Le Borse Mondiali ed i mercati Finanziari dal 7 all’11 settembre 2026
Nella settimana in cui si pronuncerà la BCE in materia di tassi e negli Usa verrà reso noto il rapporto sull'inflazione le borse sono tutte al ribasso, salvo un recupero venerdì per Europa ed Usa. Si impenna il prezzo del petrolio.
Geopolitica e scenario internazionale: l’ultimo fine settimana 5 e 6 settembre è stato portatore di qualche novità nel quadro geopolitico internazionale. Se da un lato sul fronte bellico del Golfo Persico nulla è cambiato, anzi fa notizia che gli Usa hanno attaccato due petroliere iraniane all’interno del Golfo, qualche spiraglio di novità si vede sul conflitto Russia-Ucraina. Riparte infatti la trattativa diplomatica condotta da Trump attraverso i suoi emissari che sono atterrati in Europa e che sabato e domenica hanno incontrato separatamente prima Putin poi Zelensky. La delegazione americana composta da Jerad Kushner (genero di Trump) e Steve Witkoff ha incontrato il leader del Cremlino sabato a Mosca, per poi spostarsi domenica a Kiev dove ha avuto un colloquio con V. Zelensky. Per l’occasione Putin ha garantito una tregua di tre giorni con il cessate il fuoco al fine di garantire che i colloqui e gli spostamenti della delegazione diplomatica Usa si possano svolgere con serenità. E’ superfluo aggiungere che affinchè gli incontri possano avere un risultato positivo e portare alla fine della guerra occorre raggiungere un compromesso. Nel caso delle due nazioni in conflitto la discussione si inceppa sempre sui territori da spartirsi, ed è proprio su questi argomenti che le trattative vanno in stallo. Infatti se i rappresentanti della diplomazia americana si sono dichiarati in parte soddisfatti degli incontri e sono convinti che presto si possa arrivare ad un incontro trilaterale, Zelensky si dichiara meno ottimista comunicando che l’Ucraina dovrà affrontare un nuovo inverno di guerra. Da Mosca infine, hanno fatto scalpore le parole del ministro degli esteri russo Lavrov relativamente ai droni su Lipsia. Lo stesso ha dichiarato che la Germania senza fare indagini approfondite ha accusato che i tre droni carichi di esplosivo trovati nell’aeroporto di Lipsia fossero russi. Questo è l’inizio di una vera guerra ha dichiarato Lavrov.
Sul fronte libanese-israeliano occorre segnalare che ci sono stati nuovi raid di Israele nel sud del paese che hanno causato almeno undici morti tra cui due neonati. Meraviglia la notizia pervenuta secondo la quale il leader israeliano Netanyahu ordina di smantellare gli avamposti illegali dei coloni in Cisgiordania, sembra su pressioni americane.
Tornando in Europa segnaliamo che domenica nelle elezioni avvenute in Germania, nel comprensorio della Sassonia, ha vinto il partito di estrema destra AFD il cui giovane leader Ulrich Siegmund viene visto molto vicino a Putin ed al mondo Maga (Make America Great Again) americano. Scossone quindi all’attuale governo tedesco che sta già traversando un difficile momento.
Da un punto di vista più strettamente economico ci saranno due eventi importanti in questa settimana, giovedì 10 riunione della BCE per decidere su un eventuale aumento dei tassi. Venerdì 11 verrà reso noto il rapporto sull’inflazione negli Stati Uniti. Da questo risultato potrebbe scaturire una decisione della Fed in merito ai tassi. Per dovere di cronaca la BCE come da previsione ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto (0,25%), come poi era ampiamente previsto. I dati dell’inflazione Usa per il mese di agosto si sono rilevati in linea con le attese (3,4% su base annua) e stabili rispetto a luglio.
