Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 6 al 10 aprile 2026
Borse mondiali ed europee con il fiato sospeso in attesa di una tregua nel conflitto medio orientale. Sulla notizia poi arrivata, mercoledì grande performance delle borse. Scende il petrolio, risale l'oro, Dollaro debole
Geopolitica, avvenimenti internazionali, economia nazionale: bisogna purtroppo constatare che durante il weekend pasquale i vari conflitti sparpagliati nel mondo non hanno avuto soste. In Medio Oriente continuano i lanci di missili contro l’Iran e le sue basi petrolifere; anzi uno di questi ordigni è caduto vicino ad una centrale nucleare. L’Iran risponde colpendo dove può siti strategici nei paesi del Golfo Persico o i territori israeliani. Ma anche gli scontri tra Russia ed Ucraina vanno avanti senza sosta, continuano ad esserci anche vittime civili, ma se ne parla di meno dopo lo scoppio del nuovo conflitto in Medio Oriente. Intanto il nostro capo di governo G. Meloni ha fatto una breve visita nei Paesi Arabi incontrando i leader dei loro governi per stringere accordi per forniture di petrolio e gas. Ciò che scrivemmo un paio di settimane fa si comincia a verificare prima del previsto: in quattro aeroporti italiani ci saranno cinque giorni di razionamento di kerosene con forniture limitate ad aerei i cui voli sono di tratta inferiore alle tre ore, o non sono strettamente necessari.
Lunedì: Borse asiatiche contrastate nella prima riunione della settimana, scendono le borse cinesi, sale quella di Tokyo (Nikkei +0,55%) e la borsa coreana. Anche oggi restano chiuse le piazze europee per le festività pasquali. E’ regolarmente aperto il Forex, i cambi restano stabili rispetto a venerdì. Alle 11,15 vediamo che il cross €/$ è 1,1556 mentre €/Yen 184,20. Vivaci anche gli scambi sul settore materie prime, a tale proposito è di ieri la notizia che l’Opec annuncia dopo l’ultima riunione di avere programmato l’aumento di produzione per 206 mila barili di greggio al giorno a partire dal mese di maggio. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui vediamo stamattina il prezzo del Brent in flessione dai massimi. Alle 11,15 registriamo 107$ a barile. Sale invece il prezzo dell’oro che si scambia alla soglia dei 4700$ l’oncia. Nel pomeriggio riapre la borsa americana e dopo due ore di scambi i tre indici da noi seguiti sono tutti in moderato rialzo. Anche oggi non ci sono i rilevamenti ufficiali di Bankitalia sui cambi pertanto ci limitiamo a segnalare i valori delle 17,30 dei cambi €/$ ed €/Yen, rispettivamente 1,1538 e 184,34. Siccome anche per i metalli preziosi non ci sono rilevamenti ufficiali riportiamo quanto letto sui nostri siti di riferimento alle 17,30 l’oro vale 4668$ ed il petrolio Brent 109,30$.
