Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 27 al 31 luglio 2026
Settimana al cordiopalma per gli indici ad alto contenuto tecnologico specie in Asia ma anche altrove. Borse e mercati condizionati dal riaccendersi delle guerre, dalle decisioni delle Banche Centrali, e dai risultati trimestrali delle società quotate.
Situazione internazionale geopolitica: Durante il fine settimana appena trascorso (25/26 luglio) le armi americane ed iraniane hanno taciuto. I raid americani, e risposte iraniane, sono sospese già da venerdì 24 dopo una quindicina di notti consecutive di attacchi. La cosa non può che essere di sollievo, ma siamo purtroppo dell’idea che si tratta di una calma apparente. Voci dicono che starebbero per riprendere i colloqui tra le parti per trovare nuovi punti di accordo. Come se non bastasse i miliziani Houthi, schierati con l’Iran, hanno colpito infrastrutture petrolifere saudite nel Mar Rosso; minacciando di bloccare anche la circolazione del greggio in quel mare. Il petrolio e le infrastrutture necessarie alla sua estrazione e raffinazione, continuano ad essere sempre oggetto di attacchi anche dai belligeranti europei. L’Ucraina ad esempio ha attaccato siti energetici nel Mar Caspio.
Sul fronte Israele-Libano-Cisgiordania si riaccendono invece gli attriti. Coloni israeliani hanno attaccato villaggi in Cisgiordania causando degli scontri durante i quali si contano alcune vittime da entrambi i lati.
Notizie economiche: Questa che inizia è la settimana delle Banche Centrali. Mercoledì si riunirà la Fed, ed ovviamente c’è attesa tra gli operatori per capire se ci saranno movimenti sui tassi oppure rimarrà tutto invariato. Si riuniranno inoltre anche la Bank of England e la Banca del Giappone. Infine alcuni paesi europei tra giovedì e venerdì pubblicheranno i dati sul Pil e sull’inflazione. Sempre in questi giorni le società cominciano a pubblicare i dati semestrali, questo sarà ulteriore argomento di attesa e probabile ripercussione sulle quotazioni.
Lunedì: L’effetto cessate il fuoco sul fronte bellico ha immediatamente portato un beneficio al prezzo del greggio. Questa notte già dai primi scambi il prezzo del Brent è sceso del 6% nei confronti dei prezzi dello scorso venerdì, gli scambi sono avvenuti intorno ai 90$ a barile. Poi una ripresa ha riportato il prezzo intorno ai 93$. Venendo ai mercati azionari, le piazze asiatiche hanno terminato in moderato rialzo la prima seduta. Il Nikkei +0,50%, il Topix +1,37%; Seul +0,97%, positive le piazze cinesi tutte oltre l’1% di guadagno. Buon inizio anche per le borse europee, in particolare Francoforte (+1,40% alle 10,30). Sul mercato valutario i cambi €/$ ed €/Yen si mantengono stabili (1,397 e 186,35). Per le materie prime l’oro viene quotato intorno a 4090$ l’oncia, ed il prezzo del Brent si mantiene sui 92$ (ore 10,45). Positivi i primi dati raccolti sul mercato obbligazionario domestico, vediamo che lo spread è sceso a 81 punti ed i rendimenti sono scesi al 3,95%. Inizio periodo decisamente positivo per le borse europee, anche se nel pomeriggio gli indici vengono giù dai massimi di giornata seguendo Wall-Street che scende. Comunque i listini del Vecchio Continente archiviano la seduta tutti al rialzo. La piazza migliore è Francoforte con +1,30% seguita da Madrid +0,80%. Milano chiude con +0,49%, i migliori titoli sono i bancari B.ca Monte Paschi +1,34%, B.ca Intesa +1,03%, Nexi +2,35%. Bene anche i titoli legati alla difesa. Al ribasso invece i titoli del settore energia: Saipem -1,13%, Eni -2,44%. Sul valutario persiste la fase positiva del Dollaro nei confronti dell’Euro, il fixing in tabella rappresenta il rapporto di cambio rimasto stabile anche nel pomeriggio. Lo stesso vale anche per lo Yen verso l’Euro. Per le materie prime il prezzo del petrolio è ulteriormente diminuito e nel pomeriggio il barile vale 90$; anche l’oro è in leggero ribasso e siamo intorno a 4075$ oncia. Notizie positive dal settore del reddito fisso domestico. Lo spread si mantiene a 82 punti ed i rendimenti sono al 3,94%, in linea con i valori di questa mattina. Il rialzo dei Btp di riferimento confermato anche in chiusura di listino favorisce la riduzione dei rendimenti. Dopo tre ore di scambi alla borsa di New-York gli indici procedono in ordine sparso, scende il Nasdaq.
