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Pozzuoli – il dramma continua.

 

Pozzuoli – il dramma continua.

Siamo a quasi una settimana dalla scossa 4.7 che ha inginocchiato ancora una volta non tanto la citta’ alla quale approdo’ San Paolo, ma soprattutto la speranza degli abitanti per una ricostruzione sociale dopo anni di improvvisazione istituzionale, malversazione dei politici e brigantaggio degli imprenditori indigeni e non, tutti corsi e protesi ad approfittare del momento. I numeri gia’ sono da incubo : 1700 senza tetto, sloggiati dalle proprie abitazioni che non hanno resistito oltre che alla trascuratezza conservativa, alla ultima scossa tellurica. La fine di tutto con il tetto di niente, questo il titolo di cronaca appropriato.

Città fantasma di se stessa, anche perché della idea nell’inconscio collettivo rimane solo un archetipo, ma nulla più. Il commercio svilito e frammentario. Si ha voglia soltanto di ripararsi dalla prossima scossa.

L’ex Cinema “Sofia” in onore della Loren, in ristrutturazione funzione Resort per opera d’imprenditori non puteolani, unico cantiere aperto. L’aria e’ pesante perché la parola Monteruscello, evoca lo spettro dell’esilio.”Andare la’ ci dice uno sfollato, significa accettare la fine di tutto”, “inevitabile” aggiunge un altro disperato che ci tiene a ribadire che il quartiere dormitorio più che mai rappresenta il fallimento dei Stato anche se sul suo territorio vi si trova il Ristorante “Punto Nave”, quello più stellato della Campania.

Dal Prefetto al Governo tutti promettono interventi urgenti di riqualificazione. Nessuno ci crede, e un saggio anziano ci fa notare come da giorni i gabbiani siano spariti. Forse un presagio od un dato scientifico da non sottovalutare. “Presto tutto crollerà” convinta una mamma con il figlio in braccio ci dice a voce alta a cui fa eco il marito con un laconico “Speriamo presto”, proseguendo “solo cosi’ si potrà ricostruire “. Su tutti l’opinionista e storico Antonio Solpietro, che invece e’ ottimista : “A patto che vi sia un intervento deciso oltre che di ricostruzione sociale anche culturale di vicinanza senza mezzi termini”. “Pozzuoli una volta dovette intervenire con i suoi figli e figlie per ripopolare Napoli dopo che l’Imperatore Belisario aveva dopo l’assedio cruento raso al suolo la città”.Ora e’ ora di ricambiare con il cuore prima della carta bollata. “Ci dia una speranza” gli chiedo. Lui sorridendo , sempre in “tiro” tra i tanti concittadini che cercano un suo conforto ci annuncia che a settembre il ricavato del suo libro “Puteolaneita’ e dintorni ” servirà come borsa di studio per incoraggiare i giovani ora sgomenti. “Professore ma le due Sicilie , avrebbero fatto di più per Pozzuoli ?” ” Sicuramente, vi era una predilezione per questi posti.” Le due Sicilie avrebbero fatto di più per questo posti martoriati ?” ” Certamente , i Reali avevano capito la potenzialità strategica dei campi flegrei. Ferdinando II e’ noto per gli scavi effettuati presso l’Anfiteatro nell’ambito del recupero archeologico. Nel 1839 avviò i lavori di scavo e liberazione del sottosuolo per riportare alla luce l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli.Operò esercitazioni militari: Nel 1847 organizzò imponenti manovre ed esercitazioni con circa 20.000 soldati nel cuore dei Campi Flegrei, note localmente come la “guerra finta”.

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