SVIMEZ: Tra 2021 e 2024 boom occupazione al Sud ma emigrano 175 mila giovani.
Finché c’è il Pnrr il Mezzogiorno continua a crescere più del resto del Paese
Con il venir meno della spinta del Pnrr, che si chiuderà nel 2026, il motore dell’economia del Sud girerà a ritmi ridotti, e la crescita rallenterà. Se infatti dal 2021 al 2024 i numeri parlano di un Sud che cresce più del Centro Nord, nel 2027 le posizioni tra chi sta avanti e chi insegue si invertiranno. A delineare questo scenario è il Rapporto Svimez 2025 sull’economia e la società del Mezzogiorno, presentato presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera.
Gli atenei meridionali attraggono più studenti e si riduce la migrazione ante-lauream, ma dopo la laurea il quadro torna critico: oltre 40 mila giovani meridionali si trasferiscono ogni anno al Centro-Nord, disperdendo parte del rendimento potenziale dell’investimento pubblico sostenuto per la loro formazione. Il bilancio economico di questo movimento vede dal 2000 al 2024 il Mezzogiorno che perde investimenti per 132 miliardi di capitale umano, contro un saldo positivo di 80 miliardi per il Centro-Nord. Altra criticità e’ la partecipazione delle donne al mercato del lavoro: nel Sud le donne lavorano soprattutto in settori a bassa remunerazione e produttività, con contratti temporanei o part-time involontari. Ne derivano – secondo Svimez – ampi divari retributivi e una partecipazione femminile molto diseguale.
Nel 2024 le donne senza figli registrano i tassi di occupazione più elevati (63,6% a livello nazionale), al Nord 71% e nel Mezzogiorno al 45,8%; tra le madri, le differenze si accentuano, con l’occupazione delle donne con uno o due figli molto bassa (41,8% e 43,6%), che crolla al 30,8% per chi ha tre o più figli. Il confronto europeo mostra un gap ancora piu’ ampio: l’Ue mantiene tassi elevati anche tra le madri, con differenze minime rispetto alle donne senza figli.
Negli ultimi anni la crescita dell’occupazione ha riguardato soprattutto donne laureate e madri con uno o due figli, ma persistono forti svantaggi per le famiglie numerose e per le lavoratrici del Mezzogiorno.
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