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Ospedale Monaldi – Cuore da trapiantare bruciato

 

image0-10-300x225 Ospedale Monaldi - Cuore da trapiantare bruciato

Napoli – Ospedale Monaldi. Cuore da trapiantare bruciato.Solo rabbia, e soprattutto sgomento.Genitori che vedono scivolare via di l’ultima speranza.Genitori che accettano l’espianto per salvare un altro bimbo che non sarà il loro.In mezzo la burocrazia,le responsabilità e soprattutto l’angoscia.Il “bambin Gesù” e’ lapidario : comunque vada, altra trapianti non saranno possibili.
La Fede vacilla allora dove speranza e fiducia hanno fallito e sbaraccato le bancarelle dell’illusione.
“Si poteva fare “,”si doveva…..” ,”era meglio….”,ed altri sarcasmi del genere, propri del parlare a cazzo di cane ……
vengono ripetuti continuamente da tutti gli addetti ai lavori e non.
Bisogna stare zitti, soltanto zitti.La morte che segue il suo Karma ed il destino che decide di giocare a dadi. O di accetta o si accetta . Aut Aut scrisse Kirghehard, ed aveva ragione. Risultato non accettabile dall’amore di genitori. Inutile recriminare.
Rimane la consolazione di averci provato e la certezza di riprovarci ancora. Paradosso dei paradossi il sapere che la madre del bimbo trapiantato ha pregato senza saperlo affinché un altro bambino mettesse fine ai suoi giorni.

La sopravvive za e’ spietata .Stesso Dio per due mamme.Preghiere incrociate davanti al cuore di Dio, ridotto dalle religioni ad un giocatore di azzardo.Preghiere rivolte al nulla che chiamiamo Dio
perche’ ridotto alle nostre limitate fattezze,misere e finite di fronte all’ignoto.

Chiediamo a Dio di modularsi sulle nostre aspettative , pronti ad avvisarlo quando realizziamo pasticci.
Ed allora dinanzi alla consapevolezza del nostro invocare riscopriamo che ciò non corrispondere all’incontro che Dio vuole con noi.
La sofferenza dovrebbe educarci. I sopravvissuti al COVID e vaccini sono diventati più cattivi di prima, prova che l’uomo nasce lo redattore e che Sartre aveva ragione: l’inferno e’ l’altro e tutto ciò che ha creato nel recinto chiamato vita,nel quale non ci sono regole ragioni o risposte ma solo l’angoscia di vedere un proprio figlio andare via per he forse era stato deciso così’ dal destino che come e’ scritto in una canzone napoletana
” Cammin add’ho va va com’è ‘o cecate'”.

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