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Ventimila metri quadri di cemento abusivo: a Teverola la Procura chiude l’inchiesta su ex tecnici e costruttori

centro commerciale sequestrato
Svolta giudiziaria nell’agro aversano sul fronte del controllo del territorio e dell’edilizia. I sostituti procuratori della Repubblica di Napoli Nord, Patrizia Dongiacomo e Cesare Sirignano, hanno formalizzato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari relativo al filone d’inchiesta battezzato “Lottizzazione Schiavone”. Il procedimento, sviluppato sul campo dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Aversa, viaggia parallelamente all’indagine principale che nei mesi scorsi aveva già sconvolto il tessuto politico e imprenditoriale di Teverola.
Al centro del fascicolo della Procura figurano 15 indagati, tra i quali spiccano ex vertici dell’Ufficio Tecnico Comunale, noti professionisti del settore e amministratori di diverse imprese di costruzione della zona. Le contestazioni riguardano la totale e presunta trasformazione urbanistica illecita di un comprensorio di oltre 20.000 metri quadrati situato nel comparto sud-est del comune campano.
Il reato contestato a vario titolo e in concorso a tutti i soggetti coinvolti è quello di lottizzazione abusiva. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti i titoli edilizi e i permessi di costruire rilasciati in un arco temporale compreso tra il 2021 e il 2023. Secondo l’impostazione della Procura, quei provvedimenti avrebbero legittimato volumi cementizi superiori ai limiti consentiti, autorizzando il cambio di destinazione d’uso dei sottotetti in civili abitazioni in palese violazione dei regolamenti comunali vigenti.
Per dare forza ai progetti, i tecnici avrebbero richiamato all’interno degli atti alcune disposizioni legislative ormai abrogate. Inoltre, per i fabbricati sorti a ridosso della tratta ferroviaria Caserta-Villa Literno, sarebbe del tutto mancato il necessario e vincolante nulla osta delle autorità competenti. Il risultato, secondo l’accusa, è stato il frazionamento dell’area in otto lotti distinti, con la nascita di strade, palazzi e infrastrutture in una zona precedentemente inedificata e priva di urbanizzazione.
La magistratura ha delineato le singole responsabilità dividendo gli indagati per aree d’azione:
  • I funzionari comunali: Davide Vargas (70 anni) e Alessandro Pisani (36 anni), entrambi di Aversa, finiti nei guai nella loro qualità di responsabili pro tempore dell’Ufficio Tecnico di Teverola.
  • I tecnici e progettisti: Gennaro Pitocchi (68 anni, di Aversa, indicato come figura di forte ascendente sulle dinamiche urbanistiche locali), Angelo Morra (68 anni, di Aversa) e Salvatore Lusini (35 anni, figlio dell’ex sindaco Biagio), coinvolti come direttori dei lavori e consulenti di parte.

  • Il proprietario: Pasquale Schiavone (56 anni), individuato come titolare delle particelle catastali e committente beneficiario delle edificazioni.
  • Gli imprenditori: I ruoli di legali rappresentanti delle ditte edili coinvolte ricadono su Luigi Franzese (64 anni, di Aversa) per la TF Costruzioni, Ivelosi Cristina Morra (35 anni), Beniamino De Floris (75 anni) e Maria Letizia Corvino (40 anni) per la DF Costruzioni, Leandro Badile (71 anni) per la Liburia Costruzioni, Carmela Oliva (52 anni, di Cesa) per la Edil Constructa, Nicola Grassia (45 anni, di Trentola-Ducenta) per la Edil Grassia, Gabriele Costanzo (57 anni, di Trentola-Ducenta) per la Gama e Michele Braco (62 anni, di Lusciano) per l’ Immobiliare Domini. Angelo Morra risponde anche per la società Delfi.
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