Martedì: Ieri sera la borsa Usa ha chiuso con gli indici in ordine sparso, così come si è svolta la seduta. Quindi il Nasdaq -0,32%; il DJ in guadagno dello 0,51%, mentre l’S&P500 rimane stabile. Ci risiamo, crollano le borse asiatiche a causa delle enormi vendite di titoli del settore tecnologico avvenute specialmente sui listini della Corea e di Taiwan. Ma tutte le piazze asiatiche vengono trascinate giù rivedendo i minimi di tre mesi fa. Pertanto: il Nikkei -3,95%, il Topix -2,52%, il Kospi -10,84%, Twse50 (Taiwan) -4,51%; le borse cinesi si “salvano” perdendo tra l’1 ed il 2,80%. Le borse europee aprono con segno positivo anche se dopo un ora abbondante di scambi gli indici iniziano a scendere ed alcune piazze azzerano i margini iniziali. Sul mercato valutario il Dollaro continua a dimostrarsi forte verso l’Euro ed il cambio è sceso a 1,370. Il rapporto €/Yen segna 186,10. Prezzi delle materie prime al ribasso, l’oro viene scambiato a 4050$ oncia, ed il petrolio Brent è sceso a 87,40$ a barile sull’ottimismo degli operatori che vedendo la tregua armata prolungarsi e sperano in una ripresa della diplomazia. Buone notizie dal settore del reddito fisso, dove lo spread è rimasto invariato ad 81 punti ed i rendimenti sono scesi al 3,92%. Un poco di nervosismo contraddistingue la seduta per le piazze europee. Alla fine non tutte terminano nello stesso verso. Infatti le chiusure sono tutte al rialzo tranne Madrid che termina sulla parità e Milano che è l’unica negativa -0,69%. Le migliori sono Zurigo e Londra (rispettivamente +1,04 e +0,83%). A deprimere l’indice Mib ha contribuito Saipem -8,86%, Prysmian -4,30%, Stmicroelectronics ed Italgas entrambe con -3%. Chiudono al rialzo Ferrari +2,88%, Stellantis +2,22%, e Leonardo +1,89%. Inversione di tendenza per l’Euro che sul valutario nel pomeriggio recupera contro tutte le altre valute. €/$ 1,1398; €/Yen 186,61; €/£ 0,8568 questi sono i cambi registrati alle 19,00. I prezzi delle materie prime continuano a scendere, l’oro passa di mano a 4038$ l’oncia, ma è il petrolio che continua a scendere ancora attestando il prezzo a 83,50$ a barile, siamo tornati ai prezzi di dieci giorni fa. Infine gli ultimi dati di riferimento per il settore obbligazionario ci mostrano lo spread a 82 ed i rendimenti al 3,91% anche oggi in chiusura salgono i prezzi dei Btp. A meno di tre ore dalla chiusura la borsa Usa procede come nella vigilia, sale il DJ al ribasso il Nasdaq.
Mercoledì: La seduta della borsa Usa prosegue con l’andamento sopra descritto ed in chiusura il DJ guadagna l’1%, l’S&P500 +0,21% ed il Nasdaq perde l’1%. Borse asiatiche contrastate questa mattina ed il finale lo dimostra, scendono ancora e di parecchio gli indici che rispecchiano i listini ad alto contenuto di titoli tecnologici. Il Kospi -5,98%, il Nikkei -1,50%, il Twse50 -3,90%. Salgono le piazze cinesi e termina in territorio positivo anche l’indice giapponese Topix che non contiene titoli tecno. Le borse europee vivono una giornata instabile e dall’andamento contrastato. Quella di oggi è una tipica seduta incerta e d’attesa, oggi pomeriggio si riunisce la Fed e c’è attesa sulle eventuali decisioni in merito ai tassi in America; inoltre questa mattina sono ripresi gli attacchi missilistici in Medio Oriente non a caso il prezzo del petrolio è rapidamente risalito. Mercato valutario con il cambio €/$ in risalita questa mattina fino a 1,140 per poi ridiscendere intorno ad 1,138. Stabile l’€/Yen a 186,40. Per le materie prime del petrolio abbiamo gà accennato, ma il prezzo del Brent è continuato a salire per arrivare alle 15,00 fino a 89,50$ a barile ritornando ai valori di lunedì. Scende invece il prezzo dell’oro che si attesta in area 4025$ l’oncia. Negativi i dati provenienti dal comparto del reddito fisso, infatti risalgono sia lo spread a 84 punti con i rendimenti al 3,98%. Si arriva alla chiusura per le borse del Vecchio Continente e vediamo che si salva solo Londra +0,34%. Tutte le altre piazze chiudono negative, la peggiore è Madrid -1,59%. Milano termina con -0,49%, a causa delle vendite sui titoli bancari, oltre a Stmicroelectronics -3,55%, Italgas -4,54%, Terna e Saipem entrambe -1%. Chiudono al rialzo Stellants +4,20% e Nexi +3,42%. Non si registrano particolari variazioni sul settore dei cambi, il Dollaro nel pomeriggio resta fermo sugli stessi cross della mattina, gli operatori attendono eventuali decisioni della Fed (la riunione ore 20,00 italiane). Scende il prezzo dell’oro che testa il famoso supporto di quota 4000$ mentre il Brent è ritornato a quotare 90$ a barile. Anche gli ultimi dati rilevati al settore obbligazionario non sono esaltanti, lo spread bene o male resta intorno agli 84 punti ma i rendimenti risalgono quasi al 4% (3,99%) anche a causa dei prezzi dei titoli di riferimento che chiudono di nuovo al ribasso. A metà seduta la borsa Usa vede tutti e tre i principali indici scendere di oltre un punto percentuale.
