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Riapre il Cimitero delle Fontanelle a Napoli
Il Cimitero delle Fontanelle, nel cuore di Napoli, luogo cardine del culto delle anime pezzentelle, si offre da secoli come uno spazio soglia: un dialogo perpetuo tra chi vive e chi non è più, un ponte in cui la città affida ai morti le proprie domande e riceve, nel silenzio delle ossa, una forma antica di consolazione e di presenza.

Cimitero delle Fontanelle

Dopo anni di chiusura, il Cimitero delle Fontanelle riapre, a partire da oggi sabato 18 aprile 2026, al termine di un lungo intervento di messa in sicurezza e recupero iniziato nel 2019.

L’evento è stato accompagnato da un corteo collettivo partito da Largo Totò, segno tangibile del legame tra il sito e il quartiere. In testa alla marcia, il sindaco Gaetano Manfredi e il cardinale Mimmo Battaglia, affiancati da cittadini, studenti, istituzioni e rappresentanti della cooperativa La Paranza, tra cui Susy Galeone, insieme agli alunni dell’IC Russo Montale.

La gestione del complesso è affidata proprio a La Paranza, nell’ambito di una collaborazione tra pubblico e privato: l’intervento ha previsto circa 640mila euro provenienti da fondi privati (con il contributo della Fondazione con il Sud) e 200mila euro stanziati dal Comune. Anche l’area esterna è stata oggetto di interventi, grazie al progetto G124 promosso da Renzo Piano. L’iniziativa rientra in un più ampio processo di rilancio culturale e sociale del Rione Sanità.

Per quanto riguarda le visite, il sito sarà accessibile sei giorni su sette (resta chiuso il mercoledì), dalle 10:00 alle 18:00, con ultimo ingresso alle 17:15. L’apertura è garantita tutto l’anno, fatta eccezione per il 25 dicembre. L’ingresso è organizzato in gruppi fino a 75 persone, senza visite guidate, per facilitare l’affluenza. I residenti entrano gratuitamente, mentre per gli altri è previsto un ticket di 10 euro.

Collocato nel cuore del quartiere Sanità, il complesso rappresenta uno dei simboli più intensi della spiritualità popolare napoletana. Si tratta di un vasto ossario ricavato nel tufo, articolato in tre grandi navate alte circa 15 metri e profonde fino a 100, dove sono conservati i resti di circa 40mila individui: tra questi, vittime delle epidemie di peste del 1656 e colera del 1836, oltre a persone senza identità, indigenti o condannati.

Il luogo è strettamente connesso alla tradizione delle “anime pezzentelle”, pratica devozionale basata sull’adozione simbolica di un teschio, curato dai fedeli in cambio di protezione o intercessione. Sebbene osteggiata ufficialmente nel 1969, questa forma di culto ha continuato a vivere nella memoria e nelle consuetudini locali.

Tra le presenze più celebri si ricordano il cosiddetto “teschio del Capitano”, legato a racconti popolari che richiamano il mito di Don Giovanni, e la “capa che suda”, associata alla figura di Donna Assunta e ritenuta propiziatoria per la fertilità. Solo due corpi sono giunti intatti fino a oggi: quelli di Filippo Carafa e Donna Margherita Petrucci.

Nel tempo, le Fontanelle hanno lasciato tracce anche nell’arte e nel cinema: basti pensare al film Viaggio in Italia di Roberto Rossellini, interpretato da Ingrid Bergman, o agli scatti fotografici di Mimmo Jodice. Oggi, questo spazio torna a vivere come punto di incontro tra storia, identità collettiva e dimensione spirituale, pronto ad accogliere nuovamente visitatori e comunità.

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