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Le Borse mondiali e mercati finanziari dal 6 al 10 luglio 2026
In questa settimana si riaccende il conflitto Usa-Iran il rischio di un nuovo blocco per Hormuz fa risalire il prezzo del greggio. Borse incerte per questo motivo e per i soliti timori relativi al settore tecnologico.

Scenario internazionale e geopolitica: il fine settimana appena trascorso (4/5 luglio) va certamente ricordato per l’anniversario dei 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti ed i festeggiamenti sono stati ampi e di largo impatto visivo anche se condizionati da un meteo bollente. Noi ci concentriamo sulle due figure di americani più importanti e seguiti al mondo: Il presedente Usa Donald Trump e Papa Leone IV. Due modi diametralmente opposti nella visione del mondo e quindi di esprimersi per l’occasione. Il Santo Padre il 4 luglio si reca a Lampedusa, la porta d’ Europa, ed il suo discorso è orientato tutto sull’accoglienza degli ultimi, riferendosi alle migliaia di migranti che sfidano la morte pur di assicurarsi un futuro migliore traversando il Mediterraneo. Nel suo discorso esorta l’Europa ad agire perché siamo di fronte ad una crisi epocale. La frase chiave del suo discorso pregando sulle tombe dei morti in mare è:-sono vittime di decisioni prese o mancate-. La sera di ritorno a Roma si recherà all’ambasciata americana su invito dell’ambasciatore Usa in Italia. Di tutt’altro tenore il discorso di Trump il quale afferma che il vero pericolo per gli Stati Uniti sono i troppi immigrati, spesso criminali come quelli che accoglie l’Europa, così fa intendere, ed i comunisti di cui lui vede la minaccia. C’è anche un lato comico: tra i desideri di Trump c’è quello di vedere il suo volto scolpito nella roccia del Monte Rushmore in South Dakota al fianco di Abramo Lincoln. Il fronte bellico Russia-Ucraina è sempre acceso ed anche in questo fine settimana siamo costretti ad ascoltare notizie di bombardamenti reciproci con danni a persone e ad obiettivi strategici tra cui un terminale petrolifero colpito dai missili ucraini alla periferia di San Pietroburgo. Il prossimo martedì 7 luglio si terrà ad Ankara in Turchia un vertice Nato. Tutti i Paesi interessati stanno mettendo a punto gli argomenti all’ordine del giorno, uno dei quali tra i più bollenti è quello relativo all’organizzare una struttura di difesa comune per i paesi europei, così come vuole Trump, e le spese che sarà necessario investire per approntarlo. Il nostro Governo si è già riunito e si presenterà alla riunione portando dati e cifre già elaborate: il 2,8% del Pil, questo quanto sarà destinato alla spesa per la difesa.

Lunedì: Borse asiatiche contrastate alla chiusura di questa mattina. Deboli i listini contenenti i titoli tecnologici, Il Nikkei chiude sulla parità, il Kospi -0,46%; positivo il Topix +0,92%, bene Hong Kong, sulla parità le altre piazze cinesi. Le borse europee aprono e proseguono gli scambi anch’esse in modo contrastato ma con gli indici deboli che si discostano di poco dalla parità. Dollaro di nuovo in ripresa e cambio con l‘Euro ridisceso ad 1,1419. Yen debole e cambio che torna a 185,30. Prezzo dell’oro stabile in mattinata in area 4155$ oncia e petrolio Brent di poco sotto i 72$ a barile. Prime indicazioni dal mercato obbligazionario domestico: 77 punti per lo spread e 3,70% per i rendimenti, siamo in linea con i valori della vigilia. La seduta delle borse europee prosegue debole per tutte, ed in chiusura la metà di esse chiude negativa: Zurigo, Madrid, Parigi e Londra. Solo Francoforte e Milano +0,27% in leggero rialzo. Star assolute in Piazza Affari Fincantieri +11,42% e Leonardo +4,55%, bene anche Avio +2,61% e Ferrari +2,22%. Mercato valutario senza scossoni nel prosieguo di seduta con i cambi in linea con quelli mattutini. I prezzi delle materie prime vedono l’oro perdere qualche dollaro (4140) mentre sale di poco il prezzo del Brent 72,30. Il settore del reddito fisso domestico termina con i prezzi dei Btp contrastati ed i valori di 77 per lo spread con i rendimenti al 3,71%.

