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Milano Piazza Affari – Il titolo di oggi Banco BPM
Azioni sotto la lente: Banco BPM

Breve storia:

Chi lavora o lavorava nel settore bancario, o anche chi vive nel nord del paese, dove ce ne sono ancora diverse, certo conosce bene la realtà delle Banche Popolari (o di Credito Cooperativo).

All’inizio degli anni 2000, tra tante piccole realtà bancarie di questo tipo, esistevano anche importanti istituti di credito giuridicamente costituiti sotto forma di Banche popolari o Bcc. Nelle regioni del nord Italia, la Banca Popolare di Novara, la Popolare di Lodi, e la Popolare di Verona, giusto per fare un esempio, erano tra le più importanti. Nel tempo divennero istituiti di credito di una certa rilevanza non solo nelle tre province e regioni di appartenenza, ma una realtà importante in tutto il Nord del paese. A seguito di una fase preliminare di accordi, con successive fusioni avvenute tra queste tre banche che si completarono intorno agli anni 2010/2011, nacque il gruppo bancario Banco Popolare.

Nel 2016 il gruppo Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano (BPM), la più importante realtà milanese sotto forma di banca cooperativa, siglarono un protocollo d’intesa al fine di integrarsi tra loro. Nell’ottobre dello stesso anno le assemblee straordinarie delle due banche convocate in contemporanea approvarono la fusione con decorrenza 1^ gennaio 2017. Nacque così il Gruppo Banca BPM Spa che appena costituito contava su un insieme di circa 25000 dipendenti e 2300 filiali. Seguì poi una riorganizzazione aziendale radicale.

La banca oggi:

Il Gruppo Banco BPM in poco tempo si è ben presto rafforzato aprendo filiali in varie regioni italiane operando in tutti i tradizionali settori del credito, per privati ed imprese, comprendendo anche servizi di investimento ed assicurativi, con un occhio di riguardo alle esigenze delle associazioni del terzo settore e delle cooperative sociali.

Il gruppo bancario oggi può essere considerato il quarto a livello nazionale, con una forza di circa 19000 dipendenti, 1400 filiali, 6 miliardi di euro di ricavi operativi, ed un utile netto di 2,08 miliardi di euro nel 2025.

Azionisti di maggioranza del gruppo sono: Credit Agricole S.A. con il 19,8% ed il fondo BlackRock con il 5,03% Fondazione Enasarco e Norges Bank rispettivamente con il 3%. Il flottante è ampio, circa il 60%, anche se detenuto in buona parte nei portafogli di investitori istituzionali (banche, fondi e sicav).

Le azioni BPM hanno sempre premiato gli azionisti, infatti oltre ad un pagamento costante, il dividendo è stato crescente negli anni, anche in virtù degli utili, tanto da pagare nell’ultimo anno un euro per azione con un acconto di 0,56 centesimi pagati a novembre 2025 ed un saldo proposto di 0,54 centesimi.

Andamento del titolo in borsa:

Il primo giorno di quotazione, 2 gennaio 2017, il titolo chiuse a 2,50 euro.  In seguito l’andamento è stato rialzista toccando un massimo di prezzo nello stesso anno di 3,50 euro. Ma alla fine del 2018, anno negativo in borsa per i titoli bancari, l’azione a distanza di due anni esatti dall’esordio a Piazza Affari valeva 1,88 euro.

Tornando a tempi recenti vediamo che al 30 dicembre 2024 il titolo valeva 7,81 euro, con un guadagno in quell’anno di circa il 60%. L’ultimo giorno del 2025 la quotazione era di 13,02 euro, un ulteriore notevole guadagno nello scorso anno che ha portato il titolo ai massimi storici.

Da gennaio di quest’ anno il trend più incerto e volatile ci ha mostrato una punta massima di prezzo il 5 febbraio a 13,28 euro, per poi riportare il valore dell’asset a 11,73 di venerdì 13 febbraio; prezzo più basso da cinque mesi.

 

Analisi tecnica del titolo segnala:     resistenza 1      12,45          resistenza   2        13,36        supporto  1       11,54          supporto 2       11,19

Le sedute della settimana 9/13 febbraio hanno visto il titolo costantemente al ribasso e con un incremento dei volumi che sono passati da una media di quattro milioni di azioni scambiate quotidianamente ad una punta massima di oltre dieci milioni lo scorso venerdì quando la variazione negativa di prezzo è stata la peggiore (-4,43%). Già precedentemente i prezzi in discesa sono stati accompagnati da un incremento dei volumi scambiati.

Martedì 17 febbraio il titolo ha chiuso a 12,01 in leggero recupero in questi due giorni +2,2%. La ripresa però non da certezze circa una ripartenza del trend rialzista, questo perché gli ultimi giorni lo scostamento del titolo nei confronti dell’andamento dell’ FTSE Mib si è accentuato. Importante sarà vedere il comportamento del titolo nelle prossime sedute. Il supporto 1 è vicino ed in caso di ribassi ulteriori la sua tenuta sarà un test importante. La fase attuale orienta alcuni analisti alla prudenza, almeno nel breve periodo. Tutte le analisi di lungo periodo però concordano su rialzi di prezzo anche consistenti.

 

Attenzione il presente articolo è da intendersi solo divulgativo non ha nessun fine di proposta e tantomeno consiglio di investimento.

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