Giovedì: La riunione della Fed si è conclusa con un discorso di Kevin Warsh poco chiaro su quello che potranno essere i prossimi passi, ma una cosa è certa per ora i tassi sono rimasti invariati. Questa decisione, avvenuta quando a Wall-Street ancora erano aperte le contrattazioni, ha finito di affossare gli indici Usa che già erano in rosso. Risultato finale tutti e tre gli indici perdono: Nasdaq -2,06%, DJ -2,19% e l’S&P -1,52%. Le borse asiatiche invece hanno terminato la seduta in modo contrastato, a Tokyo il Nikkei recupera lo 0,71%, il Topix cede lo 0,54%, Seul perde l’1,23%. Leggero rialzo per Taiwan ed Hong Kong, perdono le piazze di Pechino e Shanghai. Anche le borse europee si dividono e la mattina trascorre con Madrid, Londra e Parigi al rialzo, deboli le altre piazze. Singolare a Milano il caso Stellantis, ieri sono stati comunicati i risultati del secondo trimestre 2026 che vedono un ritorno all’utile, nel confronti dello stesso periodo dello scorso anno. Ebbene, ieri il titolo ha chiuso con un +4,20% l’abbiamo visto, oggi sta perdendo lo stesso 4%. Sul mercato valutario la decisione della Fed ha fatto male al Dollaro che si è notevolmente indebolito nei confronti dell’Euro il cambio è risalito ad 1,1473. Ma anche lo Yen si è indebolito ed il cross con l’Euro sale a 187,19. I prezzi delle materie prime sono in notevole rialzo questa mattina, l’oro risente della decisione della Fed e del conseguente indebolimento del Dollaro ed il prezzo torna a 4070$ l’oncia. Il riaccendersi violento del conflitto in Medio Oriente, con le navi che vengono bombardate se tentano di traversare Hormuz, di fatto bloccato, ed il rischio blocco che si sta spostando anche sul Mar Rosso, spinge al rialzo il prezzo del greggio. Il Brent rivede i 92$ a barile, ed in questa fascia avvengono gli scambi mattutini. Notizie non buone anche dal settore obbligazionario domestico, qui vediamo i rendimenti dei Btp che sono di nuovo sopra la soglia del 4% con lo spread che si attesta a 84/85 punti base. Le borse europee trovano in giornata una strada comune che le spinge verso l’alto, andamento che si rafforza dopo la più che positiva apertura della borsa di New York. Le piazze europee chiudono tutte al rialzo, ad eccezione di Zurigo e Londra. La migliore risulta Madrid +1,78%, segue Milano con +1,29%. Il rimbalzo di alcuni titoli del settore tecnologico questa volta ha aiutato il recupero delle piazze europee. Per Piazza Affari Stmicroelectronics +6,35%, Prysmian +4,49%. Buon rialzo per i titoli bancari, oltre ad Azimut +3,92% e Fincantieri +2,77%. Chiude al ribasso Stellantis -4,31%, Amplifon -3,11%, Diasorin -2,68% e CnhIndustrial -7%. Giornata sulle montagne russe per il settore valutario. Nel primo pomeriggio (post fixing) lo Yen si è rafforzato molto sia sull’Euro che sul Dollaro, il cross €/Yen è sceso di colpo a 184 e poi a 183,20 (ore 17,00) su voci di un possibile intervento della Banca del Giappone a sostegno della propria valuta, oltre ad un eventuale movimento sui tassi che si mantengono molto bassi e lontani da quelli americani. Contestualmente però osserviamo un Dollaro ancora più debole: €/$ 1,1505. Materie prime: sale ancora il prezzo dell’oro che ha toccato i 4100$ oncia, il petrolio Brent viene scambiato tra i 90 ed i 91$ a barile. Sul settore del reddito fisso leggero alleggerimento sul finale di seduta con i rendimenti al 3,97% e lo spread a 83 punti, i prezzi dei Btp terminano contrastati. A metà seduta la borsa Usa è in forte recupero, il Nasdaq in particolare segna alle 18,30 un +3%.
