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Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 23 al 27 marzo 2026
In uno scenario internazionale ancora pieno di tensione e reciproche minacce tra i paesi impegnati nei conflitti, i mercati non possono fare altro che risentirne negativamente.

Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 23 al 27 marzo 2026

Le Borse Mondiali ed i mercati finanziari dal 23 al 27 marzo 2026

Eventi geopolitici, conflitti, tensioni internazionali, politica interna: Durante il fine settimana appena trascorso (21/22 marzo) continuano le azioni di guerra ed abbondano le minacce reciproche Usa-Iran. Trump vuole che sia riaperto lo Stretto di Hormuz, se ciò non avviene dice, entro 48 ore, bombarderemo le vostre centrali elettriche. L’Iran risponde:- se voi lo farete noi distruggeremo le centrali Usa poste nei vari siti del Golfo. Ma è circolata anche la voce che la diplomazia si stia muovendo e che gli Stati Uniti con l’aiuto di altri Paesi stiano dialogando accordi di pace con l’Iran. Intanto i missili partono e colpiscono da tutte le parti, uno di questi lanciato dall’Iran è caduto vicino ad un sito nucleare israeliano. Sull’Europa dove incombe lo spettro della crisi petrolifera più grave forse di quella del 1973, i vari paesi iniziano a ragionare su quali contromisure adottare e da quali fonti alternative approvvigionarsi. Ma le soluzioni non sono facilmente e rapidamente disponibili. Sul fronte politico nazionale il nostro paese oltre ad i problemi legati all’economia di guerra, in questo weekend elettorale è molto concentrato su quello che sarà l’esito del referendum costituzionale (in tema di riforma della giustizia) al quale i cittadini sono chiamati ad esprimere il proprio parere.

Lunedì: Borse asiatiche in netto calo nelle contrattazioni del primo giorno e le chiusure mostrano per tutte le piazze perdite in media superiori al 3%. I mercati risentono dell’incertezza della guerra e temono una durata lunga e le conseguenze economiche che ne derivano. A Tokio il Nikkei ha perso il 3,48% ed il Topix il 3,41%. Come spesso abbiamo già osservato l’indice Kospi di Seul è il più sensibile alle oscillazioni, oggi ha perso il 6,50%. Anche in Europa le borse hanno aperto al ribasso e la prima parte della mattinata è andata avanti con gli stessi timori che hanno orientato le piazze asiatiche. Tutto questo fino a quando intorno alle 12,00 si è saputo delle parole pronunciate da Trump: -gli Usa sospendono per cinque giorni gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane. Ci sono stati due giorni di colloqui molto positivi e produttivi con Teheran-. Ha concluso dicendo che la sospensione resterà valida solo in caso di progresso delle discussioni in corso. I mass media iraniani non confermano ne smentiscono questa notizia. E’ bastato solo il diffondere queste frasi che l’inversione di tendenza è stata immediata e violenta. Tutti gli indici sono schizzati all’insù in pochi minuti anche di oltre l’1% e considerando che erano tutti in perdita il recupero reale è maggiore. I mercati proseguono così fino alla chiusura, la migliore è risultata Francoforte con +1,22%, seguita da Madrid +1,04%. Milano +0,80% ha visto in rialzo i titoli bancari, Stellantis, Saipem. Forte rialzo per Telecom +4,69% e pesante perdita per Poste Italiane -6,85% dopo la comunicazione al mercato dell’Opa lanciata su Telecom da parte di Poste Italiane. Venendo alle materie prime abbiamo visto il petrolio che ha avuto l’andamento opposto alle borse. Il prezzo che già dalla prima parte della mattina aveva impostato la strada del rialzo arrivando anche a 110$, dopo mezzogiorno ha invertito la tendenza bruscamente scendendo anche sotto i 100$ per poi risalire leggermente e proseguire gli scambi in area 100/102$ a barile. Il prezzo dell’oro ha iniziato al ribasso questa mattina intorno ai 4200$ per poi risalire fino a 4400$ e continuare intorno a quei valori fino a fine seduta. Movimentata la giornata sul mercato valutario dove anche i cambi hanno risentito dell’attuale clima incerto reagendo con inversioni di tendenze. Il cambio dell’Euro con il Dollaro ed in particolare con il F. Svizzero è salito dimostrando un rafforzamento della valuta europea, in tarda serata i rapporti sono aumentati anche rispetto ai fixing di giornata €/$ 1,1617 ed €/Chf 0,9131. Stabile invece il cambio con lo Yen. Brutte notizie dal mercato obbligazionario domestico. Lo spread ed i rendimenti ancora in salita dipingono un quadro a tinte fosche sul settore che inizia in malo modo la settimana. Il sentiment resta negativo (spread 92 punti, rendimenti al 3,90%, i prezzi dei titoli più o meno stabili).

