Le Borse mondiali ed i mercati finanziari dal 30 marzo al 3 aprile 2026
Effetto Donald Trump sulle borse ed i mercati. A seconda delle sue parole forti rialzi o brusche cadute. Mercoledì giornata di forti rialzi sulla speranza, poi svanita, della fine della guerra
Borse e mercati finanziari in fibrillazione per i discorsi di Trump
Geopolitica, conflitti e situazione internazionale: Le guerre proseguono senza sosta nel fine settimana appena trascorso 28/29 marzo, non sono mancati reciproci attacchi con missili e droni con conseguenti vittime. In Libano sono stati uccisi anche dei giornalisti ed alcuni operatori sanitari volutamente colpiti dal criminale esercito israeliano. Le coscienze di una buona parte di americani però comincia a ribellarsi contro i folli comportamenti del proprio presidente Trump. In molti stati americani sono scesi in strada decine di migliaia di cittadini che hanno formato lunghi e colorati cortei di protesta contro una politica ritenuta troppo autoritaria e le guerre inutilmente scatenate. Domenica 29 marzo è avvenuto un incontro tra alcuni paesi mediatori (Arabia Saudita, Turchia ed Egitto), si sono incontrati in Pakistan, ma gli esiti sono sconosciuti. Sul fronte economico continuano a salire i prezzi di carburanti e gas, la chiusura dello Stretto di Hormuz se prolungata non farà altro che aggravare una situazione già difficile. Cominciano già ad esserci i primi segnali di crisi sugli approvvigionamenti di greggio. Se l’Europa continua con il suo inutile atteggiamento ostracista verso la Russia dalla quale si potrebbe riaprire un canale di acquisto di petrolio e gas, sarà meglio iniziare a razionare gli stoccaggi di queste materie prime. Dal punto di vista dei mercati questa sarà una settimana corta infatti venerdì saranno chiuse le borse europee ed americane per la festività pasquale.
Lunedì: borse asiatiche tutte negative per i timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Tokyo in particolare ha chiuso tra le peggiori, il Nikkei ha perso il 2,80% mentre il Topix poco più del 3%. Le borse europee sono leggermente più ottimiste, hanno dimostrato una incertezza ad inizio seduta, ma poi con il passare delle ore l’andamento si è impostato verso l’alto. A metà seduta la migliore è Londra con +0,88%. La piazza milanese registra un +0,56%, salgono Saipem +2,45%, Eni +1,60%, Nexi +1,34%. Scendono i titoli bancari. Sul mercato valutario l’Euro stamattina è debole nei confronti di Dollaro (1,1492) e Yen (183,32). Leggermente più forte verso Sterlina e F. Svizzero. Tutti al rialzo i prezzi delle materie prime, l’oro ha superato i 4540$ l’oncia ed a metà seduta continua a scambiare su questi valori. Sostenuto il prezzo del petrolio Brent già dalle prime battute della mattina, anche sé l’impennata di venerdì sera sembra rimasto un episodio isolato, gli scambi avvengono in una fascia 107/109 $ a barile. Il mercato obbligazionario domestico continua a risentire dell’attuale situazione, lo spread si mantiene alto 95/96 punti base con i rendimenti oltre il 4%, i prezzi dei titoli stamane sono leggermente al rialzo. Le piazze del Vecchio Continente pur mostrando una certa volatilità iniziale, tranne Londra partita da subito al rialzo, hanno viaggiato in territorio positivo e la chiusura di giornata lo dimostra, Londra è la migliore +1,61%. In Piazza Affari che termina con un +1,02% si confermano i rialzi dei titoli già segnalati ai quali possiamo aggiungere la performance di Ferragamo +7,90% e Ferrari +4,17%. Sul valutario continua ancora il recupero di Dollaro e Yen sull’Euro. Gli scambi pomeridiani premiano ulteriormente queste valute i cui cambi alle 18,00 sono €/$ 1,1453 ed €/Yen 182,63. A questi si aggiunge anche il F. Svizzero in recupero sulla valuta europea 0,9165. Stabili i prezzi delle materie prime, le quotazioni pomeridiane sono in linea con quelle di stamattina. Si allenta di poco la pressione sul settore obbligazionario, le ultime rilevazioni leggono i tassi al 3,98% e lo spread a 94. A metà seduta gli indici della borsa Usa contrastati, il Nasdaq è sulla parità il leggero rialzo gli altri due.
