EMERGENZA TRAFFICO E FONDI PNRR: IL BATTESIMO DI FUOCO DI ANTONIO TARASCO ALLA REGGIA DI CASERTA
ll nuovo direttore ad interim della Reggia di Caserta, Antonio Tarasco, è entrato ufficialmente nel pieno dei suoi poteri amministrativi.
Dopo una rapidissima convalida della nomina da parte della Corte dei Conti, che ha chiuso la brevissima fase di transizione guidata insieme al collega Francesco Sirano, l’attuale Direttore Generale degli Archivi di Stato ha ora la piena facoltà di firma su atti e provvedimenti del Complesso vanvitelliano.
Tuttavia, il debutto sul campo ha riservato subito una sorpresa e una complessa grana viaria da risolvere.
L’esordio del manager si è scontrato immediatamente con una delle problematiche più croniche del territorio casertano: mentre si recava al lavoro da Roma, Tarasco è rimasto intrappolato nel blocco stradale causato dall’ennesima chiusura del Ponte di Ercole. Impossibilitato a raggiungere il parcheggio dello staff di via Gasparri, il direttore è stato costretto a parcheggiare l’auto lontano e a raggiungere il museo a piedi.
Questa esperienza diretta ha spinto Tarasco a firmare il suo primo provvedimento urgente: lo stanziamento di fondi per lavori di estrema urgenza sul cavalcavia, interamente finanziati dalla direzione della Reggia e affidati a una ditta esterna.
La riapertura della carreggiata sottostante richiederà ancora alcuni giorni, prolungando il divario in due della città, per una soluzione strutturale a lungo termine, resta però il nodo della frammentazione istituzionale, che vede coinvolti la Reggia (proprietaria del bene), la Soprintendenza (tutela monumentale) e il Comune (gestione del traffico).
Accanto all’emergenza stradale, i primi giorni di Tarasco sono stati assorbiti da una fitta serie di dossier strategici per il futuro del Complesso: innanzitutto la Pianificazione Pnrr, la gestione del verde e infrastrutture, il monitoraggio dello stato del Parco Reale e dell’Acquedotto Carolino, i grandi eventi ed infine l’ottimizzazione finanziaria.
Tarasco farà la spola tra i suoi uffici romani e Caserta, con l’obiettivo di esportare alla Reggia lo stesso modello manageriale e innovativo già introdotto nella gestione del sistema archivistico nazionale.
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