Martedì: Ieri sera la borsa Usa ha chiuso positiva, Il Nasdaq in particolare con +1,26%, a seguire l’S&P ed il DJ (+0,72% e +0,29%). Le piazze asiatiche invece non sono state influenzate dalla borsa americana ed hanno avuto una seduta di generale ribasso con chiusura negativa per tutte le piazze. Il Nikkei -2,12%, il Topix -0,97%, Il Kospi -4,91%. Sempre le solite incertezze sul settore tecnologico hanno spinto una serie di vendite che hanno influenzato negativamente i listini ad alto contenuto di titoli tecno. Negative anche le borse cinesi e Taiwan. In Europa l’apertura è positiva per tutte le piazze, tranne Francoforte. Sul mercato dei cambi il rapporto €/$ oggi è 1,1427 e l‘€/Yen 184,98 con tendenza a scendere. Il prezzo dell’oro stamane segna 4128$ l’oncia, e sale il prezzo del petrolio Brent che ritorna a 73$ a barile. Sul mercato obbligazionario i valori di riferimento sono al rialzo questa mattina, trascinati da una corrente comune anche al Debito Pubblico di altre nazioni, lo spread si attesta sui 77/78 ed i rendimenti al 3,75%, i prezzi dei titoli di riferimento sono al ribasso. Ben presto però l’ottimismo va a scemare e le borse europee girano al ribasso, tranne Zurigo e Londra che restano positive. Con l’apertura della borsa Usa le cose peggiorano anche nel Vecchio Continente e ritornano le preoccupazioni per i titoli legati alla tecnologia ed all’AI che portano giù i listini. Nel finale le migliori sono Zurigo +0,41% e Londra +0,13%, al ribasso le altre. Milano chiude con -0,95%, Fincantieri si afferma tra i migliori +2,96%. In senso contrario Stmicroelectronics con -8,05% e Prysmian -6,60% che subiscono la pressione del settore tecno. Il mercato valutario oggi ha premiato l’Euro rinforzatosi nei confronti di Dollaro e Yen. Nel pomeriggio i rapporti di cambio sono risaliti a favore della Moneta Unica, per poi cedere di nuovo in tarda serata. Tra le materie il prezzo del petrolio è in risalita ad oltre 73$ a metà pomeriggio, ma in tarda serata le ultime battute lo hanno spinto fino a 75$ a barile. Il prezzo dell’oro risale a 4160$ in una giornata di alti e bassi, ed in tarda serata tocca i minimi a 4100$. I parametri di riferimento per il mercato obbligazionario restano alti, 78 punti lo spread e 3,75% i rendimenti con i prezzi dei titoli che chiudono al ribasso. Giornata tutta negativa per la borsa Usa, calano tutti e tre gli indici, il Nasdaq -1,77% al ribasso a causa delle vendite dei titoli tech.