Venerdì: Chiusura più che positiva ieri sera per la borsa Usa, tutti e tre gli indici principali terminano al rialzo con il Nasdaq100 in particolare: +3,36%. Ma le borse asiatiche fanno ancora di più e questa mattina vediamo delle chiusure con valori oltre ogni aspettativa. In Giappone il Nikkei +4,03%, il Topix + 1,29%, il Twse50 di Taiwan +9,15%, eclatante il Kospi +17,90%. Positive e nella norma le chiusure per le borse cinesi. Borse europee al rialzo anche questa mattina, dopo tre ore di scambi i rialzi sono contenuti comunque entro lo 0,90% di Milano che risulta la migliore. Il mercato valutario vede il cambio Euro/Dollaro mantenersi stabile sui valori registrati nel pomeriggio di ieri €/$ 1,1507; mentre €/Yen sale a 184,08. Prezzi delle materie prime al ribasso, l’oro si scambia a 4055$ oncia, ed il petrolio Brent, che nelle prime battute mattutine era sceso ad 85/86$ risale ma si mantiene sotto i 90$ (ore 12,15). Il settore obbligazionario domestico questa mattina vede i rendimenti risalire al 4%, lo spread si mantiene intorno agli 82 punti. Le borse europee continuano la seduta in territorio positivo ma con molta più cautela ed il finale di seduta è di poco positivo per quasi tutte le piazze. La migliore è Parigi+0,28%, Milano chiude con +0,13%. Grande rialzo per Amplifon +8,19%, guadagnano i titoli legati alla difesa (Fincantieri +2,85, Leonardo +2,61%), al ribasso Stellantis e Ferrari (rispettivamente -1,96% e 1,03%). I cambi dell’euro verso Dollaro e Yen nel pomeriggio sono variati a confronto della mattina e del fixing, ed alle 18,00 €/$ segna 1,1517, e €/Yen 183,21. Materie prime con l’oro che vale nel pomeriggio 4045$ l’oncia ed il petrolio Brent che resta in area 89/90$ a barile. Gli ultimi rilievi del settore reddito fisso vede lo spread stabile ad 81 punti ma i rendimenti al 4,01%. con i titoli di riferimento che terminano al ribasso. Positiva la chiusura della borsa Usa con tutti e tre gli indici che mediamente registrano un +0,60%.
Borse mondiali ed europee: Indici delle borse asiatiche ed americane in questa settimana sull’ otto volante. I listini contenenti i titoli legati alla tecnologia all’AI ed alle chip hanno avuto dei comportamenti folli, facendo in alcuni casi registrare delle oscillazioni in un senso o nell’altro anche a due cifre percentuali. Tutto ciò a nostro parere va anche attribuito non solo ai soliti timori sulla bolla dei titoli tecno, come riferiscono sempre le fonti giornalistiche finanziarie, ma ad un innestarsi di fortissime speculazioni che approfittando di momenti incerti traggono profitto proprio da questo. Ricordiamoci sempre che le borse si tengono vive grazie proprio a certi movimenti dettati a volte più da intenti speculativi che non di investimento in senso stretto. Tornando ai numeri, il saldo finale per il Nikkei225 è rimasto praticamente invariato (-0,50%); il Kospi -1,55%. Le borse cinesi terminano in moderato ribasso. Per le borse europee il bilancio del periodo è in leggero guadagno. Anche a New York dopo tutta la settimana che ha visto gli indici in continuo su e giù il risultato finale è leggermente positivo.