Martedì: Borsa americana positiva nella seduta di ieri e la chiusura fa registrare un guadagno superiore all’1% per tutti e tre gli indici. Giornata al rialzo anche per le piazze asiatiche che stamane concludono con tutti gli indici in guadagno mediamente del 2%. Il Nikkei guadagna l’1,43%, fa meglio il Topix +2,10%. Tutto quest’ottimismo sarebbe stato scatenato dalle parole di Trump sulla fine del conflitto, sul piano di pace in quindici punti che l’Iran magari starebbe quasi accettando ecc. I soliti deliri del presidente Usa, i combattimenti continuano e l’Iran smentisce le parole di Trump, facendo capire che non c’è alcuna trattativa. L’Europa questa mattina apre positiva ma gia dopo mezz’ora alcune borse virano al ribasso. L’incertezza geopolitica si traduce in volatilità sui mercati. In Piazza Affari (-0,53% dopo la prima ora) scendono i titoli saliti ieri e viceversa. I peggiori al momento i titoli legati alla difesa, -4% circa. Mercato valutario con Dollaro in leggera ripresa sull’Euro (€/$ 1,1583); stabile il rapporto con le altre valute. Materie prime con i prezzi in linea con quelli di ieri sera, l’oro intorno ai 4400$ l’oncia, il petrolio è salito di poco e stamane si scambia sui 101,50$ a barile. Il mercato obbligazionario domestico oggi mostra qualche debole segnale positivo per lo spread a 89 punti, ma i rendimenti sempre al 3,90%. I prezzi dei Btp sono contrastati. Si prosegue su e giù per tutto il giorno e per tutte le piazze. Quando apre la borsa americana, al ribasso, anche nel Vecchio Continente le borse seguono questa tendenza, ad eccezione di Zurigo e Londra. Si prosegue così per un poco, poi di nuovo inversione di tendenza fino alla chiusura che vedrà le borse tutte positive, tranne Francoforte sulla parità. La migliore Zurigo +1%, segue Londra +0,60%, poi Milano che termina con +0,42%. Mercato valutario a favore dell’Euro, nel pomeriggio si appesantiscono quasi tutte le valute nei confronti della Moneta Unica Europea. Da notare il cambio con il Franco Svizzero salito a 0,9156. Il prezzo dell’oro è rimasto stabile intorno ai 4400$, mentre il prezzo del greggio si è di nuovo mosso al rialzo in una fascia di 103$ a barile. Forte rialzo per lo spread nel pomeriggio, il differenziale sale a 95 punti base ed i rendimenti sono al 3,95%. Scendono i prezzi dei Btp.

