Scandalo all’ospedale di Caserta: esami gratis agli amici e mazzette, ma scatta la prescrizione per 28 imputati
Si chiude con un colpo di spugna il processo sulla gestione illecita del reparto di Patologia Clinica dell’ospedale di Caserta. Il collegio giudicante del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduto dal giudice Giuseppe Maccariello, ha infatti dichiarato la prescrizione per tutti i 28 imputati, accogliendo la richiesta avanzata dallo stesso pubblico ministero.
L’inchiesta, culminata con l’esecuzione di diverse misure cautelari nel 2019, aveva portato alla luce un sistema di favoritismi e corruzione all’interno del nosocomio casertano, con episodi accertati a partire dal 2013. Secondo l’impianto accusatorio, nel reparto venivano garantiti esami clinici gratuiti ad amici e conoscenti, aggirando completamente le liste d’attesa e il Centro Unico di Prenotazione (Cup).
Oltre al danno erariale per il peculato d’uso dei macchinari ospedalieri, l’indagine aveva svelato un giro di vere e proprie tangenti e regali. In cambio dei favori medici, alcuni indagati avrebbero intascato “mazzette” sotto forma di viaggi di lusso a Capri e trasferte a Torino con biglietti inclusi per assistere alle partite di Champions League della Juventus.
Il provvedimento di prescrizione cancella le accuse a carico di un lungo elenco di camici bianchi e vertici sanitari, tra cui primari, dirigenti medici, direttori di vario livello e componenti di commissione. Tra i nomi eccellenti figura anche Leonardo Pace, ex componente della triade commissariale inviata dal Ministero dell’Interno per amministrare l’ospedale tra il 2015 e il 2017, un commissariamento disposto all’epoca proprio per rimediare alle infiltrazioni camorristiche emerse da una precedente indagine.
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