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Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 31 agosto al 4 settembre 2026
Borse mondiali senza spunti particolari, fiammata del petrolio, volatilità sui cambi per Dollaro e Yen.

Scenario internazionale e geopolitica: nell’ultimo fine settimana di agosto è ripartita l’offensiva degli Stati Uniti contro l’Iran. Obiettivo dei droni a stelle e strisce questa volta l’isola di Larak che è un lembo di terra davanti ad Hormuz dove, secondo gli apparati strategici americani, c’era da colpire una rampa di lancio di missili iraniani. Lo Stretto di Hormuz che continua ad essere in pratica chiuso, nelle ultime settimane di agosto è stato rivendicato dal solito Trump delirante come territorio americano, oltre che, secondo lui sminato e di nuovo navigabile. L’attacco di domenica scorsa quindi sarebbe un’azione preventiva contro i Pasdaran che sarebbero pronti a riposizionare ordigni nello Stretto. La situazione resta comunque ingessata, vista da altre angolazioni la guerra di Trump, oltre ad essere criticata da una buona parte dell’opinione pubblica americana, viene vissuta con preoccupazione anche dai vertici militari Usa. Un logoramento per uomini ed i mezzi impegnati in un conflitto oltretutto dispendioso che al momento non dimostra nessun passo avanti ne da un punto di vista tattico e tanto meno diplomatico. Sul Fronte Israele-Gaza-Libano, i media spesso ignorano o relegano in un angolo le notizie che noi invece continuiamo a comunicare. Non manca giorno che l’esercito israeliano non colpisca Gaza facendo vittime sulla popolazione civile. Alla fine la giustificazione è sempre la stessa, quella di cercare ed eliminare qualche elemento di Hamas, ma guarda caso ci scappano sempre vittime civili. A questi attacchi si aggiungono poi le violenze perpetrate dai coloni nei confronti della popolazione libanese o cisgiordana sui loro territori, che sono sempre più aree di conquista per i coloni violenti. Ritornando in Europa, gli ultimi giorni di agosto sono stati per Kiev un vero tormento sotto una fitta ondata di droni russi che l’hanno colpita ripetutamente. Il conflitto sembra entrato, specie in questi ultimi tempi, in una fase di maggiore intensità, e da entrambe le parti stiamo assistendo ad attacchi massicci che mirano a colpire non solo le strutture energetiche ma anche le città con conseguenze facilmente immaginabili. Unica nota positiva è che la macchina diplomatica forse riaccende il motore. Sono girate voci di un possibile incontro trilaterale tra Putin, Zelensky e Trump (quest’ultimo farebbe da mediatore!); anche la Santa Sede ha ultimamente continuato a ripetere che è necessario tenere aperta la porta al dialogo. Speriamo bene, vedremo.

Le Borse mondiali ed europee: Si conclude una settimana di alti e bassi sui listini delle borse mondiali, movimenti che però alla fine hanno lasciato un nulla di fatto, gli indici infatti termineranno con i valori pressoché invariati. Iniziamo dalle borse asiatiche e vediamo che il bilancio finale del Giappone è leggermente negativo, idem per Seul. Il Nikkei225 di Tokyo in settimana perde il 2%, Il Kospi l’1,50%. La giornata peggiore per questi due indici tecnologici è stata quella del 2 settembre. Le piazze cinesi invece chiudono con un leggero rialzo, intorno al mezzo punto percentuale. Contrastato l’andamento delle borse europee, Milano, Parigi e Francoforte terminano al ribasso il periodo; mentre al rialzo sono i listini di Londra, Zurigo e Madrid; parliamo di leggeri rialzi. Dall’altra parte dell’oceano la borsa Usa conclude una settimana senza particolari variazioni, il bilancio finale vede tutti e tre gli indici terminare in leggero rialzo nei confronti della prima seduta di periodo. I margini di guadagno sono di lieve entità, ciò fa pensare ad un mercato in attesa di notizie che possano indirizzarlo in un senso o nell’altro.

Mercato obbligazionario domestico e spread: Continua il momento poco felice per il settore dei Titoli di Stato. I prezzi dei Btp sul mercato secondario sono in costante discesa, i rendimenti quindi di conseguenza salgono e si attestano con decisione ben oltre il 4%. Una situazione del genere penalizza ulteriormente i risparmiatori che hanno investito sulle scadenze lunghe, in quanto si trovano in portafoglio titoli che valgono di meno sul mercato e con rendimenti nominali molto più bassi di quanto si potrebbe ricavare se acquistassero oggi. Senza considerare inoltre che le nuove emissioni avvengono anch’esse ad un tasso nominale più alto. Tutta questa situazione va vista in un’ottica non solo nazionale. I rialzi dei rendimenti dei Titoli del Debito Pubblico sta in quest’ultimo periodo coinvolgendo un po’ tutte le nazioni, anzi per la verità il tutto è iniziato proprio dagli Stati Uniti che pagano interessi sempre più crescenti sui loro Treasury. Ritornando in Italia questa settimana abbiamo visto che i rendimenti si sono attestati mediamente intorno al 4,10%, con uno spread che ha oscillato tra un minimo di 81 ed un massimo di 84 punti.