Mercoledì: La giornata inizia con delle cattive notizie arrivate già nella notte dallo Stretto di Hormuz. Sono riprese le attività belliche, l’Iran avrebbe attaccato una nave mercantile che traversava lo Stretto, la risposta Usa non si è fatta attendere ed in nottata il paese islamico è stato colpito da un fitto lancio di missili. Il prezzo del greggio è immediatamente risalito ad oltre 76$ a barile. Resta molto caldo anche il fronte Russia-Ucraina in questi ultimi giorni non si fa altro che registrare quotidiani attacchi reciproci con ulteriori danni a cose e vittime civili. Ad Ankara in Turchia è in corso la riunione dei paesi Nato. Uno degli argomenti principali è quello della difesa dell’Europa della quale Trump si vuole liberare. Insomma il mondo sta vivendo un momento veramente terribile ed i mercati ne risentono. Borse asiatiche negative nella notte vuoi per motivi tecnici vuoi per la ripresa del conflitto nel Golfo Persico. Il Nikkei perde il 2%, Seul perde oltre il 5%, solo Hong-Kong è in controtendenza. Borse europee tutte al ribasso, mercato valutario con l’Euro in leggera ripresa su Dollaro e Yen, stabile il prezzo dell’oro intorno a 4125$, petrolio Brent a 76$ a barile. Brutte notizie dal settore obbligazionario: risalgono sia lo spread 80 punti che i rendimenti 3,83%. Una giornata nella quale le borse ed i mercati finanziari risentono pienamente della situazione internazionale. Si riaccende il fronte bellico nel Golfo Persico: borse europee tutte al ribasso, il petrolio Brent torna a quasi 80$ a barile, il Dollaro recupera, l’oro scende, i mercati obbligazionari scendono. Il finale vede le piazze del Vecchio Continente tutte in perdita, la peggiore è Madrid -2,73%, segue Francoforte -2,35%. Milano -1,22% vede quasi tutto il listino chiudere al ribasso, tranne i titoli legati al settore energia che sono in controtendenza. Sul mercato valutario il Dollaro inverte la tendenza prendendo slancio nei confronti dell’Euro, ed il cambio nel pomeriggio scende a 1,398/1,400. Giornata di costante rialzo per il prezzo del Brent che alle 18,15 segna 80,20$ a barile. Al ribasso il prezzo dell’oro alla stessa ora registriamo 4038$ l’oncia. Sul settore del reddito fisso lo spread si è mantenuto ad 80 punti, i rendimenti sono ulteriormente saliti al 3,88%, i prezzi dei Btp hanno chiuso con decisi ribassi. Borsa americana in territorio negativo intorno alla metà seduta.

Giovedì: Ieri sera gli indici della borsa americana hanno chiuso in maniera non uniforme. Al ribasso il DJ dell’ 1% e l’S&P dello 0,28%. Il Nasdaq ha recuperato durante la seduta ed è riuscito a chiudere in territorio positivo, anche se di poco +0,27%. Borse asiatiche contrastate, bene Tokyo dove il Nikkey recupera l’1,38% e Seul che recupera lo 0,62%. Bene Shanghai e la Cina, male Hong Kong e Taiwan. Le borse europee cercano di rialzare la testa questa mattina dopo la caduta di ieri, così come accaduto nelle piazze degli altri continenti. A metà mattinata non tutte le piazze si muovono nella stessa direzione. Sul mercato valutario Dollaro leggermente più debole, il rapporto di cambio €/$ è di 1,1427; poco mossi gli altri cambi. Per le materie il petrolio nonostante ci fossero tutti i presupposti per continuare il rialzo ha trovato stabilità di prezzo in area 77/78$ a barile. Il prezzo dell’ oro torna a salire e stamane si attesta sui 4100$ oncia. Lo spread resta fermo ad 80 punti base ed i rendimenti al 3,87%, i prezzi dei Btp sono in salita. Le borse europee recuperano e dopo una seduta positiva terminano tutte al rialzo ad eccezione di Londra che dopo una giornata al ribasso in chiusura limita i danni con -0,16%. Le migliori sono Madrid +1,14% e Milano +1,09%. In Piazza Affari in evidenza Stmicroelectronics +7,15% seguito da Prysmian +2,44% e dai titoli bancari oggi in forte rialzo. Al contrario in rosso i titoli legati alla difesa. Mercato valutario stabile con i cambi che non hanno subito particolari variazioni. Il prezzo del petrolio Brent invece è ridisceso ed il barile nel pomeriggio vale tra 76 e 77 dollari. Sale ancora di poco il metallo giallo la cui oncia si scambia a 4130$. Infine, sul settore del reddito fisso domestico, cede qualche punto lo spread che si attesta a 78 e scendono i rendimenti al 3,83%, il listino dei Btp termina al rialzo. A metà seduta tutti e tre gli indici della borsa Usa sono positivi.