Mercoledì: La borsa americana termina una seduta al ribasso, ma si tratta comunque di perdite abbastanza contenute specie per i due indici più generici, peggio il Nasdaq -0,77%. Positiva invece la seduta per tutte le piazze asiatiche che credono evidentemente in una rapida soluzione del conflitto. Il Nikkei guadagna il 2,87% più di tutti gli altri indici che mediamente registrano guadagni dell’1,50%. La mattina si apre all’insegna del rialzo anche in Europa, tendenza che si consolida al punto che alle 12,15 Piazza Affari che è in testa segna un +1,87%. Anche le borse del Vecchio Continente ignorano la situazione bellica, e pur non avendo la certezza che sia in atto un’attività diplomatica al lavoro per trattare un accordo di tregua, premia forse il fatto più tecnico della discesa del prezzo del greggio. Questa mattina infatti il Brent quota intorno ai 98$ a barile, ciò è stato interpretato come un segnale di una possibile schiarita sulla faccenda Hormuz. Contestualmente, il prezzo dell’oro oggi è in risalita e un’oncia viene quotata 4565$ circa alle 12,30. Il mercato valutario questa mattina presenta un Euro in ripresa su Dollaro e Yen, 1,1607 e 184,37 sono i cross con le due valute. Stabili i cambi Euro/Sterlina ed Euro/Franco Svizzero. Buone notizie oggi anche dal mercato obbligazionario, lo spread è tornato a 88 punti base, i rendimenti al 3,84%, i prezzi dei titoli sono tutti al rialzo. La tendenza delle borse prosegue positiva per tutta la seduta e si arriva così in chiusura dove troviamo che la migliore è Madrid +1,50%. A Milano che chiude +1,48%, positivi Fincantieri +5,98% Leonardo +1,79%, Stellantis +1,64% ed i principali titoli bancari. Sul settore valute netta inversione di tendenza nel pomeriggio per il Dollaro. La valuta Usa recupera ampiamente ed a metà pomeriggio il cross è di 1,1568. Sul fronte materie prime il petrolio Brent riprende a salire e il barile quota 101$ nel pomeriggio, il metallo giallo invece resta in area 4556$ l’oncia. Il mercato del reddito fisso conferma il recupero, i valori segnalati in mattinata sono stati confermati anche in chiusura, compresi i prezzi dei Btp che hanno chiuso al rialzo. A metà seduta la borsa Usa viaggia in terreno positivo.

Giovedì: Chiude in leggero rialzo ieri sera il mercato americano. Tutti e tre gli indici segnano mediamente un +0,50%. Non si adeguano invece le borse asiatiche che questa mattina sono tutte negative, in Giappone l’indice Nikkei contiene la perdita a -0,27%. Come spesso accade è la borsa di Seul che registra le oscillazioni più vistose oggi -3,22%. L’Europa si adegua all’Asia. Le borse iniziano al ribasso. L’ incertezza sulla fine del conflitto penalizza i mercati. Dopo due ore di scambi le peggiori sono Francoforte e Milano che perdono oltre 1%. Il nostro indice FtseMib scende a causa dei ribassi sui titoli bancari, su Nexi -2,16%, Stellantis -2,24%, Leonardo e Fincantieri (entrambi -1% circa). Sul settore valutario questa mattina i cambi si mantengono stabili. I rapporti tra l’Euro e le altre principali valute non si discostano da quelle segnalate ieri pomeriggio. I cambiamenti oggi li vediamo nel settore materie prime. L’oro è di nuovo al ribasso ed alle 11,30 è quotato 4428$ l’oncia, mentre sale di parecchio il prezzo del Brent che alla stessa ora registra 105,60$ a barile. In ultimo, anche sul settore obbligazionario domestico assistiamo ad una seduta negativa, risale lo spread a 92 punti base, i rendimenti sono al 3,94% ed i prezzi dei Btp sono tutti al ribasso. Brutta giornata su tutti i fronti le borse europee terminano tutte al ribasso, le peggiori Francoforte -1,50% e Londra -1,33%. Milano limita la perdita -0,70%; scendono i titoli bancari, e gli altri già segnalati sopra. Il forte rialzo di Saipem +5,80% ed Eni +2% aiutano l’indice a limitare i danni. Il mercato valutario si conferma stabile lo dimostra il raffronto dei cambi tra ieri ed oggi registrati in tabella. Sul mercato delle materie per tutta la seduta il prezzo del petrolio ha subito un’impennata fino a quota 110$, poi nel pomeriggio una forte flessione ha riportato il prezzo a 104$; ma i movimenti sono stati caratterizzati da un’estrema volatilità. Il metallo giallo invece si è mosso in senso inverso. Il prezzo ha iniziato a scendere sin dalle prime battute per toccare un minimo in area 4350$ in serata. Verso la fine della giornata gli ultimi scambi avvengono a 4400$ oncia. La seduta sul mercato del reddito fisso domestico si conferma negativa. Sale lo spread fino a 95 punti base, i rendimenti rasentano il 4%; listino con i prezzi al ribasso. Seduta negativa per la piazza di New-York scendono tutti e tre gli indici, il Nasdaq perde il 2,38%, i titoli tecnologici sono i più penalizzati ma anche gli altri comparti non si salvano.