Martedì: Chiusura al ribasso nella seduta di ieri per la borsa Usa. Se l’indice DJ ha chiuso appena sopra la parità, gli altri due indicatori hanno ceduto, il Nasdaq -0,78% ed lo S&P -0,39%. Negative le borse asiatiche, la piazza di Tokyo termina con entrambi gli indici al ribasso, il Nikkei ha perso l’1,58%, leggermente meno pesante il comportamento del Topix -1,26%. In Europa invece questa mattina tutte le piazze hanno iniziato all’insegna del rialzo. Dopo tre ore di scambi la migliore è Zurigo con un +1%. In Piazza Affari (+0,45%) anche oggi sono in evidenza Nexi e Saipem, rispettivamente con +2,20% e +1,15%. Ma salgono anche Leonardo +2,19% ed i titoli bancari. Il mercato valutario nella seduta odierna continua a mostrarci un Dollaro forte nei confronti dell’Euro. Il cambio €/$ è 1,1466; il cambio €/Yen risale invece a 183,07. Materie prime senza particolari variazioni, l’oro passa di mano a 4557$ l’oncia ed il petrolio Brent a 107,50$ a barile. Nel comparto obbligazionario i valori ricalcano quelli della vigilia, lo spread resta intorno ai 95 punti e i rendimenti restano sotto al 4%, mentre i prezzi dei Btp sono contrastati. Le borse europee continuano a muoversi in territorio positivo per tutto il giorno ed in chiusura tutte le borse registrano un guadagno che va da Milano+1,11% la migliore, fino a Londra con +0,48%. L’indice FtseMib pertanto in due sedute ha recuperato quota 44300 con un guadagno complessivo superiore al 2%. I titoli evidenziati prima confermano i guadagni ed in alcuni casi li raddoppiano, è il caso di Leonardo che chiude con un +4,28%. Negli scambi pomeridiani il Dollaro indebolendosi notevolmente nei confronti dell’Euro ci fa rivedere il cambio a 1,1548 (alle 19,30). Lo stesso vale per Sterlina e F. Svizzero che vedono i cambi con l’Euro salire nei confronti dei fixing in tabella: €/£ 0,8726; €/Chf 0,9244. Stabile la valuta giapponese. Ma è il prezzo dell’oro che oggi pomeriggio ha ripreso a salire raggiungendo i 4650$ l’oncia. In forte rialzo anche l’argento, il cui prezzo nel pomeriggio è schizzato a 75$ l’oncia. Il petrolio Brent pur mantenendo una volatilità intraday, che ci fa fatto vedere un picco massimo di primo mattino ad oltre 110$, quasi tutta la seduta ha oscillato in fascia 106/108 per poi ripiegare dal pomeriggio in area 104/105$ a barile. Positiva la giornata sul mercato obbligazionario, gli ultimi rilevamenti mostrano lo spread in discesa a 91 punti come i rendimenti al 3,90%; il listino dei Btp termina con i prezzi al rialzo. A due ore dalla chiusura gli indici della borsa americana sono in forte rialzo, oltre il 2%.
