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Trump in Cina per la nuova intesa strategica
Il viaggio del presidente USA a Pechino va oltre le commesse aeronautiche: sul tavolo equilibrio globale, petrolio, Brics e la questione Taiwan.

Trump in Cina

Pechino – Trump in Cina incassa commessa per acquisto Aerei e ritorna vincente a Washington. In realtà il Tycoon si è recato in Oriente per rassicurare il colosso orientale circa la fedeltà U.S.A. Sul tavolo il prezzo da pagare per la non belligeranza della Cina contro gli interessi Statunitensi nel mondo minacciati da Brics di cui il colosso capitalistico /comunista è il fautore. Cina che batte cassa per essersi voltata dall’altra parte in Venezuela e che temporeggia stile Penelope per non terminare la tela diplomatica con gli Ayatollah nello stretto di Hormuz, consentendo agli Americani di fare il bello ed il cattivo tempo. Tutto ha un prezzo, e nel caso di specie quello che l’Occidente dovrà pagare si chiama Taiwan o Formosa, oltre che il permesso di accedere alle riserve di petrolio Iraniano e l’impegno a non fornire copertura militare. Ossessione Cinese, la conquista della provincia ribelle come l’Ucraina per Putin ed Israele per gli States. Anche il non interventismo si paga, in un epoca dove la potenzialità ostentata ad entrare in guerra è un deterrente determinante nell’ambito delle trattative diplomatiche. Questo il vero motivo del viaggio di Trump.
Le commesse di Aerei da combattimento, un corollario da protocollo che servirà per arricchire gli Oligarchi di un paese che di comunismo ha sempre meno, forse nulla più. Trump sa benissimo che il dollaro nel mondo deve avere certezze di liquidità nel senso che nessuno deve potere mettere in discussione la tenuta del biglietto verde, vacillante di fronte ad uno yen sempre più aggressivo come dimostra l’effetto domino provocato dei flussi in Deutch Bank di valuta Europea sempre più copiosi ma che non consentono un acquisto di quota superiore al trenta per cento delle quote sociali. A margine significativa la visita contestuale del Ministro degli Esteri Iraniano alla riunione Brics in India, a cui ha partecipato il suo equivalente russo Lavarov, e dove il rappresentante Iraniano ha tuonato contro gli Emirati Arabi Uniti pur presenti al Summit, ritenuti più fedeli ai marines che al Corano anche se di Fede Sciita. Risiko del petrolio evidente, quindi per un riassetto dell’Economia mondiale al di là delle Bandierine e Stati Nazionali, in preparazione dell’Avvento di un New Order Mondial sempre più evidente sempre più spregiudicato.

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