Martedì: Chiusura in moderato rialzo ieri sera per la borsa americana seguendo quello che è stato l’andamento della seduta. Anche le piazze asiatiche hanno chiuso con segni positivi, ad eccezione di Hong Kong -0,70% e la Cina. In Giappone stabile il Nikkei e leggermente al rialzo il Topix. Riaprono le borse europee e dopo la prima mezz’ora di scambi notiamo che l’andamento non è uguale a tutte le piazze. Moderato rialzo per Milano Parigi e Madrid, al ribasso le altre piazze. Ma lo scenario cambia rapidamente e dopo tre ore di scambi tutte le piazze girano al rialzo. Milano e Madrid sono le migliori con oltre +1%. In Piazza Affari salgono Stmicroelectronics e Ferragamo con oltre il 6% di guadagno, bene anche i titoli bancari. Cede invece Leonardo proprio il 6%. Sul mercato valutario i cambi restano in linea con i valori di ieri, €/$ 1,1563 mentre €/Yen 184,50. Materie prime con il petrolio Brent il cui prezzo ora resta in area 108$ ma le prime ore di scambi hanno visto il barile passare di mano ad oltre 110$. Ben più volatile stamane il prezzo dei metalli preziosi, l’oro ha oscillato di circa cento dollari in area 4600/4700 l’oncia già dalle prime battute. Ora (12,15) lo registriamo a 4675$. Continuo su e giù anche del prezzo dell’argento ora in area 73$. Infine constatiamo che il mercato obbligazionario domestico è ripartito questa mattina con un certo ottimismo. Lo spread segna 84 punti i rendimenti scendono al 3,84%; i prezzi dei Btp sono tendenzialmente al rialzo. Ma il rialzo si dimostra effimero e di breve durata, l’inversione del trend inizia nella tarda mattinata, ed all’apertura della borsa americana, gli indici europei sono tutti già negativi. Il tutto peggiora ulteriormente imitando Wall-Street. Le ultime due ore di scambi infatti confermano i segni meno, in chiusura la peggiore Zurigo -1,48%, segue Francoforte -1%. Milano termina con un -0,47%, i titoli al rialzo evidenziati prima confermano la performance, ma Leonardo ad esempio aumenta il ribasso finendo con un -8%. Invertono la tendenza anche i titoli bancari ed alcuni titoli industriali ed energetici. Sul mercato valutario registriamo i primi fixing ufficiali che confermano una certa debolezza di Dollaro e Yen nei confronti dell’Euro, situazione che nel pomeriggio si accentua ulteriormente. Stabile la Sterlina mentre anche il F. Svizzero cede nei confronti della Moneta Unica ed il cambio sale ulteriormente a 0,9258. Il prezzo del greggio è di nuovo in salita nel pomeriggio (110$) mentre scendono i prezzi dei metalli preziosi (oro 4620$ e 69$ argento), questa è la prova dei continui cambi di direzione che oggi hanno subito i prezzi in parecchi settori finanziari. Ovviamente anche il settore del reddito fisso inverte la tendenza. Ultimo spread a 91 punti rendimenti al 3,99%.
Mercoledì: Deboli ieri sera in fase di chiusura le borse Usa, tutti e tre gli indici hanno chiuso sulla parità. Ma la notizia importante è quella di questa notte, alle 2,00 ore italiane scadeva il folle ultimatum di Trump che minacciava la distruzione dell’Iran. Invece, il Tycoon ha accettato le condizioni di tregua che il paese asiatico ha proposto in dieci punti, tra questi anche la riapertura dello stretto di Hormuz. Attendiamo la reazione dei mercati. Le piazze asiatiche subito esultano, infatti Tokyo chiude con un incredibile + 5,39% per il Nikkei, il Topix + 3,32%. In Corea +6,87%. Forti rialzi (intorno al 2%) per le borse cinesi, paese questo che in realtà ha mediato l’accordo di tregua. Anche in Europa partenza in forte rialzo per le borse, Francoforte la migliore dopo un’ora segna +4,67%, a seguire Parigi +4%, poi tutte le altre. In Piazza Affari forte rialzo per i titoli bancari, bene alcuni industriali, in controtendenza i titoli legati al settore energia. Sul mercato valutario forte discesa del Dollaro il cui cambio con l’Euro è salito all’improvviso fino ad 1,17 per attestarsi poi intorno ad 1,1680. In leggera flessione anche lo Yen, il cambio è salito a 185,02. Ovviamente immediata è stata la ripercussione sul prezzo del greggio, il Brent ed il Wti sono entrambi scesi anche del 15% nelle prime battute di stamane. I prezzi sono poi risaliti ed alle 11,00 gli scambi del Brent avvengono in area 94$ a barile. Strappo del prezzo dell’oro che torna di colpo sopra i 4800$ l’oncia. Il settore obbligazionario beneficia dello scenario e lo spread scende di colpo a 78 punti base con i rendimenti al 3,70%. I prezzi dei Btp tutti in deciso rialzo. La seduta prosegue su queste note per tutto il giorno e si arriva alla chiusura delle piazze europee con gli indici in forte rialzo. La migliore è Francoforte +5% seguita da Parigi +4,50%. In Piazza Affari (+3,70%) ci sono titoli che chiudono con rialzi notevoli: Unicredit +7,80%, B.ca Monte Paschi + 7%, B.ca Intesa +5%, Stellantis +6%. In controtendenza Eni -5,57%. Nel settore delle valute il Dollaro e lo Yen si confermano deboli verso l’Euro, mentre si rafforza la Sterlina. L’oro continua a gravitare in area 4750/4800 $, ed il Brent intorno ai 95$ valore che è stato di riferimento per tutta la giornata. Infine confermiamo che anche il settore del reddito fisso oggi ha preso una bella boccata d’ossigeno. L’ultima segnalazione dello spread è 77 punti con i rendimenti al 3,70% come questa mattina. Forti rialzi in chiusura per tutti i Btp in listino. Infine a metà seduta gli indici Usa guadagnano tra il 2,50 ed il 3%.
