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Scontro dialettico tra il Ministro Nordio ed il Procuratore Generale della Repubblica Aldo Policastro

Aldo Policastro

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Aldo Policastro

Palazzo di Giustizia – Scontro dialettico tra comari più che da magistrati, tra il Ministro Nordio ed il Procuratore Generale della Repubblica Aldo Policastro.

Offensivo e anche volgare il primo per quanto proferito nei confronti della massima autorità inquirente partenopea, che a spada tratta, difende l’autonomia dei giudici schierandosi per il NO al prossimo referendum e che ha paragonato il sistema del SI ad una propaggine massonica tipo P2.

Questione quella di Aldo Policastro, politica, rispetto a quella tutta personale del Guardiasigilli.
Dietro questo scontro vi è la resa dei conti tra due mondi che Sturm un drang sono destinati a scontrarsi: quello di Policastro di estrazione Magistratura democratica già nel pool Anticamorra all’epoca di Cordova e Lepore con una visione giustizialista tout court dell’azione investigativa che non prescinde da una visione concettuale di parte dell’essere magistrato.

Professionista dell’antimafia direbbe Sciascia.

Di tutt’altro canone Nordio, diametralmente opposto alla visione del collega nel governo Meloni come guardiano del Faro che non c’è, non per altro, intendendo per questa affermazione la mancanza di una concretezza nello svolgere il proprio ministero in aderenza alla realtà.

Più ministro della propaganda alla Goebbels che esperto del mondo Giudiziario prestato alla politica, Nordio sa che si gioca tutto ciò che non gli rimane, sull’esito del Referendum. Sa benissimo che il suo ruolo e’ oramai subordinato agli untori della Coalizione by Meloni che hanno bisogno di stupire la gente per ottenere consenso. Che Policastro incarta con il suo agire metodico, meno pasionaria ma altrettanto incisivi. Nordio e’ al crepuscolo perché nell’immaginario collettivo la destra non ha bisogno dei Giudici che vengono dalla gente comune classificato a sinistra. Errore storico non sfatare questo miro o deformazione perché va detto che si diventa Magistrati non per combattere la mafia ma per applicare la legge.

Questo e’ il punto dolens di tutto. I pool sono serviti in passato, ma bisogna cambiare passo. Non e’ più il tempo dei magistrati irregimentati che prendevano ordini da Botteghe oscure.

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