TUTTI I NOMI.Falsi titoli per scalare le graduatorie ATA: gli atti tornano in Procura
Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sui presunti punteggi gonfiati per il personale ATA nell’area di Marcianise e della provincia di Caserta. Durante l’udienza preliminare tenutasi presso il Tribunale di Napoli Nord, il Giudice per le Udienze Preliminari (GIP), la dott.ssa Maria Carmen Fusco, ha accolto formalmente un’eccezione procedurale avanzata dal collegio difensivo.
Il processo subisce così una battuta d’arresto tecnica: il GIP ha disposto l’immediata restituzione del fascicolo all’ufficio requirente guidato dal pubblico ministero Giovanni Corona per i necessari adempimenti burocratici. La magistratura precisa che il provvedimento è strettamente legato a un vizio formale e non entra in alcun modo nel merito delle accuse, lasciando impregiudicata la valutazione sulla responsabilità o sull’innocenza dei soggetti coinvolti.
L’indagine della Procura di Napoli Nord coinvolge complessivamente 23 persone, accusate a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica e materiale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il meccanismo illecito ruotava attorno all’emissione di false attestazioni lavorative. Gli aspiranti al personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) dichiaravano periodi di servizio fittizi, mai realmente prestati, presso noti istituti scolastici paritari della zona. Questo espediente permetteva di ottenere un incremento illecito dei punteggi:
- Fino a 12 punti extra accumulati illegittimamente nelle graduatorie provinciali di terza fascia per il triennio 2021-2024.
- Alterazione della meritocrazia con ripercussioni dirette sull’assegnazione degli incarichi di supplenza a tempo determinato, a danno dei candidati regolari.
Al centro della presunta rete organizzativa figurano alcune figure chiave che avrebbero materialmente agevolato la produzione dei documenti falsi e dei finti verbali di conciliazione usati per convalidare i rapporti di lavoro inesistenti:
- Filippo Buono (deceduto nel 2024), indicato come amministratore degli istituti paritari incriminati: il “Babylandia” di Caserta e il “Padre Pio” di San Prisco.
- Paolo Buono, stretto collaboratore nella gestione delle pratiche amministrative.
- Giovanni Cimmino, sindacalista che avrebbe fornito il supporto strategico per l’inoltro delle domande alterate
L’elenco delle persone finite nel registro degli indagati comprende residenti distribuiti in diversi comuni del casertano e della Campania:
- Marcianise: Adriana Accarino (53 anni), Filomena Bellopede (51 anni), Cinzia Delle Curti (45 anni), Arianna Lopaldi (54 anni), Giuseppe Famoso (57 anni), Caterina Tartaro (55 anni).
- Santa Maria Capua Vetere: Giuseppe Faenza (48 anni), Angelina Lombardi (48 anni), Luigi Marino (53 anni), Elvira Mauriello (53 anni), Caterina Oliva (49 anni).
- Casaluce: Luigi Cavagnuolo (26 anni), Salvatore Comparone (54 anni).
- Frignano: Giuseppe Felaco (44 anni), Alberto Restituto (50 anni).
- Altri Comuni: Bruno Ciocio (60 anni, San Marcellino), Luigi Esposito (56 anni, Cervinara), Maria Martino (39 anni, Casal di Principe), Pasqualina Mastroianni (28 anni, Portico di Caserta), Maria Tavoletta (45 anni, Villa Literno), Alexandra Testa (34 anni, Gioia Sannitica), Michele Valentino (50 anni, Capodrise) e un 53enne originario di Sant’Antimo.
La palla passa nuovamente nelle mani del PM Corona, che dovrà provvedere a sanare l’atto procedurale prima di presentare una nuova eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
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