Sadio Mané, il capitano dell’umanità
Il campione senegalese si conferma simbolo di altruismo, leadership e impegno sociale, dentro e fuori dal campo.
Coppa D’Africa il “ capitano non capitano “ del Senegal , il monumento nazionale Sadio Mané : campione di impegno,altruismo generosità .
La storia umana del grande calciatore del Senegal ,Sadio Manè , è la storia di chi ha posto l’impegno sociale e lo straordinario altruismo al primo posto accanto al suo pallone ed al suo talento calcistico indiscusso .
Nato il 10 aprile 1992 a Bambali, un piccolo villaggio del Senegal, ha sempre posto al primo posto l’impegno per i suoi connazionali, i poveri del suo villaggio, coloro ,meno fortunati di lui che lo guardano come un mito, un esempio da seguire .
La sua storia calcistica è nota ,ma il suo impegno umano forse è ancora più grande della carriera sportiva ,anche lui cresciuto in condizioni economiche disagiate ,raggiunto il successo grazie al calcio ha sempre reinvestito parte dei suoi guadagni per migliorare la vita dei suoi compaesani, concittadini, senegalesi .
Ha lasciato 500.000 euro per la costruzione di un Ospedale ; ha costruito una scuola finanziandola con almeno altri 300.000 euro ha distribuito materiali didattici, fornito borse di studio, materiali ed apparecchiature mediche , aiutato le autorità senegalesi con un versamento di 45.000 euro durante il covid , insomma un impegno a tutto tondo che eleva la sua figura nell’ambito sia nazionale che internazionale .
Della sua carriera calcistica ,dopo aver mosso i primi passi in Europa con il Metz, e poi con il Red Bull Salisburgo ,quindi al Southampton, è divenuta star internazionale nel 2016 con il trasferimento al Liverpool, club con cui ha vinto la Premier League, la Champions League, il Mondiale per club e la Supercoppa UEFA. Successivamente è passato al Bayern ed oggi milita nel ricchissimo Al-Nassr .
Durante la finale della Coppa d’Africa di domenica 18 gennaio 2026 in Marocco , si è celebrato un altro tassello della grandezza di Manè. Calcio di rigore discusso oppure inventato per cercare di far vincere i padroni di casa del Marocco scatena le ire del Senegal con l’allenatore che chiede il ritiro della squadra , succede il parapiglia , quasi tutti i calciatori del Senegal ritornano negli spogliatoi, prima della battuta del rigore del Marocco con Manè che li invita a rientrare che l’atto finale della Coppa non merita quello spettacolo .
Il finale è noto, il Marocco sbaglia il rigore, il Senegal nei supplementari segna e vince la coppa, ma ecco il risvolto immediato .Al momento della consegna della Coppa d’Africa, i calciatori del Senegal eleggono quale “ capitano” per quel momento proprio Manè che deve alzare la coppa al cielo ,quale segno distintivo dell’onore che ha conquistato sul campo .
Lo stesso Manè aveva detto questa è la mia ultima apparizione con la maglia del Senegal, ma appena vinta la coppa lo hanno costretto a rimangiarsi tale affermazione tanto che ha già posticipato il suo addio alla maglia senegalese dopo i mondiali .Ma i suoi compagni, quello che lo hanno eletto indiscutibilmente al momento della consegna della Coppa, hanno già affermato che Manè non ha diritto di ritirarsi dal calcio e dalla nazionale dei Leoni d’Africa, fino a quando “ il popolo senegalese “ non lo deciderà .
Un grande esempio di sport, di vita, di amore per i fratelli ; un luminoso alfiere del calcio ,ma anche dell’amore per la vita, per i meno fortunati, per quelli che soffrono . Manè, come il “nostro napoletano” K.Koulibay , dimostrano indelebilmente che la storia personale ed umana, la sofferenza non incurvano l’uomo verso l’egoismo ma lo spingono verso la generosità e la solidarietà . Non esaltiamo solo il calciatore Manè ,ma anche il gigante umano, il monumento nazionale dei Leoni di Teranga , un campione nel campo e nella vita . Ben vengano esempi di questa straordinaria umanità a rinvigorire lo sport ed esaltare l’onestà sportiva ,anche quando “ impiccioni” ed “arbitri compiacenti “ vogliono piegarlo alla sudditanza ed alla opacità.
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