Mercato Obbligazionario e spread: Lunedì le tensioni internazionali politiche ed economiche erano ancora in quella fase di apparente tregua durata di fatto veramente poco. Questi pochi giorni erano bastati a raffreddare il settore del Debito Governativo dei paese dell’Eurozona già abbastanza infuocato di suo. Il riaccendersi dei vari conflitti sparsi nel mondo e la riunione della Fed di mercoledì hanno avuto immediata ripercussione sui benchmark del settore. I rendimenti dei titoli dei paesi europei trascinati dal rialzo dei rendimenti dei Bund tedeschi sono tutti tornati in tensione come la scorsa settimana. Per i nostri Btp decennali è stato facile rivedere e superare la soglia del 4% con lo spread risalire fino ad 85 punti accompagnato dai prezzi di listino in costante ribasso in questi giorni. Minimi e massimi per lo spread 81/85, per i rendimenti 3,93%-4,02%.
Mercato Valutario: il settore si è dimostrato tranquillo per i primi tre giorni della settimana, vuoi per l’attesa delle decisioni che avrebbe preso la Fed durante la riunione di mercoledì e delle altre Banche Centrali, vuoi per l’attesa di conoscere altri dati macroeconomici. La Banca Centrale Usa decide di non toccare i tassi, sarà una coincidenza, ma dal pomeriggio di giovedì abbiamo assistito ad un rapido indebolirsi del Dollaro nei confronti di Euro e Yen. La valuta nipponica contemporaneamente si è rafforzata contro l’Euro ed il rapporto di cambio da 187 è sceso a 183. Anche La Banca del Giappone ha lasciato i tassi invariati, ma è intervenuta a sostegno della propria valuta. L’ultima seduta della settimana è stata abbastanza movimentata sul Forex. Il Dollaro ha continuato a mostrare segni di debolezza risalendo fino ad 1,1500 contro l’Euro al contrario dello Yen sceso a 182,90 verso l’Euro.
Petrolio Brent: Dannate guerre e dannati coloro che le scatenano specie se non c’è un motivo più che giustificabile. Solo questo ci sentiamo di dire. Ovviamente oltre ai danni alle persone che sono le conseguenze peggiori ci sono le ripercussioni economico finanziarie che colpiscono tutti. Questo è l’unico motivo che in questa settimana ha fatto risalire a livelli preoccupanti il prezzo del petrolio, che aveva trovato i giorni scorsi un apparente tranquillità. Questa volta però il conflitto sembra ripreso con maggiore violenza e con il coinvolgimento di altri paesi ed il rischio di blocco di altri canali di distribuzione del prodotto. Tutto ciò non fa presagire nulla di buono, staremo a vedere. Minimi e massimi di settimana 83/93 dollari a barile.
Oro: Durante questa settimana certamente particolare dove tra le materie l’osservato speciale è stato il petrolio a causa del riaccendersi del conflitto, il valore del metallo giallo si è mantenuto contenuto ed al ribasso i primi giorni del periodo. Gli operatori attendevano anche eventuali decisioni della Fed sui tassi, che poi sono rimasti invariati. Nell’attesa di questa decisione mercoledì le vendite hanno portato il prezzo a toccare il famoso supporto di 4000$. Gli acquisti sono poi ripresi giovedì ed il prezzo si è riportato a 4110$ massimo della settimana.
| Date | 27/07/26 | 28/07/26 | 29/07/26 | 30/07/26 | 31/07/26 |
| FtseMib | 52055 | 51698 | 51443 | 52104 | 52173 |
| Dax(D) | 25424 | 25464 | 25449 | 25574 | 25631 |
| Cac40(Fr) | 8406 | 8459 | 8408 | 8486 | 8510 |
| Ftse100(Gb) | 10782 | 10871 | 10908 | 10897 | 10868 |
| Smi(Ch) | 14422 | 14571 | 14486 | 14392 | 14346 |
| Ibex35(E) | 19741 | 19727 | 19413 | 19758 | 19783 |
| Dow Jones | 52210 | 52747 | 51594 | 52208 | 52485 |
| Nasdaq100 | 28039 | 27763 | 27192 | 28106 | 28274 |
| S&P500 | 7413 | 7429 | 7316 | 7438 | 7490 |
| Nikkei225 | 64931 | 62365 | 61434 | 61867 | 64362 |
| Eur/Usd | 1,1389 | 1,1367 | 1,138 | 1,1476 | 1,1485 |
| Eur/Gbp | 0,8552 | 0,8555 | 0,8563 | 0,8571 | 0,8557 |
| Eur/Chf | 0,9284 | 0,9319 | 0,9332 | 0,9324 | 0,9304 |
| Eur/Yen | 186,37 | 186,32 | 186,27 | 186,99 | 184,03 |
| Petrolio Brent | 89,6 | 83,28 | 90,77 | 90 | 90,1 |
| Usd a barile | |||||
| Oro ($ oncia) | 4075 | 4044 | 4009 | 4097 | 4039 |
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