Tadej Pogacar il corridore più forte di tutti sulle due ruote viene dalla Slovenia.
Prima di Tadej Pogacar solo Eddy Merckx il grande corridore belga era così forte in tutte le specialità.
Tanti giovani professionisti corrono oggi da veri campioni, ma gli italiani scarseggiano.
Gli appassionati di ciclismo su strada, che a mio giudizio sono ancora pochi dalle nostre parti, conoscono bene quanti nuovi giovani fenomeni pedalano oggi sulle strade internazionali.
Purtroppo per noi gli italiani scarseggiano, mentre abbondano i belgi, gli inglesi, gli spagnoli, i francesi e gli sloveni.
Tra questi ultimi ce n’è uno che ogni volta che inforca la bici lascia indietro gli avversari e stupefatti i tifosi. Il suo nome è Tadej Pagacar. Questo giovane fenomeno può essere senza tema di smentita paragonato a Fausto Coppi e ad Eddy Merckx che negli anni 50 e 60/70 hanno mostrato il meglio di questo sport, sia da un punto di vista atletico che umano.
Il ciclismo moderno e quello dei decenni passati.
Occorre sicuramente fare la differenza tra quello che oggi i tecnici definiscono ciclismo moderno e quello di Coppi, Bartali, Merckx, Gimondi, Hinault ecc.
La differenza fondamentale i materiali certo. Al giorno d’oggi le bici pesano intorno ai sette chilogrammi al massimo, create con leghe leggerissime di carbonio. Ultima trovata sulla componentistica prevede anche il cambio elettronico che adotta tecnologie wireless. L’abbigliamento dell’atleta è stato studiato per migliorare la comodità e l’aerodinamica. Ogni ciclista è seguito da un team composto da medici e preparatori atletici che ne curano l’alimentazione gli allenamenti ecc.
Ma alla fine è dalla strada che viene fuori il fenomeno, il campione, il buon gregario, o il corridore che nella squadra fa solo numero.
Ebbene non andremo ad elencare le innumerevoli vittorie che Tadej ha conquistato in questi ultimi cinque anni, ci soffermeremo sulle qualità di questo ragazzo sloveno.
Le doti sportive di Pagacar fanno ricordare Merckx.
Tadej è uno di quei ciclisti completi, capace di battersi su tutti i terreni. Per questo ricorda Merckx (il cannibale), come era soprannominato il belga. Ricordo bene quando io da ragazzino seguivo in tv le battaglie tra il belga ed il nostro Felice Gimondi.
Tadej Pogacar fa emozionare nelle gare di un giorno, vince le grandi Classiche del Nord, dove scatta anche sui tratti in pavé e tra polvere o fango lascia indietro gli avversari.
Sempre combattivo e in prima linea nelle lunghe gare a tappe di tre settimane, capace di vincere Giro e Tour nella stessa stagione.
Va forte a cronometro, altra caratteristica che gli consente di guadagnare secondi preziosi per le classifiche nelle gare a tappe.
Lo scatto in salita la sua caratteristica.
Ma quello che entusiasma i tifosi è lo scatto che Tadej effettua in salita e quando parte stacca tutti gli altri ciclisti che difficilmente riescono a stargli dietro. Lui riesce a trovare il punto giusto della salita in cui scattare, in rapporto alla distanza che rimane per raggiungere il traguardo. Quando va via, vedi questa macchina perfetta che pedala senza mai fermarsi un attimo con questa cadenza regolare che si fermerà solo quando avrà raggiunto la linea del traguardo.
Un corridore sorridente e gentile con i tifosi con i compagni di squadra e con gli avversari.
Ma Tadej piace anche perché non è solo una macchina perfetta. Lui è anche un uomo dal carattere gentile, questo emoziona ulteriormente i tifosi e li fa sentire ancora più vicini al proprio beniamino.
Restano memorabili le immagini del Giro d’Italia dello scorso anno, quando sulla salita del Monte Grappa penultima tappa del giro, Tadej vide tra i tifosi un bambino che lo incitava e che correva lungo la carreggiata. Capì che il giovane tifoso desiderava un souvenir e senza esitazione prese la sua borraccia e gliela donò.
Altro grande gesto di far play fu quando, sempre lo scorso anno al Tour de France, Tadej si complimentò con il suo rivale il danese Vingegaard (arrivato secondo in classifica generale) e gli tese la mano per congratularsi quando il suo rivale vinse l’ undicesima tappa del Tour.
Le qualità del vero campione in bici: gambe, testa cuore.
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