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Quel che resta di Venere? A nostro sommesso avviso, ancora tanto e per fortuna
Presentazione a Valle di Maddaloni dell'opera di Angela Lina Barbieri.

Venere

Nel Partecipare a convegni o presentazioni di libri, che trattano il tema della donna, talvolta ci si imbatte spesso e purtroppo in incontri stucchevoli, la solita sterile batracomiomachia, che contrappone l’uomo, di solito presentato come il lupo cattivo, lo zotico, l’ essere anaffettivo, alla donna che gli fa da contraltare, come magistralmente sintetizzato da Guccini nella sua evocativa poesia: “Lei la quiete, chitarra, vela, segreti, donna, calore, viole. Lui bar, alcol, nicotina, capelli indietro, cravatta, bici. Lei rayon, lei signorina, la permanente coi ricci”.

Per fortuna la presentazione del libro di Lina Barbiere è tutt’altra cosa, un racconto che rincorre fin dall’inizio delle pagine il bello, un racconto scorrevole, solare, pieno di visioni gradevoli, alla costante ricerca del sublime, che appunto è la visione di Venere.
Pregevoli tutti gli interventi, di qualità le performance dei musicisti Anna Rotaniello e Enrico Varriano, introdotti dalla regia di Michele Letizia, che ha presentato, prima del convegno, l’esposizione dei quadri a tema della serata, i lavori degli artisti: Sabina Russo, Daniela Colonna, Angela Maria De Rosa e Michel Benois Letizià.
L’apertura dei lavori è stata assegnata alla professoressa Adele Vairo, che ha esposto con maestria i punti salienti del libro di Lina Barbieri. L’autrice ha avuto un dialogo costante con i relatori, cosi con la professoressa Vairo come con il professore Luigi Di Nuzzo che ha affrontato la tematica del bello che nasce dalla conoscenza ma soprattutto dall’istinto.

Massimo Capasso ha sottolineato la profondità del lavoro dell’autrice, mentre Luisa Scalise ha affrontato tra l’altro anche la tematica delle difficoltà di Venere nell’essere accolta e accentata non per l’estetica ma per merito.
Resta comunque il rammarico che eventi di tale spessore, siano poco recepiti dai più, dando talvolta l’idea di partecipare a incontri da circolo chiuso, cosa che nella realtà non è assolutamente voluta dagli organizzatori..

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