Giovedì: La giornata di ieri positiva per tutti i mercati si conclude la sera con la chiusura della borsa di Wall Street i cui indici archiviano la seduta con segni positivi che vanno dal 2,50% dello S&P al 2,90% del Nasdaq. Ma il mondo finanziario così condizionato dalla situazione geopolitica non gradisce i comportamenti di Israele che continuano a bombardare ed ammazzare il popolo libanese mettendo in dubbio la tenuta della tregua. Fermo restando che dopo una giornata al rialzo come ieri è fisiologico un ritracciamento degli indici, i mercati asiatici rallentano e terminano con moderati ribassi. Nella media anche le chiusure del Giappone con il Nikkei -0,93% ed il Topix -0,90%. Anche l’Europa apre con il segno meno. Piazza Affari dopo un’ora segna -0,35%, salgono i titoli legati all’energia, scendono alcuni titoli bancari ed industriali. Sul valutario si è leggermente alleggerita la pressione sul Dollaro che ha riportato il cambio contro l’Euro a 1,1661; mentre restano stabili gli altri cambi. Ma è il settore delle materie che si mostra ancora incerto, infatti il prezzo del Brent risale stamane a 98,20$ a barile superando di nuovo il Wti americano che resta a 97,50$. L’andamento del prezzo dell’oro mostra un range ristretto di movimento in area 4700/4730, ma le oscillazioni sono continue ed il grafico è un continuo su e giù. Il mercato obbligazionario mostra lo spread in rialzo, questa mattina siamo ad 81 punti, risalgono di poco i rendimenti e scendono i prezzi dei titoli. Strana giornata per le borse europee in quanto ogni piazza ha avuto un andamento diverso. Milano Parigi e Zurigo prima in discesa poi al rialzo. Francoforte sempre al ribasso con con Londra e Madrid. In chiusura l’indice peggiore è il Dax -1,14%, il migliore L’FtseMib + 0,50%. A sostenere il nostro indice ci hanno pensato i titoli petroliferi e della difesa. Sul mercato Forex forti oscillazioni del Dollaro questa mattina in ripresa sull’Euro, ma in serata il cambio è risalito ad 1,1722. Si indebolisce ancora lo Yen, il cambio con l’Euro sale a 186,078. Sul settore materie osserviamo il ritorno del prezzo del Brent a 95$ a barile, prezzo del tardo pomeriggio. Il prezzo oro in contemporanea con l’apertura della borsa americana riprende a salire, ed in serata si avvicina alla soglia di 4800$ l’oncia. In miglioramento nel pomeriggio il settore obbligazionario con lo spread in discesa a 76 punti ed i rendimenti al 3,75%. I prezzi dei Btp chiudono al ribasso. La Borsa Usa a due ore dalla chiusura viaggia in territorio moderatamente positivo.
