Caserta, assalto all’alba l’Ottica Casalino, in via G.M. Bosco
CASERTA
Un risveglio brusco e violento ha scosso il cuore residenziale di Caserta, dove una banda di malviventi ha preso di mira l’Ottica Casalino, storico punto di riferimento per il settore situato in via G.M. Bosco, nei pressi della nota zona di Parco Gabriella.
Il colpo, pianificato nei minimi dettagli ma interrotto da un sofisticato sistema di sicurezza, ha fruttato ai criminali un bottino enorme, quantificabile in circa mille paia di occhiali da vista e da sole.
L’orologio segnava da poco le 6:00 del mattino quando il commando è entrato in azione, sfruttando le luci dell’alba e il ridotto traffico cittadino della prima mattinata.
L’attività commerciale, di proprietà di un noto imprenditore originario di Santa Maria a Vico, è stata presa d’assalto frontalmente: i malviventi, armati di un pesante martello da cantiere, hanno iniziato a colpire ripetutamente e con inaudita violenza le vetrate della porta d’ingresso e delle esposizioni esterne.
L’assenza di cristalli antisfondamento ha reso le barriere strutturali vulnerabili, così nel giro di pochi istanti, i vetri sono andati in frantumi, aprendo un varco sufficiente a permettere l’ingresso della banda. Il fragore metallico e lo schianto delle vetrate hanno immediatamente spezzato il silenzio del quartiere, svegliando diversi residenti della zona, di conseguenza intuendo la gravità della situazione, alcuni cittadini si sono affacciati alle finestre e hanno prontamente allertato le forze dell’ordine tramite il numero unico di emergenza.
Da quanto emerso, una volta all’interno dei locali dell’ottica, i ladri si sono mossi con estrema precisione e rapidità, dimostrando di conoscere la disposizione degli spazi e della merce.
Senza perdere tempo con i singoli espositori, il gruppo ha preso di mira i banchi di campionamento e le grandi cassettiere interne, con gesti fulminei, i malviventi hanno letteralmente ripulito sei delle venti cassettiere presenti nel negozio, stipando centinaia di montature griffate all’interno di capienti cassette di plastica flessibile, portate sul posto proprio per velocizzare le operazioni di trasporto della refurtiva.
Tuttavia, il piano criminoso della banda non è andato interamente a buon fine: pochi istanti dopo l’intrusione, i sensori volumetrici hanno fatto scattare l’allarme principale, collegato a un potente sistema antifurto nebbiogeno.
In una manciata di secondi, un fumo denso e impenetrabile ha saturato completamente l’ambiente dell’ottica, azzerando totalmente la visibilità e rendendo l’aria irrespirabile.
Compreso il rischio imminente di rimanere intrappolati all’interno o di essere intercettati dalle pattuglie in arrivo, i ladri sono stati costretti a interrompere il saccheggio e a fuggire precipitosamente verso l’esterno.
Sul luogo della spaccata sono giunti a sirene spiegate gli agenti della Squadra Volante della Questura di Caserta, che hanno immediatamente messo in sicurezza l’area.
Poco dopo, il personale della Polizia Scientifica ha avviato un meticoloso sopralluogo tecnico per repertare impronte digitali, tracce biologiche e filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, ed è stato proprio durante le ispezioni sul pavimento del negozio, tra i cumuli di vetro infranto, gli investigatori hanno fatto una scoperta che potrebbe rivelarsi la chiave di volta delle indagini: è stato infatti rinvenuto un telefono cellulare smarrito.
Esaminando la custodia dello smartphone, gli agenti vi hanno trovato all’interno un ticket cartaceo relativo al noleggio di un’autovettura.
Al momento, la Procura e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul ritrovamento, si sta cercando di capire se il telefono appartenga a uno dei componenti del commando, scivolato durante la fuga concitata causata dal fumogeno, o se si tratti di un subdolo stratagemma abbandonato intenzionalmente per depistare le indagini e allontanare i sospetti dai reali responsabili.
A tracciare un primo, amaro bilancio di quanto accaduto è stato il titolare dell’attività, Mariano Casalino: l‘inventario definitivo è tuttora in corso per quantificare con esattezza il danno economico complessivo, ma i numeri emersi sono già pesantissimi.
Oltre alle circa mille montature portate via, una cinquantina di occhiali di valore sono stati ritrovati calpestati e distrutti sia sul pavimento interno che sul marciapiede adiacente, abbandonati nella fretta della ritirata. A questo si sommano i gravissimi danni strutturali arrecati agli infissi e alla facciata del locale. Il commerciante ha espresso forte amarezza, precisando che la copertura assicurativa in suo possesso riuscirà a sanare le spese per i danni ai muri e alle vetrate, ma non coprirà l’intero e ingente valore commerciale della merce rubata.
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