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Sanzioni sui rifiuti, l’Ue riconosce dei miglioramenti alla Campania

È noto il fatto che l‘Ue, nel 2015, abbia condannato a pagare 120.000 euro al giorno la Regione Campania a causa della cattiva gestione dei rifiuti.

Oggi, a quanto emerge si apprende da fonti della Regione Campania, l’Ue ha deciso di tagliare di 20.000 euro al giorno la sanzione comminata.

La multa è stata ridotta in virtù dei forti passi avanti fatti dalla Regione nel settore della gestione dei rifiuti nei due mandati dell’amministrazione De Luca, dopo gli anni di lavoro della Regione sul tema, con in prima linea l’ex vicepresidente della giunta De Luca con delega all’Ambiente Fulvio Bonavitacola, oggi assessore alle Attività Produttive della giunta Fico.

Nel 2020 la Ue ha imposto relazioni periodiche sulle infrastrutture per una analisi della situazione che ha portato alla penalità finanziaria su tre temi: incenerimento e termovalorizzazione, conferimento in discarica e trattamento della frazione organica, gestendo anche le ecoballe di rifiuti storici presenti nella Regione.

Già nel 2021 l’Ue ha riconosciuto i passi avanti fatti dalla Regione per la capacità di incenerimento e termovalorizzazione, grazie all’impianto di Acerra in piena funzione. La Ue ha anche riconosciuto che dal luglio 2023 la Campania ha portato “prove sufficienti  dell’esecuzione della sentenza per quanto riguarda la parte relativa alla capacità di trattamento per la frazione organica”, riducendo la multa in particolare per l’inizio del funzionamento dell’impianto di Giugliano, in provincia di Napoli dal giugno 2023.

La trattativa con l’Ue è stata portata avanti nel 2025 da Bonavitacola che a Bruxelles ha spiegato la scelta della Campania di non voler realizzare nuove discariche, in sintonia con l’indicazione generale della Commissione Europea per una moderna gestione dei rifiuti. Per diversi mesi nella scorsa legislatura regionale Bonavitacola si è confrontato con la commissione Ue chiedendo il totale azzeramento della sanzione, spiegando come in sede europea non si possa da un lato vietare le discariche e dall’altro pretendere invece che in Campania vengano realizzate. La ricetta che la Campania ha sottoposto all’ Ue punta ancora sulla riduzione del residuo indifferenziato passando per una sempre maggiore raccolta differenziata.

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