Venerdì: Chiusura della borsa americana ieri sera con gli indici in leggero rialzo il tecnologico Nasdaq è stato il migliore con +0,72%. Molto meglio questa notte le borse asiatiche, lo dicono le chiusure di questa mattina tutte positive. Buona la chiusura del Nikkei con +1,90% mentre il Topix resta sulla parità. Discreti i guadagni per le borse cinesi. Bene anche la Corea. In Europa le borse aprono all’insegna dell’incertezza sulla tenuta della tregua e sono abbastanza volatili. Dopo le prime tre ore di scambi solo Zurigo dimostra una posizione precisa al rialzo, le altre piazze con continui sali scendi vedono ora gli indici in leggero rialzo. Piazza Affari +0,30% vede al rialzo B. Cucinelli +5,30%, Nexi +2%, Stellantis +1,80%. Salgono anche alcuni titoli bancari. Scende Leonardo -4,37% e i titoli del settore energia. Sul mercato valutario sempre forte l’Euro su Dollaro e Yen (€/$ 1,1701 €/Yen 186,37). Stabili i cambi con le altre valute. Materie prime con il petrolio Brent in area 96$ a barile, il prezzo dell’oro in leggero ribasso rispetto ad ieri sera, alle 12,00 passa di mano a 4750$ l’oncia. Sul mercato obbligazionario domestico lo spread oggi è in leggero rialzo, 78 punti, i rendimenti sono al 3,81%. Scendono i prezzi dei Btp. Le borse con lo svolgersi della seduta prendono una più decisa ed uniforma tendenza rialzista. A supportare ciò si aggiunge anche una notizia che riguarda il fronte Russia-Ucraina: tregua proposta da Putin per la Pasqua ortodossa, con Zelensky che rilancia:-siamo pronti a passi simmetrici per raggiungere un accordo verso la pace. Si arriva così a fine seduta ed è la borsa di Milano con +0,59% a registrare il risultato migliore seguito da Madrid +0,55%. Per Piazza Affari i titoli già segnalati hanno confermato l’andamento fino alla chiusura. La caduta di Leonardo -5,27% (società partecipata dallo Stato) è da attribuirsi al cambio dei vertici apicali. Le altre piazze chiudono sulla parità. I cambi rilevati nel pomeriggio confermano con decisione l’andamento già riferito per la mattina. Per le materie prime resta stabile il prezzo del Brent nelle quotazioni pomeridiane, mentre il prezzo dell’oro è rilevato in leggera salita posizionandosi a 4780$. Per il settore reddito fisso l’ultima segnalazione mostra lo spread a 77 punti ed i rendimenti al 3,83%, il listino vede i prezzi dei Btp chiudere al ribasso. Debole nel pomeriggio la borsa Usa, gli indici procedono contrastati per tutta la seduta per chiudere infine al ribasso DJ -0,56%, o sulla parità il Nasdaq +0,14% e lo S&P -0,11%. Sono ancora troppe le incertezze geopolitiche ed i rischi inflazione che non rasserenano i mercati.
Borse Mondiali ed Europee: Si conclude un’altra settimana corta per le sole borse europee (normali le altre piazze) a causa della giornata festiva di lunedì, ma certamente non prive di sorprese e novità. Indici mondiali tutti in ripresa in questi giorni, la speranza di raggiungere una tregua in Medio Oriente si è concretizzata nella notte tra martedì e mercoledì generando un forte entusiasmo rialzista che, tabella degli indici alla mano, ha consentito grandi recuperi. Molte borse in una sola seduta hanno riportato gli indici a livelli prebellici, come a fine febbraio per intenderci. E’ il caso proprio del nostro FtseMib che è tornato ad oltre 47000 punti. Archiviato il mese di marzo come uno dei peggiori degli ultimi tempi, il bilancio settimanale va considerato decisamente positivo.
Mercato obbligazionario domestico e spread: i quattro giorni operativi hanno visto i valori di riferimento rientrare in range più favorevoli sia per lo spread che per i rendimenti. Già da martedì le prime valutazioni si allontanavano dai massimi per attestarsi in area 80/90 punti per lo spread ma con i rendimenti ancora alti poco sotto la soglia del 4%. La giornata positiva di mercoledì che ha giovato a tutti i comparti finanziari ha visto scendere lo spread in area 70/80 punti ed i rendimenti in area 3,70/3,75%. Questo forte recupero ha permesso ai valori di riferimento del mercato dei Titoli di Stato di restare, pur con qualche rialzo nella seconda parte della settimana, in una fascia che desta meno preoccupazione negli operatori.