Venerdì: Chiusura positiva per la borsa americana. Ieri sera tutti e tre gli indici hanno confermato il recupero. Il Nasdaq è stato il migliore ed ha guadagnato l’1,62% grazie ai ritornati acquisti sui titoli tecno. Bene anche il DJ e S&P500 rispettivamente +0,27% e +0,81%. Le borse asiatiche forse in scia con gli Usa, forse per ritrovata fiducia interna terminano tutte al rialzo quest’ultima giornata di lavoro. Il Nikkei +1,20% il Topix +0,39% per il Giappone, ma anche Seul recupera fortemente +2,52% e vanno bene anche le piazze cinesi. Apertura positiva per tutti i mercati europei ma con alcuni indici poco sopra la parità. Il Forex mostra il cambio €/$ stabile a 1,1444 mentre l‘€/Yen 184,97. Per le materie prime, l’oro sviene scambiato a 4113$ l’oncia ed il petrolio Brent a 75,60$. Buone notizie dal mercato obbligazionario che vede scendere lo spread a 75 punti ed i rendimenti al 3,81%. Le borse europee, tranne Francoforte che con -0,13% termina in leggero ribasso, portano a casa una giornata con dei modesti segni positivi. La migliore è proprio Milano con +0,44%, risultato ottenuto grazie al +6,31% di Nexi, a Stellantis +3,39% ed i discreti risultati dei titoli bancari. Al ribasso i titoli legati alla difesa. Sul mercato valutario il cambio €/$ è rimasto stabile, in leggero ribasso il rapporto €/Yen (nel pomeriggio a 184,60). Il rapporto €/£ continua a scendere, siamo ai minimi da oltre sei mesi, il fixing odierno registra anche il minimo di giornata. Le materie prime sono rimaste con i prezzi stabili in quest’ultima seduta. Il Brent sempre nella fascia 75/76$; e l’oro tra i 4100/4120$. Infine, una boccata di ossigeno per il settore del reddito fisso domestico ha riportato lo spread a 74 punti ed i rendimenti al 3,80%; i prezzi dei Btp chiudono in leggero rialzo. Alla borsa Usa la seduta si è svolta e si è conclusa al rialzo per tutte e tre gli indici, i progressi vanno dal +0,42% dell‘S&P al +0,29 del DJ. Il Nasdaq chiude con +0,33%.

Borse Mondiali ed Europee: Si conclude una settimana nervosa per le borse mondiali rese agitate da due principali fattori, uno geopolitico: la ripresa delle attività belliche nel Golfo Persico, e l’altro più tecnico: le solite preoccupazioni sul ritorno degli investimenti nel settore tecno ed AI. A dimostrare comunque la buona tenuta delle borse è il comportamento degli indici i quali sono pronti a recuperare a stretto giro le percentuali perse durante le sedute di ribasso. E non dimentichiamo che il primo semestre del 2026 è stato per tutte le piazze un periodo di ampi guadagni per cui è anche normale che in certe giornate prevalgano i realizzi per portare a casa i margini di guadagno. Se guardiamo i numeri, nel complesso le piazze asiatiche terminano con una leggera perdita, questo vale per Tokyo e per le borse cinesi, meno per Seul che archivia il periodo con una perdita più ampia. In Europa gli indici terminano la settimana con dei leggeri ribassi, le perdite subite nelle giornate peggiori, quelle di metà settimana sono state in parte recuperate. Negli Stati Uniti, nonostante le flessioni subite dagli indici a metà settimana, la ripresa è stata capace di far recuperare tutto sia al Nasdaq100 che all’ S&P500 che hanno entrambi chiuso il periodo con un margine di utile per entrambi di poco superiore all’1%. Non così per l’indice DJ il cui bilancio finale è in lieve calo dello 0,50%.