Borse mondiali ed Europee: Primi tre giorni della settimana con le borse asiatiche contrastate e comunque tendenzialmente al ribasso o poco mosse. Fa eccezione la solita piazza di Seul il cui indice Kospi se guadagna qualche punto lo deve solo ai rialzi dei titoli tecnologici in esso contenuti. Piazze europee tutte deboli o al ribasso, alcune più pesanti come Zurigo e Madrid, altre un poco meno. Non è escluso che i mercati del Vecchio Continente stiano scontando anticipatamente un rialzo dei tassi che la BCE potrebbe comunicare giovedì. Le borse Usa dopo la chiusura per festività di lunedì procedono deboli martedì e mercoledì. Superato metà periodo le borse europee mostrano qualche segno positivo giovedì, mentre in Asia i listini sono tutti al ribasso ad eccezione dei due indici giapponesi leggermente positivi. Negativi anche gli andamenti degli indici di Wall Street che in chiusura lasciano sul terreno tra il mezzo punto percentuale dell’S&P500 fino all’1% del Nasdaq. L’ultimo giorno della settimana vede le negoziazioni sulle piazze asiatiche al ribasso per tutta la seduta con chiusura negativa per tutte le borse. In Europa al contrario i listini tentano un recupero generalizzato. Rialzi diffusi già da inizio seduta che si vanno a rafforzare con l’andare delle ore e che permettono alle borse europee di terminare tutte positive. Piazza Affari oltre ad essere la migliore di giornata con un guadagno dell’1,36% è l’unica piazza che ha addirittura terminato il periodo in guadagno. Anche a Wall Street l’ultima seduta di settimana si è impostata subito con tutti e tre gli indici al rialzo. Tale tendenza è proseguita fino alla chiusura consentendo anche in questo caso alla borsa americana di recuperare parte di quanto perso durante questi cinque giorni.
Mercato obbligazionario domestico e spread: Andamento a senso unico per il settore in oggetto. Tutta la settimana abbiamo assistito ad una salita costante e continua dello spread e dei rendimenti. Questo movimento iniziato già la scorsa settimana, in questi cinque giorni ha assunto una forma più marcata e decisamente non è un buon segnale. I motivi di tutto ciò sono legati ad una serie di eventi concatenati. La situazione incandescente sul fronte bellico tra Iran ed Usa, dove in questi giorni gli attacchi alle petroliere ed agli impianti di produzione petrolifera si stanno intensificando non fa altro che far salire il prezzo del greggio. Il rialzo del valore del barile di petrolio genera un ampio rialzo di prezzi su tante materie prime e su prodotti finiti. Si innesta pertanto una spirale inflazionistica che per essere in parte arginata spinge le Autorità Monetarie ad alzare i tassi di interesse. Nel settore finanziario i mercati azionari ne risentono ed i listini tendono a deprimersi, così come i prezzi dei Titoli del Debito Pubblico nazionale. Di questo ne stanno risentendo tutti i paesi europei, facendo di conseguenza lievitare i rendimenti dei titoli in circolazione. Quando poi i tassi di interesse salgono ufficialmente è ovvio che anche le nuove emissioni di Titoli di Stato saranno proposte con tassi più alti, si entra così in un meccanismo che diventa sempre più oneroso in termini di interessi per la nazione emittente. Ritornando ai numeri abbiamo visto lo spread salire in questi giorni da 82 ad un massimo di 88 punti base, ma sono i rendimenti a preoccupare di più, infatti li abbiamo visti lievitare dal 4,18% di lunedì fino al 4,39% di giovedì (ad inizio agosto il valore era fermo al 3,88%).
Mercato valutario: Anche questa settimana le due valute protagoniste sul Forex sono il Dollaro e lo Yen. La tendenza di entrambe le valute resta la stessa, il biglietto verde continua a manifestare segni di debolezza contro l’Euro, ed il cambio è salito fino a 1,1636 (nella giornata di mercoledì). La valuta nipponica invece continua a rafforzarsi ed il cambio con la valuta europea scende sempre di più 178,60 (nella giornata di mercoledì). Nella seconda parte del periodo osservato abbiamo avuto una leggera inversione di tendenza, dove nei confronti dell’Euro il biglietto verde ha recuperato qualche punto mentre lo Yen si è di poco indebolito riportando il cambio sopra quota 179. L’ultimo giorno di mercato abbiamo constatato che entrambe le valute hanno avuto nei confronti della Moneta Unica una discreta resilienza ed i rispettivi cambi hanno toccato i minimi di settimana.
