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SCUOLE : PNRR TANTI PROGETTI NON SARANNO ULTIMATI ENTRO IL 30 GIUGNO 2026

SCUOLE : PNRR TANTI PROGETTI NON SARANNO ULTIMATI ENTRO IL 30 GIUGNO 2026

A rischio almeno 5 miliardi di euro che l’Italia non riuscirà a rendicontare per il prossimo 30 giugno 2026 relativamente ai fondi Pnrr per scuole ed asilo nido e quindi ciò determinerà notevoli danni alla nostra nazione per l’incompetenza di una gestione allo sbando .
Il primo elemento critico era quello dell’abbattimento delle vecchie strutture per la costruzione delle nuove con il risultato che in varie parti d’ Italia si è creato il disagio attuale di ragazzi che devono svolgere le lezioni in altri plessi anche lontano da casa e la prospettiva di non vedere mai il nuovo istituto per l’incapacità di realizzarlo per i notevoli problemi burocratici .
In molti casi, progetti errati, copie di altri progetti per fare presto ed alla fine conflitti con le imprese esecutrici, fallimenti vari, la politica delle destre che annaspa, giornalai inutili che non denunciano i ritardi, dietro l’angolo la perdita dei benefici del PNRR.
Il tempo è strettissimo , il prossimo 30 giugno scade il termine f del PNRR ,ma i ritardi sono notevoli su tutto il territorio nazionale , dimostrando l’incapacità di chi ci governa di affrontare un piano tanto ambizioso .
Eppure la normativa europea consentiva al Governo di esercitare poteri sostitutivi anche inviando commissari straordinari per sbloccare i cantieri in sofferenza, ma tutto ciò non si è mai verificato .
Ed ecco che dovrà applicarsi la cosiddetta clausola di reversal con la perdita dei benefici e l’obbligo di rinunciare alla fetta di danaro messa a disposizione dalla comunità europea .
Quindi, una volta decaduti dal beneficio , dovrà essere l’Italia a farsi carico dei fondi e delle opere incomplete, con una gravissima perdita economica e con ulteriori debiti di bilancio , una prospettiva concreta a pochi giorni dalla scadenza .,infatti, conclusi i lavori entro tale data il Ministero dovrà poi rendicontare il tutto all’Europa entro il 31 agosto 2026 .
L’unico documento che farà fede sarà il certificato di ultimazione lavori (o di regolare esecuzione per servizi e forniture). Se quel timbro riporterà una data successiva al 30 giugno, le spese sostenute non saranno più considerate ammissibili nell’ambito del PNRR. A quel punto, avverte l’analisi di OpenPolis, per evitare di lasciare l’opera incompiuta e di dover rispondere del danno erariale, i soggetti attuatori saranno costretti a cercare disperatamente fonti di finanziamento alternative.
La radiografia di OpenPolis: 60 misure a rischio, pagato solo il 48% con una perdita di almeno 5 miliardi di euro .
I lavori in oggetto attengono a 45.506 progetti, per un valore complessivo di 96,4 miliardi di euro, di cui 60,4 miliardi direttamente a carico del PNRR di questi progetti , lo stato di avanzamento della spesa si ferma al 48,5%. Significa che su 60 miliardi di fondi europei destinati a opere che devono essere finite entro poche settimane, oltre 30 miliardi devono ancora essere materialmente spesi e rendicontati.
In particolare parliamo dei seguenti importi :
• Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee regionali: 6,5 miliardi di euro.
• Piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica: 4,9 miliardi.
• Linee di collegamento ad Alta Velocità con l’Europa del Nord: 4,6 miliardi.
Pagheremo, quindi, a breve, una cambiale gravissima dovuta alla incapacità di gestire un’opera tanto grande, spesso scaduta a progetti inutilizzabili, opere di scarso valore, e scuole ridisegnate su progetti già esistenti senza tenere conto del lotto di terreno, degli spazi e di tante altre perplessità urbanistiche .
Invece di decantare il nulla, forse il giornalismo d’inchiesta dovrebbe alzare la voce sui disagi, le incompiutezze, gli errori di una gestione scellerata che determinerà gravissimi danni all’Italia .
Naturalmente, senza considerare, i “ mezzucci” che già si intravedono all’orizzonte, quale certificato di compiuta opera al 30 giugno 2026 quando invece i lavori sono ancora in alto mare ,al solo fine di evitare l’infrazione .
Alla fine resteranno altre cattedrali e scheletri di cemento nel deserto , inutilizzabilità delle nuove scuole non completate, la perdita dei benefici, il debito sulle casse comunali e nazionali . Uno scenario se non apocalittico ….quasi …. il PNRR lascerà quale eredità del governo delle destre solo una collezione di bandi incompiuti ,altro “ che banchi a rotelle” , altro che “ canile in Albania “ sarà la madre di tutti i dissesti, lo “ tsunami” nella finanza pubblica italiana .

(Michele Marra)

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