Venerdì: Borse asiatiche contrastate nella seduta di questa notte. La borsa di Tokyo è una di quelle che esprime il contrasto, il Nikkei -0,43%, mentre il Topix è in leggero rialzo +0,19%. Giornata negativa per le borse europee. Tutte le piazze del Vecchio Continente hanno tenuto lo stesso andamento ribassista per tutta la seduta. Già dai primi scambi la tendenza è stata chiara, anche se ovviamente poi nel corso della giornata alcune piazze come Londra ha recuperato qualche punto. In chiusura la peggiore è Francoforte -1,38%. Milano limita le perdite -0,74%. Chiudono al rialzo Edison +2,50%, Amplifon +1,30% ed Eni 1,20%. Scendono Avio -6,25%, Leonardo -3,35% e Buzzi -3,25%. Sul mercato valutario le oscillazioni sono state contenute, ma analizzando la giornata notiamo un lieve rafforzamento del Dollaro sull’Euro. Nel tardo pomeriggio ed in serata il rapporto €/$ è di 1,1511. Varia poco il cambio €/Yen, mentre il cambio con il F. Svizzero in serata sale a 0,9200. Per le materie prime, l’oro per buona parte della mattina si è mosso nella fascia di prezzo 4400/4450$ l’oncia. Nel pomeriggio un’improvvisa impennata ha spinto il prezzo fino a 4550, per ripiegare poi in serata in area 4500 fino a fine seduta. Il prezzo del petrolio Brent ha vissuto un’altra giornata all’insegna della volatilità. Ma la tendenza fermo restando le continue oscillazioni è decisamente rialzista. Durante la lunga giornata operativa il prezzo da 106 è arrivato anche a 112 dollari come massimo per poi ritornare in area 106 e proseguire in tal modo fino a sera. Continua la tensione anche sul mercato obbligazionario domestico, ultima seduta con lo spread che ha superato i 100 punti, come picco rilevato, ma sono i rendimenti che si sono attestati a fine giornata al 4%. I prezzi dei Btp hanno chiuso tendenzialmente al ribasso, hanno fatto eccezione alcuni titoli con scadenze medio corte con chiusura positiva. Ultima seduta della settimana negativa anche per la borsa americana. Quotazioni al ribasso per tutta la seduta ed in chiusura anche oggi tutti e tre gli indici sono negativi ed il Nasdaq perde quasi il 2%.

Borse Mondiali ed Europee: settimana sull’altalena per tutti i mercati azionari, questa elevata volatilità ci ha fatto vedere forti oscillazioni sia intraday che un giorno nei confronti del giorno dopo. Gli operatori sono disorientati, all’orizzonte non si vedono spiragli chiari per la cessazione del conflitto, mentre, le prime conseguenze economiche già si vedono a causa del rincaro dei prezzi del settore energia. Di questo passo si teme un rischio inflazione globale. Siccome poi tutti hanno capito che delle parole del presidente Trump è bene non fidarsi, ogni volta che pronuncia qualche frase rischia di fare ulteriore danni ai mercati. Il bilancio finale della settimana però è diversa a seconda del continente. Comune a tutte le piazze mondiali sicuramente la volatilità dovuta ad incertezza e imprevedibilità della situazione geopolitica, ma i numeri dicono che: in Giappone il Topix ha guadagnato il Nikkei è rimasto invariato. In Europa la seduta positiva di mercoledì ha riequilibrato gli indici per cui il bilancio finale mostra una certa stabilità. Diverso il discorso per la borsa di Wall Street qui tutti e tre gli indici hanno lasciato sul terreno un certo margine, andiamo dal -3,20% del Nasdaq al -0,90 del DJ passando per il 2% che ha perso lo S&P.