Mercato Valutario: Anche questa settimana sono state due le valute protagoniste sul Forex e che hanno tenuto alta l’attenzione degli operatori. Dollaro e Yen con il loro continui alti e bassi (vedi anche tabella dei fixing ufficiali) hanno dimostrato come spesso i movimenti sui mercati avvengono più sulla base di parole pronunciate, di ipotesi di manovre da parte di Banche Centrali, di possibili movimenti sui tassi di interesse, piuttosto che su eventi legati a fatti reali, come dati su occupazione, inflazione ecc. Questo è accaduto nel periodo di riferimento dove nei confronti dell’Euro abbiamo visto un Dollaro stabile fino a mercoledì, per poi indebolirsi e salire oltre 1,16. Sarebbero state le parole del membro della Fed Christopher Waller che in attesa dei dati sull’inflazione che saranno pubblicati il prossimo 11 settembre, ha comunicato che i tassi potrebbero restare invariati se i dati confermeranno una certa stabilità. Dall’altra parte del Globo, in Giappone, ulteriori ipotesi di un sostegno verso lo Yen della Bank of Japan ha provocato un ulteriore ed improvviso rafforzamento della valuta nipponica ritornata da un giorno all’altro a 181 (contro 185 della vigilia). Essendo ben noti i legami tra le due valute e le due economie possiamo dare una spiegazione a queste brusche oscillazioni viste in questi giorni.

Petrolio Brent: Il prezzo del greggio che durante la seconda parte di agosto si manteneva sempre sotto la soglia dei 90 $ a barile, da martedì scorso si è impennato violentemente in apertura arrivando a 95 dollari. Tutto ciò a causa della notizia del nuovo attacco Usa ad Hormuz, pertanto intorno a questo prezzo sono avvenuti gli scambi per tutta la settimana. Solo nel pomeriggio di venerdì una certa flessione ha riportato il prezzo del barile in area 93/94 dollari, ma si è trattato solo di un episodio passeggero. Infatti sul finale di seduta il valore del barile è risalito oltre i 95 dollari, per superare di poco i 96 negli ultimi scambi serali, il prezzo più alto registrato nel periodo.

Oro: Il prezzo del metallo giallo ha vissuto un breve momento di rialzo nel cuore del mese di agosto. Sull’ asset si è instaurato un trend rialzista di breve durata ma di una certa energia. Il prezzo dell’oro infatti è passato dall’area 4300/4400 $ l’oncia della settimana prima di Ferragosto, a quotazioni in rapida salita per tutta la settimana successiva fino ad arrivare alla soglia dei 4700$ il 24 agosto. Nelle sedute seguenti il trend si è ridimensionato ed i valori con il passare dei giorni hanno ritrovato il precedente equilibrio in area 4400/4300, praticamente da dove era partito. Questi ultimi cinque giorni hanno comunque dimostrato che forse la tendenza alla risalita del prezzo dell’oro non era solo una fiammata d’agosto. In questi cinque giorni infatti più di una volta il metallo giallo ha riportato il prezzo oltre i 4400 $ restandoci stabilmente sopra.

Date 31/08/26 01/09/26 02/09/26 03/09/26 04/09/26
FtseMib 52613 51915 51792 52245 52100
Dax(D) 26258 25970 25839 26003 26048
Cac40(Fr) 8334 8302 8280 8286 8279
Ftse100(Gb) chiusa 10789 10756 10831 10831
Smi(Ch) 14286 14335 14363 14395 14396
Ibex35(E) 19974 19824 19779 20000 20051
Dow Jones 53186 52767 53062 53686 53414
Nasdaq100 29457 29077 29143 29482 29544
S&P500 7686 7631 7667 7748 7719
Nikkei225 66312 66212 64326 64214 65021
Eur/Usd 1,1596 1,159 1,1578 1,1615 1,1622
Eur/Gbp 0,8564 0,8565 0,8587 0,8605 0,8598
Eur/Chf 0,9376 0,9394 0,9424 0,939 0,9495
Eur/Yen 185,22 185,63 184,78 181,21 181,59
Petrolio Brent 90,41 95,06 95,81 95,53 95,17
Usd a barile
Oro ($oncia) 4449 4335 4365 4480 4442

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