Mercato valutario: I cambi dell’Euro nei confronti di Dollaro e Yen sono rimasti stabile fino agli scambi serali di martedì. Quando nella notte di mercoledì si è diffusa la notizia della tregua raggiunta in Medio Oriente, il Dollaro ha subito reagito mostrando una forte debolezza verso la valuta europea il cui cambio è nel giro di poche ore passato da 1,1550 ad 1,1650 fino a chiudere oltre 1,700. Anche lo Yen con minore rapidità ha comunque subito una flessione nei confronti dell’Euro ed il rapporto di cambio è salito progressivamente fino a 186,50 Yen per un Euro. Stabili le altre valute. Un leggero recupero si è visto giovedì per la valuta Usa, ma l’ultima seduta ha riportato il cambio €/$ nel post fixing anche ad 1,1750
Petrolio Brent: il prezzo del Brent in tensione già da inizio periodo ha superato i 110$ nella giornata di martedì proprio sulla base delle tensioni internazionali e delle minacce di Trump contro l’Iran che non facevano presagire nulla di buono per la scadenza notturna dell’ultimatum. Una volta che il Tycoon è sceso a più miti pretese il prezzo mercoledì ha violentemente ritracciato perdendo inizialmente anche oltre il 15%. Ma non è ancora chiara la situazione dello Stretto di Hormuz. Fermo restando che tutti noi speriamo che la tregua si trasformi in pace duratura, la convinzione è che il prezzo del Brent difficilmente possa ritornare in breve tempo a valori precedenti il conflitto. Allo stato attuale sarebbe un successo il mantenimento di area 90$, sperando che i 100$ divengano una forte resistenza.
Oro: Il metallo giallo ha avuto un comportamento moderatamente rialzista in questa settimana. I primi due giorni le variazioni di prezzo sono state contenute, ma occorre dire che il grosso del movimento è avvenuto proprio nella giornata di mercoledì mostrando un andamento opposto a quello del Dollaro. Da metà periodo una volta riconquistata l’area 4700/4800 il prezzo non è più ridisceso mostrando una buona tenuta, attestandosi anzi nella parte alta della forbice (4750/4790) fino alla fine della settimana.
| Date | 06/04/26 | 07/04/26 | 08/04/26 | 09/04/26 | 10/04/26 |
| FtseMib | chiusa | 45412 | 47092 | 47328 | 47609 |
| Dax(D) | chiusa | 22938 | 24081 | 23807 | 23855 |
| Cac40(Fr) | chiusa | 7909 | 8264 | 8246 | 8260 |
| Ftse100(Gb) | chiusa | 10349 | 10609 | 10603 | 10601 |
| Smi(Ch) | chiusa | 12790 | 13113 | 13160 | 13183 |
| Ibex35(E) | chiusa | 17452 | 18132 | 18105 | 18204 |
| Dow Jones | 46670 | 46584 | 47910 | 48186 | 47917 |
| Nasdaq100 | 24192 | 24202 | 24903 | 25082 | 25116 |
| S&P500 | 6612 | 6617 | 6783 | 6824 | 6817 |
| Nikkei225 | 53413 | 53429 | 56308 | 55895 | 56958 |
| Eur/Usd | N.D. | 1,1557 | 1,1706 | 1,1685 | 1,1711 |
| Eur/Gbp | N.D. | 0,8725 | 0,8689 | 0,8705 | 0,871 |
| Eur/Chf | N.D. | 0,9242 | 0,9223 | 0,924 | 0,9241 |
| Eur/Yen | N.D. | 184,73 | 185,13 | 185,7 | 186,43 |
| Petrolio Brent | N.D. | 110 | 94,9 | 96 | 97 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | N.D. | 4650 | 4754 | 4787 | 4766 |
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