Mercato obbligazionario domestico e spread: Il comparto obbligazionario dei Titoli di Stato in settimana ha risentito in pieno di tutte le tensioni internazionali e le incertezze che ne derivano. Il rischio inflazione incombe sempre di più se non si trovano gli accordi giusti per una tregua, e ciò si traduce sul Debito Pubblico indebolendo il sistema paese. Il risultato della settimana è che sono aumentati esageratamente i rendimenti dei Btp decennali (benchmark di riferimento) che sono saliti costantemente per tutto il periodo. Venerdì è stato superato il 4% con lo spread Btp/Bund oltre i 100 punti base. Di converso il listino degli stessi titoli guida ha subito pesanti flessioni.

Mercato Valutario: Il mercato Forex questa settimana ha subito pochi scossoni con poche oscillazioni. I rapporti di cambio tra Dollaro ed Euro sono rimasti stabili, la valuta americana ha tenuto bene, anzi andando in dettaglio possiamo dire che abbiamo visto una leggero ma continuo recupero, il cambio infatti pur sempre in area 1,1500 ha toccato i minimi venerdì. Stabili anche i rapporti di cambio tra Euro e le altre valute, tranne qualche tensione intraday che però non è visibile dai fixing in tabella in quanto avvenuta negli scambi pomeridiani.

Petrolio Brent: La materia prima osservata speciale ha vissuto un’altra settimana di forti tensioni. Fermo restando l’andamento estremamente volatile del prezzo del greggio la tendenza è stata rialzista con picchi massimi di prezzo superiore a quelli della scorsa settimana. Tutta ciò è stato causato dalla disputa tra Iran ed Usa di quello che è il destino dello Stretto di Hormuz. Questo territorio viene ora giustamente usato dal paese asiatico come mezzo di ricatto contro l’invasore americano; ed ovviamente tutto il resto del mondo ne risente. A gettare poi ulteriore benzina sul fuoco (è il caso di dire) le parole spesso provocatorie poi magari ritrattate pronunciate da Trump. Bilancio finale il Brent raramente in settimana è sceso sotto i 100$ ed ha toccato una punta massima di circa 112$ a barile.

Oro: Dopo lo storno di prezzo di una quindicina di giorni fa che ha riportato il valore ben sotto quota 5000, il metallo giallo ha ulteriormente perso terreno in questa settimana. Probabili vendite da parte di Banche Centrali o altri operatori istituzionali con l’intento di creare liquidità da investire in altri settori, hanno rallentato l’interesse sull’oro, tenendo presente che i tassi potrebbero risalire. Questo si è tradotto in un’ulteriore discesa del prezzo che per tutto il periodo si è mosso in una forbice compresa tra 4400 e 4550 dollari l’oncia, fatta qualche piccola eccezione ad inizio settimana dove si sono toccati i minimi.

Date 23/03/26 24/03/26 25/03/26 26/03/26 27/03/26
FtseMib 43190 43370 44013 43702 43379
Dax(D) 22654 22640 22940 22613 22301
Cac40(Fr) 7726 7744 7847 7769 7702
Ftse100(Gb) 9894 9954 10107 9972 9967
Smi(Ch) 12390 12516 12718 12642 12570
Ibex35(E) 16888 16910 17170 16963 16802
Dow Jones 46208 46124 46429 45960 45167
Nasdaq 100 24189 24002 24163 23587 23133
S&P500 6581 6556 6592 6477 6369
Nikkei225 51515 52252 53749 53603 53373
Eur/Usd 1,1596 1,1572 1,1592 1,1539 1,1517
Eur/Gbp 0,8642 0,8654 0,8655 0,8651 0,8672
Eur/Chf 0,9124 0,9145 0,9153 0,9151 0,9178
Eur/Yen 183,86 183,91 184,27 184,19 184,16
Petrolio Brent 101,67 104,2 101,8 107,55 112,11
Usd a barile
Oro ($ oncia) 4403 4413 4551 4351 4495
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