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Sparare non solo con le armi ma anche con le parole: i due più pericolosi guerrafondai Trump e Netanyahu usano linguaggi beceri
L'intervista che Trump ha rilasciato lunedì 2 marzo alla CNN ci lascia sconvolti per la violenza dei toni e del linguaggio

– Li stiamo facendo a pezzi e non abbiamo ancora iniziato……. stiamo massacrando l’ Iran, presto arriverà la grande ondata. …-

Ditemi se questo è il linguaggio di un presidente degli Stati Uniti d’America, se proprio vogliamo fargli un complimento sembra sentire parlare un ragazzo che gioca a video game. O forse penso che così si può esprimere uno di quei delinquenti facenti parti di quelle gang che si muovono nei quartieri di New York (per restare negli Usa) parlando della banda avversaria.

Un linguaggio carico di odio, di rancore, che dimostra un pensiero purtroppo diffuso in una buona parte di un “certo” occidente. Sto osservando dalle parole, dai discorsi di politici, di intellettuali ahimè anche italiani, che esiste un astio, un senso di disprezzo, una sensazione di superiorità anche culturale e religiosa da parte di “certi” occidentali nei confronti dei Popoli Islamici. Specie quando ci si riferisce all’area medio orientale ed ai popoli che ci vivono si percepisce maggiormente questo senso di disprezzo.

La scusa è sempre la stessa, spesso si inizia a parlare male di questi paesi accusando i loro governi di essere dei regimi dittatoriali, opprimenti nei confronti delle donne, dei giovani, imponendo leggi islamiche severe e violente. Certo ce ne sono di regimi simili nelle repubbliche islamiche, ma a parte questo, un certo occidente nutre un senso di superiorità nei confronti di questi popoli.

Questi pensieri persistono non solo nei normali cittadini, ma anche nelle menti dei due leader politici attualmente più pericolosi al mondo: Trump e Netanyahu, che per delirio di onnipotenza, disprezzo della vita umana, desiderio di conquista, spirito bellicista sono pronti a qualsiasi follia.

Infatti ecco l’ultima follia, l’attacco preventivo all’Iran con la scusa di abbattere un regime totalitario, con la scusa di fermare il programma nucleare iraniano, lanciamo missili, distruggiamo. Chissà perchè poi Usa ed Israele invece le possono avere le armi nucleari, ma questo è un altro discorso.

Personalmente, non vedo ad un personaggio come Trump quanto possa interessare il progetto nucleare dell’Iran, se pure esiste, e quanto possa interessare portare la democrazia al posto del regime che opprime quel popolo.

A Trump interessa solo poter mettere le mani sul petrolio di cui quell’area mediorientale è la più ricca al mondo. Il presidente Usa disprezza qualsiasi fonte energetica rinnovabile, e considera solo l’uso delle tradizionali fonti di idrocarburi. Il suo scopo pertanto è quello di assicurarsi forniture cospicue e di qualità.

Netanyahu, il suo alleato in questa sconsiderata impresa, ha come unico scopo quello di allontanare dai confini di Israele quanto più possibile popoli e nazioni che ritiene pericolosi per la sua sicurezza. In altre parole il vero scopo è allargare i confini ed il potere di Israele.

Chi mi spiega infatti perché dopo due giorni dall’attacco verso l’Iran, Netanyahu bombarda Beirut e manda l’esercito in Libano se non per mire espansionistiche così come ha fatto radendo al suolo Gaza e massacrando i suoi abitanti?

Ecco quindi che in barba al Diritto Internazionale agli Organismi ed ai Trattati che esistono proprio per tutelare la pace e la civile convivenza tra i popoli, questi due signori della guerra a freddo attaccano un paese sovrano.

L’area mediorientale è ora in fiamme, si spera che il conflitto non si allarghi ulteriormente e che queste due menti perverse possano rendersi conto e ravvedersi sui disastri che stanno provocando all’umanità.

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