Mercoledì: euforia inarrestabile sulle borse mondiali. Wall Street ieri sera termina la seduta con un fortissimo rialzo, il Nasdaq +3,43%, il DJ +2,49% l’ S&P +2,91%. In scia alla borsa Usa e con la convinzione che la guerra finisca presto le piazze asiatiche alle stelle. Gli indici giapponesi guadagnano circa il 5%, il Kospi coreano addirittura +8,44%. Sarà vera gloria? Fatto è che le borse europee non possono fare a meno e si inseriscono a pieno titolo nel filone rialzista. Dopo la prima ora di scambi infatti le migliori sono Madrid +2,94% e Milano +2,90%. In Piazza Affari i rialzi sono diffusi su tutti i settori, scendono solo i titoli legati al settore energia: Saipem -1,30% ed Eni -3,90%. Sul mercato valutario Dollaro debole dalle prime battute della seduta, infatti i primi cross registrano un €/$ ad 1,160; il cambio con lo Yen si avvicina a 184,00. Stabile invece le altre valute nei confronti dell’Euro. Per le materie prime parte più freddo il petrolio Brent. Ad inizio seduta il prezzo gravita in area 102/103$, ma il prezzo mostra una tendenza ribassista che lo porta a scendere sotto i 100$, anche se per poco tempo. Contrariamente si comporta l’oro il cui prezzo è in tensione già dalle prime battute e raggiunge i 4700$ l’oncia che farà da supporto per tutta la seduta. Positivo anche il settore obbligazionario domestico. Lo spread è diminuito di alcuni punti scendendo sotto i 90, anche i rendimenti sono scesi al di sotto del 3,90%; i prezzi dei Btp sono in salita. La giornata finanziaria prosegue positiva su tutti i settori, si parla di trattative in corso per raggiungere un accordo tra Usa ed Iran per il cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz. Sperando che ciò possa avvenire la giornata termina con i listini che mostrano rialzi elevati. La migliore è Milano +3,17% con rialzi vistosi per tutti i titoli principali. Chiudono in perdita gli energetici segnalati prima, ma Saipem limita la perdita -0,64%, mentre Eni cede il 4,73%. A seguire Madrid +3,11%, Francoforte e Parigi con guadagni superiori al 2%, mentre Londra e Zurigo limitano il guadagno intorno a poco più di un punto e mezzo percentuale. Sul mercato valutario si conferma l’andamento già visto dalla mattina con il cambio €/$ a 1,1610 ed €/Yen a 184,12 (ore 18,00). Il prezzo dell’oro in costante rialzo durante tutta la seduta raggiunge i 4785$ l’oncia nel pomeriggio. Il Brent al contrario ha vissuto una giornata più tranquilla muovendosi in una fascia di prezzo ristretta. Alle 18,15 si scambia a 101,90$ a barile. Infine gli ultimi rilevamenti sul mercato del reddito fisso ci dicono spread a 86 punti e rendimenti al 3,85% i prezzi chiudono al rialzo. Dopo tre ore di scambi la borsa Usa viaggia in territorio positivo (mediamente + 1,20% per i tre indici).
Giovedì: Chiusura positiva ieri sera per la borsa americana ma non con i numeri esagerati che hanno coinvolto le borse asiatiche ed europee. C’è attesa per il discorso che Tramp farà alla nazione. Discorso che poi, come da programma, il presidente Usa ha pronunciato quando da noi erano le tre del mattino di oggi e che, come nel suo stile, ha fatto sentire l’opposto di quello che aveva espresso nella tarda serata di martedì. Le parole non erano poi così rassicuranti sulla fine della guerra, continuando a minacciare l’Iran in maniera becera come è solito fare con gli avversari. Ed ecco che i mercati sono di nuovo in balia delle parole espresse dal presidente Usa. Le borse asiatiche scendono, il Nikkei perde il 2,40%, il Topix l’1,70. In Europa le contrattazioni aprono al ribasso ma con differenze tra le varie piazze. Ad esempio dopo oltre un’ora Francoforte registra -1,50% mentre Londra -0,27%. Piazza Affari perde l’1%, con i titoli bancari che oggi scendono e gli industriali ed energetici che salgono. L’opposto esatto di ieri. Sul mercato valutario si rafforza il Dollaro