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L’invasione delle targhe polacche a Napoli finisce sul “Financial Times”: stimati 60mila veicoli fantasma

Il caso delle immatricolazioni estere all’ombra del Vesuvio diventa uno scandalo internazionale. Il prestigioso quotidiano economico britannico Financial Times ha acceso i riflettori su un fenomeno di enormi proporzioni che coinvolge il capoluogo campano: si stima infatti che circa 60.000 automobilisti, concentrati prevalentemente a Napoli e provincia, abbiano trasferito la proprietà dei propri veicoli a società fittizie situate in Polonia al solo scopo di reimmatricolarli con targa polacca.
Il meccanismo, basato su un vero e proprio mercato parallelo, garantisce agli utilizzatori un illecito risparmio economico fino al 70% sui costi di bollo e RC Auto, oltre a una sistematica elusione delle sanzioni per le violazioni del codice della strada.
Il meccanismo, basato su un vero e proprio mercato parallelo, garantisce agli utilizzatori un illecito risparmio economico fino al 70% sui costi di bollo e RC Auto, oltre a una sistematica elusione delle sanzioni per le violazioni del codice della strada.
Le dimensioni del raggiro sono state quantificate dai vertici della PBUK, l’agenzia nazionale polacca degli assicuratori auto. Secondo le dichiarazioni rilasciate al quotidiano londinese dal vicepresidente dell’ente, Piotr Zadrozny, la pratica non solo è in fortissima espansione, ma risulta strettamente connessa alle dinamiche della criminalità organizzata.
I dati economici legati ai sinistri stradali confermano un’impennata verticale del fenomeno. Nei primi otto mesi dell’anno, i rimborsi gestiti dalla Polonia per incidenti avvenuti sul territorio italiano che hanno coinvolto auto con targa polacca sprovviste di reale copertura assicurativa hanno toccato quota 35 milioni di zloty (circa 8,9 milioni di dollari). Una cifra che surclassa i 18 milioni registrati nell’intero anno precedente e i soli 7 milioni registrati nel periodo antecedente. La stragrande maggioranza di questi veicoli, ha evidenziato Zadrozny, non ha mai transitato sulle strade polacche.
Lo stratagemma consente inoltre di azzerare i verbali per infrazioni stradali o divieti di sosta. I sistemi di controllo inviano le notifiche cartacee in Polonia presso le sedi di società fantasma prive di reale attività, rendendo di fatto impossibile la riscossione dei crediti da parte dei comuni italiani.
Tuttavia, il sistema presenta pesanti rischi per gli stessi automobilisti italiani che decidono di affidarsi a queste agenzie d’affari. Spesso, infatti, i clienti diventano a loro volta vittime di truffe: le società che assumono la finta intestazione del mezzo incassano il denaro ma evitano di stipulare o rinnovare i contratti assicurativi promessi. Di conseguenza, molti conducenti circolano in Italia del tutto ignari di guidare un veicolo privo di copertura assicurativa, esponendosi a gravissime conseguenze civili e penali in caso di incidente.
Le autorità doganali e le forze dell’ordine di entrambi i Paesi hanno già intensificato i controlli sul territorio per contrastare la rete di importazione di targhe e documenti fittizi.

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