Nord – Sud: due pesi e due misure
Nord e sud ossia un'Italia che chiagne e fotte e un'altra che ha fra le sue città storiche Napoli
Nord – Sud: in Italia i media hanno un modo molto particolare di rivolgersi al pubblico. Il nord è rappresentato quella parte produttiva laboriosa, generosa, accogliente, a volte ingenua; il sud approfittatore, ignorante, fannullone. Lo sport è uno specchio abbastanza fedele di questa abitudine. Se vince l’Inter, la Juventus, il Milan è perché sono le più forti, le società più organizzate, se domina il Napoli è perché ce lo hanno concesso o perché non si sono impegnate. La recente partita con l’Inter ne é una chiara dimostrazione.
I giudizi dei media
Sull’episodio del rigore dato al Napoli, Marelli su Dazn ha dichiarato che Di Lorenzo cerca il contatto, cosa negata da tutti i calciatori in studio. Lo stesso opinionista non dette la stessa interpretazione in un caso analogo avvenuto in Inter – Napoli dello scorso campionato che ha visto protagonista Anguissà. Lo stesso dicasi per il rigore causato da Buongiorno (netto) e quello, non dato, due anni fa ai danni della società meneghina con Dumfries protagonista. Comunque, senza entrare nel merito degli episodi, l’interpretazione di Dazn è sempre contro il Napoli. Comportamenti diseguali hanno pure Tuttosport, Sportitalia e La Gazzetta che si giustificano sostenendo che la loro audience è formata principalmente da juventini, interisti o milanisti. Nord- Sud: due pesi e due misure.
La verità è che Napoli non ha editori napoletani di rilievo nazionale, perfino lo storico quotidiano napoletano “Il mattino” è di proprietà della famiglia romana dei Caltagirone.
Non solo il calcio
Purtroppo, questa discriminazione avviene in tutti i campi: Radio 24 continua a far trasmettere la trasmissione “La Zanzara” condotta da Giuseppe Cruciani, il quale non perde occasione per diffamare Napoli ed i napoletani. Del Debbio che costruisce le sue trasmissioni in modo tale che l’immagine dei meridionali fosse sempre quella degli ignoranti, fannulloni.
Il PNRR e il DEF
I 209 miliardi di euro del PNRR, ottenuti per la maggior parte con lo scopo di equilibrare il PIL del nord e quello del sud, sono stati divisi in parti uguali.
La divisione dei fondi ordinari continua ad avvenire in base alla spesa storica o, in altre parole, agli effettivi beneficiari delle prestazioni. In pratica chi non ha, chiagne, chi non ha continua ad avere, cioè chiagne e fotte. Marco Esposito, presidente del movimento 34testalsud, denuncia che se una famiglia iscrive un figlio ad una università privata del sud ha 1000 euro di sgravi fiscali rispetto a chi lo iscrive ad una del nord.
Historia magistra vitae
Questo è un andazzo che parte dal 1861, passa per il ventennio fascista, continua con la divisione dei soldi del piano Marshall e con la Cassa del Mezzogiorno. Quando sorse il movimento del brigantaggio, Il Regno d’Italia adottò lo Statuto Albertino al nord e la legge Pica al Sud e, oggi, non è cambiato niente. Nord – Sud: due pesi e due misure. Un popolo due Stati, fino a quando dovrà durare questo centenario abuso?
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