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“Note di legalità”: a Maddaloni musica e parole che gridano contro la camorra
La voce di Daniela Di Maggio, l’affondo di Catello Maresca e l’intervista che accusa

MADDALONI Servizio a cura di Lucia Sforza– Nella Sala Iorio della Biblioteca Comunale non si è celebrato solo un convegno. Qui si è alzata una sfida. A volto scoperto, con la forza della musica e delle parole, contro la camorra che ha strappato la vita a Giovanbattista Cutolo, ragazzo e musicista, medaglia d’oro al valor civile.IMG-20250905-WA0030-1-113x150 “Note di legalità”: a Maddaloni musica e parole che gridano contro la camorraIMG-20250905-WA0027-2-113x150 “Note di legalità”: a Maddaloni musica e parole che gridano contro la camorra

Un incontro che porta un titolo delicato – “Note di legalità” – ma che dentro ha il peso delle ferite di un Paese intero. Perché in Campania la camorra non è mai “altrove”: è qui, nelle strade, nelle piazze, nelle scelte quotidiane.

 

Ad aprire i lavori Luigi Bove, consigliere comunale, con un ringraziamento alle forze dell’ordine e alla presenza costante della Associazione Nazionale Carabinieri di Maddaloni, sentinelle che ogni giorno sfidano il crimine organizzato, rischiando senza clamore.IMG_20250905_101649-1-113x150 “Note di legalità”: a Maddaloni musica e parole che gridano contro la camorra

 

Filippo Sasso ha parlato ai giovani: “Correte dietro i vostri sogni, non perdete tempo in dispute futili. E soprattutto ascoltate: chi vi ama, chi vi ha preceduto, chi vi vuole salvi.”

 

Ma è con l’intervento del magistrato Catello Maresca che la sala si è fatta lama:

“Ha senso parlare ancora di legalità? Ci crediamo davvero o ci limitiamo a fingere? La società manda segnali di imbarbarimento: aggressioni sui social, sguaiatezza trasformata in valore. Eppure i Romani si distinguevano dai barbari non per la guerra, ma per il diritto. Oggi la differenza la fa ancora la legge. E senza rispetto, senza maestri che guidino, la battaglia sarà persa.”

 

Accanto a lui, il dolore trasformato in militanza di Daniela Di Maggio, madre di Giogiò, che non smette di gridare la sua richiesta di giustizia, trasformando il lutto in impegno civile.

 

La musica del maestro Enrico Bellotta ha fatto il resto: note che hanno squarciato il silenzio, ricordando che l’arte può essere arma più potente delle pistole.

 

L’intervista che accusa

A margine dell’evento ho raccolto le parole di Maresca in un dialogo che va oltre la cronaca, perché tocca il cuore della questione: la mafia che divora i giovani e l’economia.

 

D: Se la colpa non è davvero di noi giovani, come mai la mafia continua a reclutarci come soldati, senza possibilità di scelta a parte la morte?

Maresca: “Perché sono l’anello debole. Non hanno ancora strumenti di difesa, né direzioni chiare. La criminalità li intercetta presto, li usa come forza lavoro per i propri processi di accumulo economico.”

 

D: Gli ultimi dati Istat hanno sostenuto che l’aumento del Pil italiano deriva dai lavori occulti della ’ndrangheta. Lei come reagisce?

Maresca: “È una vergogna nazionale. Da quando il reddito criminale è entrato nel Pil ci siamo accorti che la mafia condiziona persino l’economia che dovrebbe essere intoccabile. E invece, una volta che il capitale mafioso si aggancia al lavoro, ai giovani, alle ambizioni ancora confuse, la battaglia si fa più dura.”

 

D: Parlo a nome mio e dei colleghi che scelgono lo Stato, che rinunciano alle lusinghe della vita facile offerta dalla camorra, ma continuiamo a ricevere minacce di morte. Come dovremmo reagire?

Maresca: “Bisogna denunciare, sempre. È il presupposto. E poi bisogna creare rete: perché la solitudine è la vera vulnerabilità. Restando soli si muore, restando insieme si vive. Non abbassare la testa, mai.”

Queste parole non sono slogan. Sono ordini.

Perché a Maddaloni, ieri sera, si è gridato che la camorra non avrà l’ultima parola. E che la memoria di Giovanbattista Cutolo,ragazzo innocente,sarà la miccia di una battaglia che non finisce qui.1693570845863_Foto_nuova_Cutolo-768x1024 “Note di legalità”: a Maddaloni musica e parole che gridano contro la camorra

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