il cui cambio con la moneta europea scende a 1,1530. Leggermente più debole lo Yen ed il cambio sale sopra 184 contro €. Ovviamente è immediato il rialzo del prezzo del Brent che schizza in area 107/108$. Passo indietro per il prezzo dell’oro che scende da inizio seduta anche di oltre 100$ e alle 10,30 viene scambiato a 4640$. Non va meglio sul mercato obbligazionario domestico, risalgono spread e rendimenti rispettivamente a 89 punti e 3,92%. Purtroppo il nostro dubbio è stato confermato la seduta odierna è il perfetto contrario della vigilia. L’andamento negativo costante per tutta la mattina raggiunge il momento peggiore quando alle 15,30 New York ha aperto in deciso ribasso. Ma nel pomeriggio un leggero recupero consentirà alle borse europee di chiudere in perdita ma limitando i danni. In controtendenza solo Londra +0,69% che già dalla mattina dimostrava questo andamento e Zurigo sulla parità. A Milano -0,20% spiccano i rialzi di Stellantis ed Eni entrambe +4%; scendono i titoli bancari oltre a Fincantieri – 1,46% ed Stmicroelectronics -2,82%. Sul valutario buona la seduta per il Dollaro che per tutto il giorno ha incrociato l’Euro in area 1,1530/45. Stabili gli altri cambi. Le quotazioni delle materie prime hanno tenuto la stessa linea impostata dalla mattina quindi alle 18,00 vediamo che l’oro passa di mano a 4655$ l’oncia ed il Brent a 108$ a barile. E’ da notare il balzo del prezzo del Wti Americano la cui quotazione ha raggiunto i 112$ superando il Brent del Mare del Nord. Infine la giornata sul mercato obbligazionario termina con i valori allineati a quelli di ieri. Dopo il rialzo di questa mattina infatti lo spread è ridisceso ad 86 punti base ed i rendimenti si sono riportati al 3,86%, i prezzi dei titoli in chiusura risultano contrastati. La borsa americana dopo tre ore di scambi procede in territorio moderatamente negativo.
Venerdì: Ieri sera la chiusura della borsa americana rispecchia l’andamento incerto che aveva avuto la seduta. L’Indice DJ cede lo 0,13% mentre gli altri due indici terminano in leggero rialzo, entrambi con un +0,11%. Le borse asiatiche che questa notte hanno lavorato regolarmente terminano contrastate. Sale Tokio (Nikkei +1,26%; Topix +0,93); sale la borsa di Seul. Scendono altresì gli indici delle borse cinesi. Chiuse oggi tutte le borse europee ed americane. Non si rilevano prezzi ufficiali per le materie prime. Rileviamo invece sul mercato Forex i valori dei cambi. Non inseriamo in tabella prezzi ufficiali in quanto oggi non avverranno i rilevamenti da parte di Bankitalia. Per completezza segnaliamo la rilevazione delle ore 10,00 e quelle delle 17,00. Pertanto questa mattina €/$ 1,1545; €/Yen 184,20; €/£ 0,8718; €/Chf 0,9210. Nel pomeriggio €/$ 1,1522; €/Yen 183,86; €/£ 0,8726; €/Chf 0,9210. Sintetizzando quindi cambi stabili tranne un leggero recupero pomeridiano di Dollaro e Yen nei confronti dell’Euro.
Borse Mondiali ed Europee: Si è conclusa una settimana decisamente strana per le borse mondiali. In una tornata accorciata di un giorno per le festività pasquali i mercati si sono mossi sulla speranza che un accordo tra le parti in guerra sarebbe arrivato a breve con la conseguente normalizzazione del passaggio per lo Stretto di Hormuz. In tal senso già dallo scorso fine settimana c’erano dei sentori, in realtà molto labili, ma per i primi due giorni le borse ci hanno creduto, almeno le europee. Purtroppo però tra martedì e giovedì il presedente Usa Trump con le sue solite dirette e contrastanti dichiarazioni ha tenuto in balia i mercati che hanno risposto mercoledì a livello globale con grande entusiasmo per poi ricadere il giorno successivo in un profondo rosso. Le borse entrano pertanto in una pausa di quattro giorni di chiusura, archiviando una tornata operativa che ha consentito, almeno per le borse europee, un discreto recupero dopo le perdite di marzo.