Mercato obbligazionario domestico e spread: La settimana ha mostrato un rialzo dei rendimenti per tutti i Titoli di Stato dei paesi dell’aria Euro. Questo potrebbe essere stato causato dai timori che la ripresa del conflitto possa di nuovo spingere l’inflazione con conseguenti ripercussioni sui tassi. Sembra però che il timore sia rientrato in breve, infatti già all’apertura di venerdì i primi valori erano ridiscesi di alcuni punti, sia per lo spread che per i rendimenti. Minimi e massimi per lo spread 74/80 per i rendimenti 3,70-3,88%.

Mercato Valutario: Il settore non ha mostrato particolari variazioni, il Dollaro pur risalendo dai minimi di quindici giorni fa cambia con l’Euro nella fascia 1,1400/1,1450. Il rapporto Euro/Yen è rimasto per tutta la settimana sempre sopra 185 mostrando solo venerdì una discesa sotto questo rapporto, mentre ci sarebbe l’idea da parte delle autorità monetarie nipponiche di una manovra a sostegno della loro valuta. Segnaliamo infine una buona performance della Sterlina Inglese nei confronti dell’Euro, il cui cambio è sceso nel periodo ad un minimo di 0,8520 (venerdì).

Petrolio Brent: La scorsa settimana questo asset aveva trovato un suo equilibrio in una ristretta forbice di prezzo, per la precisione tra i prezzi bassi come da prima dello scoppio del conflitto nella zona del Golfo. La convinzione che la diplomazia fosse sulla buona strada per raggiungere un accordo definitivo aveva aiutato questa contrazione. Purtroppo però l’equilibrio tra le parti era appeso ad un filo troppo sottile che si è spezzato in questi giorni, ed il prezzo del Brent come l’ago di una bilancia ne ha immediatamente risentito con uno strappo al rialzo di 6/7$ a barile. Nessun altro motivo giustifica questo improvviso rimbalzo di prezzo che poi è rientrato, in parte, nel giro di due tre giorni. Minimi e massimi di settimana 72/80 dollari a barile.

Oro: Il metallo giallo ha vissuto una settimana tranquilla, i movimenti sono stati sempre limitati in una forbice di prezzo compresa tra i 4040 ed i 4160 dollari l’oncia. Il prezzo dell’oro questa volta non è stato influenzato più di tanto da quanto avvenuto in Medio Oriente, quanto più dalle reali proposte di acquisto e vendita presenti sul mercato. Il famoso supporto di 4000$ continua a dimostrare una buona tenuta.

Date 06/07/26 07/07/26 08/07/26 09/07/26 10/07/26
FtseMib 52959 52455 51817 52382 52614
Dax(D) 25833 25489 24886 25104 25085
Cac40(Fr) 8480 8436 8253 8327 8339
Ftse100(Gb) 10652 10666 10489 10472 10497
Smi(Ch) 14302 14360 14174 14215 14235
Ibex35(E) 19684 19640 19104 19323 19385
Dow Jones 53056 52925 52348 52487 52637
Nasdaq100 29698 29173 29252 29727 29825
S&P500 7537 7504 7483 7544 7575
Nikkei225 69738 68257 66819 67744 68558
Eur/Usd 1,1415 1,1433 1,1404 1,1435 1,143
Eur/Gbp 0,8553 0,8541 0,8543 0,8536 0,8515
Eur/Chf 0,9201 0,9218 0,9222 0,9227 0,9223
Eur/Yen 185,31 185,09 185,3 185,72 185,02
Petrolio Brent 72,08 74 79,65 77 75,7
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4144 4145 4040 4128 4110

 

 

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