strumento unico al mondo che inizialmente viene chiamato Chindolino perché in effetti è il risultato dell’unione di chitarra e mandolino.

Composto da 4 doppie corde prese in prestito dal mandolino, chitarra e mandola, ha un’accordatura chitarristica, senza MI cantino e MI basso, è preamplificato e microfonato al ponticello, il nome “chindolino” però, rimane per poco tempo assumendo quello di Mandolina.

E dopo aver parlato di questo ultimo esemplare di mandolino è doveroso da parte mia parlare di quello che oggi rappresenta uno dei più grandi compositori, musicisti chitarrista e mandolinista Piero Gallo, musicista partenopeo punto di riferimento di molti chitarristi, nei suoi quarant’anni di carriera ha suonato con grandi artisti come: James Brown, Randy Crafword, Khaled, Amina, Afrika Bambaataa, Planet Funk, Pino Daniele, Zucchero, Toninho Horta, Enzo Avitabile, Enzo Gragnaniello e tantissimi atri.

Piero con la sua mandolina pubblica 5 album e compone per svariati artisti, anche internazionali.

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