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Max Mara incanta il Sud: sfilata-evento alla Reggia di Caserta con star globali

La moda sceglie il Mezzogiorno e Max Mara lo fa con lo stile che l’ha resa icona internazionale.

La storica maison emiliana ha presentato alla Reggia di Caserta la collezione «Resort 2026 – Venere Vesuviana», un tributo a Napoli e al suo patrimonio di sensualità, storia e luce. «Napoli, 1951.

La rinascita italiana del dopoguerra prende forma tra le vie assolate, i film in bianco e nero, la sensualità disinvolta delle donne», si legge sul sito ufficiale della griffe, che rilancia il legame con il Sud Italia a partire proprio da dove «tutto è cominciato».

Un’operazione di storytelling culturale e imprenditoriale, che unisce eleganza sartoriale, memoria cinematografica e visione contemporanea.

L’organizzazione, ha invaso positivamente il golfo di Napoli: quartier generale all’hotel Santa Lucia, alberghi del lungomare esauriti, arrivi internazionali da Asia, Stati Uniti e Europa. A sfilare, non solo modelle, ma Sharon Stone e Gwyneth Paltrow, volti simbolo della nuova linea.

L’evento, riservato a stampa, buyer e celebrità, ha trasformato la Reggia in un palcoscenico d’eccellenza. «Questo gioiello voluto da Carlo di Borbone è un simbolo di armonia tra rigore e passione, come la nostra moda», spiegano gli organizzatori. Non è la prima volta: nel 2021 fu Ischia a ospitare l’evento post-pandemia, e in passato le collezioni hanno fatto tappa a Venezia, Stoccolma, Lisbona. Ma mai come ora l’asse moda-cultura ha assunto un profilo così strategico per l’immagine del Sud. Blu turchese, verde oliva, giallo oro: la palette cromatica della collezione riflette i paesaggi del Sud. Dietro il titolo «Venere Vesuviana» si cela una narrazione visiva che celebra «l’estetica classica e la continua ricerca dell’innovazione».

Alle 10 di stamane, nel corso del punto stampa a Santa Lucia, è stata annunciata anche una «sorpresa» pensata per rinsaldare i legami con l’artigianato napoletano, destinata a diventare centrale nei futuri progetti della maison. Un chiaro segnale d’investimento nel territorio, non solo come cornice estetica, ma come fonte di competenze e identità.

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