Oslo – Pecunia non olet

Oslo – Pecunia non olet, anche se riguarda paesi da sempre ritenuto culla della giustizia sociale e soprattutto di una liberalità estrema frutto di un grande rispetto delle tradizioni e delle culture. Norvegia come paese del Bengodi romantico e romanticheggiante sulla scia del re Olaf che viaggia in bicicletta.Sibo a quando anni fa non si scopre che l’estremo paese si confini d’Europa e’ produttore di petrolio senza saperlo.Tutto nuovo allora,il benessere la potenza e soprattutto la paura che qualcuno possa prenderlo iniziano il processo di dannazione ed allora ci si trasforma.Subito Bmackrock ed altri fondi cominciano a richiamare come le sirene , in un paese che forse non conosce a fondo l’Odissea e la fine riservata a chi cedeva al loro canto.
Improvvisamente i norvegesi si scoprono copadroni del mondo senza avere sviluppato negli anni un etica di controllo.Tutto e tutto subito non va bene soprattutto se poi il bisogno crea dipendenza.Da qui la scelta obbligata del Parlamento di agirare il Fair play della Corona rispetto all’embargo verso i prodotti Israeliani dovuto in virtu’ della Norvegia forse più grezza ma senza greggio.No Israele significa NO Stati Uniti alla stregua di NO MARTINI NO PARTY. Il rischio di rimanere fuori dalla congiuntura OPEC e’ troppo pericolosa .Le Renne ed i Babbo Natale devono essere un ricordo non una deriva di ritorno.Essere ricchi significa investire in tutto , vita o morte . I listini di Borsanon hanno morale alcuna.Gli investitori apparentemente sono preoccupati, ma in realtà sanno bene che la Norvegia non tornerà indietro e chiuderà un occhio all’export filo Sionista.Se il caso anche due.Questo e’ certo
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