Mercato obbligazionario domestico e spread: Il settore obbligazionario ha seguito di pari passo l’andamento della borsa milanese. Pertanto siccome i quattro giorni di borsa aperta hanno permesso all’indice principale di effettuare un buon recupero, in parallelo il reddito fisso ha visto dei segnali positivi. Lo spread Btp-Bund è sceso allontanadosi dalla soglia dei 100 punti e siamo tornati con valori intorno ai 86/90 come riferimenti minimi e massimi. Anche i rendimenti che avevano nella scorsa settimana superato la soglia del 4% sono rientrati in una fascia 3,90-3,95% i primi giorni, per poi subire un ulteriore contrazione e finire giovedì in area 3,85-3,87%.
Mercato valutario: La valuta americana in questi giorni è stato l’asset che per forza di cose ha subito più di altri le conseguenze delle parole di Trump . Il Dollaro ha iniziato la settimana in recupero sull’Euro, infatti i primi due giorni osservando i fixing in tabella si nota la discesa del rapporto €/$ in area 1,14. La giornata particolare vissuta dai mercati mercoledì, spinti dalla speranza che il conflitto cessasse a breve, ha dato una spinta al prezzo dell’oro ed in controtendenza il Dollaro ha di colpo ceduto riportando il cambio ben oltre 1,16. Tramontata la speranza dopo le parole di Trump nel discorso alla nazione giovedì i cambi si sono riequilibrati in area 1,15 in linea con i cross della scorsa settimana.
Petrolio Brent: il prezzo del petrolio è stato il termometro che ha misurato con le sue continue oscillazioni la temperatura a tratti bollente, ad a tratti meno, che questo momento così difficile ed incerto sta influenzando la finanza mondiale. In questi giorni ogni parola detta dai leader coinvolti in questi conflitti, ed ogni notizia trapelata su possibili sviluppi positivi per una risoluzione della guerra hanno creato vistosi movimenti di prezzo. Il Brent si è mosso con grande volatilità anche intraday mostrandoci nei quattro giorni valori che andavano da un minimo di 98/99 fino a 115/118$ a barile. Da notare anche il fatto insolito che è avvenuto giovedì quando il prezzo del Wti americano ha superato quello del Brent.
Oro: anche il metallo giallo è stato coinvolto in questa settimana nei movimenti scaturiti dalle notizie e dalle parole. L’andamento del prezzo non ha mostrato un’eccessiva volatilità. Ripartendo dai minimi che aveva toccato la scorsa settimana il prezzo è risalito fino all’area 4700/4800 nell’euforica giornata di mercoledì per poi ripiegare già il giorno successivo in area 4600 dando spazio al Dollaro che ne ha giovato.
| Date | 30//03/26 | 31/03/26 | 01/04/26 | 02/04/26 | 03/04/26 |
| FtseMib | 43823 | 44310 | 45715 | 45624 | chiusa |
| Dax(D) | 22497 | 22680 | 23275 | 23168 | chiusa |
| Cac40(Fr) | 7772 | 7817 | 7981 | 7962 | chiusa |
| Ftse100(Gb) | 10110 | 10176 | 10365 | 10436 | chiusa |
| Smi(Ch) | 12669 | 12777 | 12991 | 12982 | chiusa |
| Ibex35(E) | 16935 | 17050 | 17580 | 17556 | chiusa |
| Dow Jones | 45216 | 46342 | 46566 | 46505 | chiusa |
| Nasdaq100 | 22953 | 23740 | 24020 | 24046 | chiusa |
| S&P500 | 6344 | 6529 | 6575 | 6583 | chiusa |
| Nikkei225 | 51886 | 51064 | 53740 | 52449 | 53123 |
| Eur/Usd | 1,1484 | 1,1498 | 1,1606 | 1,1525 | N.D. |
| Eur/Gbp | 0,868 | 0,8683 | 0,8711 | 0,8725 | N.D. |
| Eur/Chf | 0,9187 | 0,9194 | 0,9191 | 0,9213 | N.D. |
| Eur/Yen | 183,12 | 183,39 | 183,73 | 183,94 | N.D. |
| Petrolio Brent | 107 | 104 | 101,72 | 107,16 | N.D. |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4532 | 4630 | 4765 | 4664 | N.D. |
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