Lunedì 22 settembre 2025: sciopero per la vita
Il 22 settembre è indetto una sciopero affinché i bambini e non le armi restino il nostro futuro
Lunedì 22 settembre è annunciato uno sciopero generale per gli avvenimenti di Gaza. Mi sono chiesto: partecipo? Posso permettermi di perdere settanta euro? Mentre mi pongo la domanda, penso a che livello di miseria siamo giunti noi dipendenti. Così ho tentennato ma mi sono detto che responsabilità ho come uomo, come padre e come docente?
In famiglia
Ritengo imperdonabile trasmettere ai miei figli l’idea che si possa voltare lo sguardo di fronte all’ingiustizia. Non posso permettere che crescano vedendo in me l’indifferenza dinanzi al dolore di migliaia di esseri umani. La compassione, il senso di responsabilità verso chi soffre, sono pilastri morali che desidero scolpire nel loro cuore, non solo con le parole, ma con l’esempio. Cosa avrei fatto al posto dei palestinesi? Cosa avrei provato per coloro che assistono muti alla lacerazione del sangue del mio sangue e al dolore che cresce. Sono napoletano e mi è stato insegnato una grande verità che mi lacera da dentro: i figli so’ figli.
A scuola
Sono un insegnante di matematica ma, fuori della lezione, mi capita di parlare con i miei allievi. In questi giorni mi è accaduto di dire loro che non bisogna essere apatici davanti a gesti di violenza, a cominciare dagli atti di bullismo, fino alla feroce prevaricazione di un popolo, invitandoli a interessarsi del loro prossimo anche se la loro vita non sembra esserne scalfita. Cerco di fare capire che, in qualche modo, l’indifferenza rischia di colpire anche loro, perciò, adesso che ne ho l’occasione, non mi volterò da un’altra parte pensando che: “tanto non serve a niente”.
Il popolo unito
Mi dicono che gli interessi economici sono grandi, a cominciare dalle industrie che producono armi, che sono: “una goccia nel mare”! Il popolo ebreo, il popolo eletto, il popolo che più ha subito al mondo, il popolo che ha reagito con intelligenza, attraverso la loro cultura, come può accettare che le persone che li rappresentano prendano delle decisioni così crudeli. Ho ripensato, allora, quando da bambino, la mia insegnante di musica ci fece sentire un brano: “El pueblo unido jamas serà vencido”! Allora riscopro una banalità che sono tante gocce che formano il mare e che solo un popolo di qualsiasi bandiera, estrazione e razza, ma unito dai diritti fondamentali degli uomini, potrà superare qualsiasi crudeltà. Gandhi diceva che: “I dittatori possono sembrare forti, invincibili ma, alla fine, cadono sempre”.
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