Petrolio Brent: I venti di guerra nel Golfo Persico non accennano a placarsi, gli attacchi da parte degli americani contro petroliere ed altre strutture iraniane, già descritte, sono proseguite causando la reazione del paese asiatico che ha risposto di conseguenza. Per tale motivo il prezzo del petrolio è partito con una forte tendenza rialzista già dagli scambi notturni di lunedì. Le prime quotazioni in apertura in Europa lo segnalavano già a 97$ a barile contro i 95$ di venerdì 4 settembre. La tendenza rialzista continua a manifestarsi durante tutte le sedute e già a metà settimana è stata superata la soglia psicologica dei 100 dollari a barile. A rendere il prezzo del barile ancora più caldo aggiungiamo le parole dissennate del presidente Trump che ha detto, mentre nell’area di Hormuz si sparava a più non posso, che il conflitto finirà solo dopo le elezioni di medio termine previste per novembre. Immediata risposta del mercato: il prezzo è schizzato a 105 dollari. Anche un dato strettamente tecnico ha contribuito all’impennata di prezzo di giovedì: l’Arabia Saudita ha comunicato che nell’ultimo mese di agosto la sua produzione di petrolio è scesa ai minimi dal 1990; questo a causa della guerra e della difficoltà di circolazione del greggio su tutta l’aera medio orientale. I minimi e massimi di periodo hanno oscillato tra i 97 ed i 108 dollari a barile, tetto massimo questo registrato giovedì.
Oro: Il bene rifugio per antonomasia non è stato tra gli asset protagonisti di questi cinque giorni. Ci saremmo magari aspettati un maggiore interesse sull’oro, visto il momento di incertezza generale. Ma evidentemente la vecchio adagio secondo il quale quando salgono i tassi scende il prezzo del metallo giallo mai come ora si sta dimostrando valido. Durante tutta la settimana infatti il prezzo dell’oro ha oscillato in una forbice abbastanza ristretta che ha visto i massimi a 4403 ed i minimi a 4345 dollari l’oncia, questi ultimi toccati proprio tra giovedì pomeriggio e venerdì, quando la decisione del rialzo del tasso di interesse era oramai una certezza.
| Date | 07/09/26 | 08/09/26 | 09/09/26 | 10/09/26 | 11/09/26 |
| FtseMib | 52230 | 52177 | 51875 | 51807 | 52512 |
| Dax(D) | 25982 | 25993 | 25576 | 25401 | 25569 |
| Cac40(Fr) | 8306 | 8318 | 8157 | 8117 | 8180 |
| Ftse100(Gb) | 10822 | 10812 | 10670 | 10609 | 10650 |
| Smi(Ch) | 14279 | 14058 | 13805 | 13740 | 13775 |
| Ibex35(E) | 20022 | 19974 | 19695 | 19660 | 19838 |
| Dow Jones | chiusa | 52786 | 52381 | 52064 | 52573 |
| Nasdaq100 | chiusa | 29508 | 29422 | 29104 | 29368 |
| S&P500 | chiusa | 7673 | 7636 | 7592 | 7657 |
| Nikkei225 | 66400 | 65269 | 65143 | 65271 | 64011 |
| Eur/Usd | 1,1622 | 1,1614 | 1,1652 | 1,1616 | 1,1592 |
| Eur/Gbp | 0,8589 | 0,8574 | 0,858 | 0,8591 | 0,8581 |
| Eur/Chf | 0,9405 | 0,9425 | 0,9404 | 0,9432 | 0,9451 |
| Eur/Yen | 179,85 | 179,2 | 178,59 | 179,09 | 178,56 |
| Petrolio Brent | 97,88 | 97,92 | 101,5 | 105,87 | 105,17 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($oncia) | 4413 | 4355 | 4402 | 4366 | 4363 |
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